La F2 sbarca in Ungheria per l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva. Come da tradizione, la “prima parte” di stagione si chiude in terra magiara.
Qualifiche extraeuropee
È Kush Maini a prendersi la pole position del GP d’Ungheria. L’indiano, con il tempo di 1:28.896, precede di 117 millesimi Rafael Camara, che ha una bella occasione di accorciare in classifica data la qualifica un po’ sottotono di Tsolov e Mini.
Terza posizione per Leon che precede Dursken ed Inthrapuvasak (che conferma ancora una volta il suo grande feeling sulla pista magiara).
Van Hoepen è sesto davanti al leader Tsolov, settimo a 423 millesimi dalla pole.
Ottavo posto per Beganovic davanti a Gabriele Miní (+0.445). P10, e pole nella sprint race, per Sebastian Montoya. Malissimo Dunne, solo diciassettesimo.
Sprint: Minì spera, Tsolov Out
La gara corta non regala molte emozioni per i primi 15 giri.
Gabriele Minì vince la Sprint Race al Hungaroring con la sua vettura MP, dopo un duello con Sebastian Montoya: l’italiano completa il sorpasso sul figlio d’arte colombiano al giro 17 con un bellissimo incrocio in curva 1.
Poco dopo arriva il vero colpo di scena del weekend: Tsolov letteralmente cannona Montoya costringendo al ritiro entrambi. Il bulgaro esce con 0 punti dalla Sprint Race e subisce anche una penalità di 5 posizioni per la gara della domenica.
Sul podio ci vanno quindi Beganovic e Van Hoepen. Quarto Camara davanti a Maini ed Inthrapuvasak. Durksen settimo davanti a Stenshorne, che completa la zona punti.

Gara: Leon resiste a Maini
Al via tecnica classica da parte di Maini che prova subito a scappare e a sperare di guadagnare sufficiente gap prima delle soste.
Ricordiamo che Tsolov parte dodicesimo per via delle 5 posizioni di penalità ricevute nell’incidente in sprint race.
Dietro a León, secondo, si crea un treno DRS che arriva fino ad Inthrapuvasak, sesto, mentre Miní non riesce a passare Beganovic nonostante le gomme rosse.
Il primo ad effettuare la sosta è Bilinski, al giro 7. Maini nel frattempo vola e porta il vantaggio a 4.2 secondi al giro 10.
Al giro 15 si ferma Mini per montare gomma media, seguito al giro seguente da Durksen. Nel mentre, Villagomez si ritira causando una VSC, stallando per un giro la danza dei pit stop. Si ferma Leon, momento critico della corsa.
Al giro 21 rientra Camara, che ora è distante 7 secondi da Leon. Maini si ferma al giro dopo e rientra poco dietro a Leon, ora primo. Dovrà sbarazzarsi di Fittipaldi e Varrone.
Tsolov, partito su strategia invertita, rientra in undicesima posizione ma si fa ben presto strada fra il gruppo, superando anche Mini al giro 30.
Davanti impazza la battaglia fra Durksen ed Inthrapuvasak, mentre Leon riesce a resistere al ritorno di Maini e Camara, vincendo la Feature Race della F2 in Ungheria.
Ottima quarta posizione per Van Hoepen che precede in volata Inthrapuvasak. Sesto posto per Beganovic davanti a Tsolov. Durksen precede Miní e Bennett, che conquista l’ultimo punto.

Classifiche
Nonostante una feature race un po’ sottotono, Mini può ritenersi soddisfatto del suo weekend ungherese.
Infatti, il siciliano guadagna complessivamente 6 punti nel corso del fine settimana, portandosi a -20 dal talento bulgaro a 5 gare dalla fine della F2 (167 punti contro i 147 del pilota MP).
Si rilancia Camara, ora a soli due punti da Miní e in piena lotta per il titolo.
Adesso è tempo di riposare e godersi la pausa estiva per i ragazzi della F2, prima di tornare in pista a Monza nel weekend del 4-6 settembre.
Fonte immagine di copertina: camposracing.com


