Kyle Kirkwood ha scritto il proprio nome nella storia della IndyCar a Washington, conquistando la prima edizione del Freedom 250 Grand Prix. Il pilota Andretti Global ha preceduto Christian Lundgaard e Will Power dopo aver condotto 128 dei 147 giri, dominando una corsa caratterizzata da sei neutralizzazioni.
Giornata da dimenticare per Alex Palou. Partito dalla pole, lo spagnolo ha accumulato una penalità, un pit stop problematico e un incidente, chiudendo soltanto ventesimo. Il suo vantaggio in campionato su Kirkwood scende così da 133 a 91 punti.
La prima gara IndyCar disputata nel cuore della capitale statunitense difficilmente avrebbe potuto offrire un copione migliore. Un circuito completamente nuovo, 25 vetture racchiuse tra i muri del National Mall e una sfida per il campionato che, dopo Markham, sembrava ormai indirizzata definitivamente verso Alex Palou.
A Washington è cambiato tutto.
Non tanto perché Palou abbia perso una gara, quanto perché Kirkwood ha disputato probabilmente una delle prestazioni più complete della sua carriera, mentre il leader del campionato ha vissuto uno dei pomeriggi più complicati della stagione.

Kirkwood sorprende Palou
Il sabato aveva consegnato la settima pole position stagionale proprio ad Alex Palou. Al suo fianco partiva Kirkwood, mentre il nuovo tracciato cittadino aveva già dimostrato nelle prove quanto fosse semplice commettere un errore tra muri, frenate violente e pochissimi margini di correzione.
Al via, però, Kirkwood non ha aspettato.
Il pilota Andretti è riuscito a portarsi davanti a Palou già nel primo giro e da quel momento ha iniziato a costruire una gara completamente diversa rispetto a quella degli avversari. Il ritmo della Honda numero 27 gli ha permesso di controllare il gruppo anche dopo le ripartenze, mentre alle sue spalle Palou cercava di restare nella finestra strategica del rivale.
La corsa è stata presto frammentata dalle neutralizzazioni. Il circuito di appena 1,7 miglia non lascia praticamente spazio agli errori e diversi contatti hanno obbligato la direzione gara a ricompattare il gruppo.
Kirkwood, però, non ha mai perso realmente il controllo della situazione. Ogni restart ricostruiva immediatamente il margine.
La situazione di Palou ha iniziato invece a complicarsi. Lo spagnolo è stato costretto a scontare un drive-through per aver urtato lo pneumatico di Mick Schumacher in pit e successivamente ha perso ulteriore terreno con una sosta lenta. In poche tornate quella che inizialmente sembrava una sfida diretta con Kirkwood si è trasformata in una gara di rimonta.
Incidenti e caution
La seconda metà della corsa ha ulteriormente aumentato il livello di caos.
David Malukas, che dopo una precedente sosta aveva perso la settima posizione, ha perso il controllo della Penske alla curva 7 ed è finito violentemente contro le barriere. Sting Ray Robb, che lo seguiva a breve distanza, si è trovato davanti la vettura di Malukas ormai ferma e non ha avuto lo spazio per evitarla, centrandola e mettendo fine alla gara di entrambi. L’impatto ha provocato una nuova full-course caution e ha avuto conseguenze anche sulla corsa di Palou, coinvolto poco dopo in un episodio in pit lane che avrebbe contribuito a complicare ulteriormente il suo pomeriggio.
Rasmussen e McLaughlin in barriera
Le interruzioni non sono finite lì. Christian Rasmussen è stato successivamente mandato contro le barriere da Marcus Armstrong, con il contatto che ha lasciato diversi detriti sulla pista e richiesto un altro intervento della direzione gara. La sequenza di caution ha continuato a ricompattare il gruppo, cancellando più volte il vantaggio costruito da Kirkwood e obbligandolo ogni volta a ripartire con gli inseguitori nuovamente alle spalle.
Il momento più delicato per il leader è arrivato però molto più avanti. Scott McLaughlin era riuscito a emergere come il rivale più pericoloso di Kirkwood e, dopo una neutralizzazione provocata dall’incidente di Palou, aveva avuto la possibilità di riavvicinarsi alla Andretti numero 27. Il neozelandese ha però vanificato tutto finendo contro le barriere mentre cercava di mantenere la pressione sul leader, togliendosi dalla lotta per il podio proprio nella fase decisiva.
Alla fine le caution saranno sei, ma nessuna riuscirà realmente a mettere in crisi Kirkwood. Il pilota Andretti ha continuato a gestire le ripartenze con grande precisione, conservando il comando mentre alle sue spalle Christian Lundgaard emergeva progressivamente come il rivale più consistente.
Palou, intanto, cercava disperatamente di recuperare terreno. La sua domenica è però definitivamente naufragata nel finale: un testacoda con conseguenti danni all’ala anteriore lo ha fatto precipitare nelle retrovie, cancellando qualsiasi possibilità di limitare seriamente i danni.

Per il leader del campionato è arrivato soltanto il ventesimo posto.
Davanti, Kirkwood continuava invece ad accumulare giri al comando. Alla fine saranno 128 su 147, un dato che fotografa meglio di qualsiasi altra cosa il livello della sua prestazione.
Lundgaard ha provato a restare vicino, soprattutto dopo le ultime neutralizzazioni, ma non ha mai avuto realmente la possibilità di portare un attacco decisivo.
Kirkwood vince e il campionato si riapre
La bandiera a scacchi ha consegnato a Kyle Kirkwood la seconda vittoria stagionale che mancava dalla gara inaugurale. Un successo destinato a rimanere nella storia della categoria, il primo vincitore di una gara IndyCar disputata sulle strade di Washington D.C.
Christian Lundgaard ha concluso secondo, confermando ancora una volta la competitività di Arrow McLaren sui circuiti cittadini, mentre Will Power ha completato il podio per Andretti Global. Marcus Ericsson e Kyffin Simpson hanno chiuso rispettivamente quarto e quinto.
Ma il risultato più importante, in prospettiva, riguarda inevitabilmente il campionato.
Prima di Washington, Palou disponeva di 133 punti di vantaggio su Kirkwood. Dopo la gara della capitale il margine è sceso a 91. È ancora un vantaggio considerevole, soprattutto considerando quanto lo spagnolo sia stato costante durante tutta la stagione, ma per la prima volta dopo diverse settimane il campionato ha cambiato leggermente prospettiva.
Kirkwood ha fatto l’unica cosa che doveva per mantenere vivo il campionato: vincere.
E lo ha fatto senza affidarsi a una strategia fortunata o a una neutralizzazione favorevole. Ha preso il comando al primo giro e non l’ha praticamente più lasciato per tutta la gara.
Appuntamento al Milwaukee Mile per un doppio appuntamento, sabato 29 agosto e domenica 30 agosto.
Una battaglia da non perdere.

Fonte immagine di copertina: NTT IndyCar Series via X


