Di Carmen Petrillo, Marco Terragni e Martina Agazzi
Nel corso del weekend del 24, 25 e 26 ottobre 2025, l’Autodromo Nazionale di Monza è stato protagonista di un evento eccezionale, dedicato a molte categorie del motorsport: l’ACI weekend, svoltosi per la seconda volta sull’impianto brianzolo dopo l’appuntamento di metà giugno.
Cinque campionati protagonisti, arrivati all’ultimo appuntamento stagionale e pronti ad assegnare i campionati. Per le ruote coperte c’è stata l’edizione italiana della Porsche Carrera Cup e il Campionato Italiano GT Sprint, diviso nelle categorie GT Cup e GT3. Per le monoposto, l’ultimo round dell’ Euro F4 Championship e soprattutto della Formula Regional European Championship by Alpine, la FRECA.
Tre dei nostri editori hanno avuto la possibilità di vivere da vicino l’ACI Weekend ed è nata l’idea di raccogliere i loro punti di vista e le loro impressioni in un articolo a più voci: tre esperienze diverse accomunate dalla passione per il motorsport.

Nel Tempio della Velocità per la prima volta: l’esperienza di Carmen
La prima volta a Monza non si scorda mai. Ed è proprio vero.
Da grande appassionata di F1 e in generale di motorsport, per anni ho sognato di vivere quell’atmosfera incredibile e unica nel suo genere che si respira nel Tempio della Velocità. E poco meno di due settimane fa, finalmente, ho scoperto cosa si prova, grazie all’ACI Weekend, l’ultimo della stagione 2025.
Anche se in pista non c’erano le monoposto di F1, è stata un’esperienza indimenticabile: l’intero weekend è stato una vera sorpresa e credo che, per certi versi, sia persino più divertente di un evento di F1. Ciò che più mi ha colpito è stata la possibilità di esplorare luoghi spesso interdetti al pubblico. Il primo è sicuramente il paddock, dove ho potuto girare in completa tranquillità e osservare da vicino le vetture delle diverse categorie.

È stato possibile accedere anche alla pit lane e questo credo sia stato uno dei momenti più emozionanti del weekend. Vedere passare le monoposto così da vicino, assistere ai festeggiamenti dei piloti con i loro team nel parc fermé e poi sul podio, passare da un garage all’altro e osservare i meccanici in azione mi ha fatto sentire parte di un qualcosa di davvero speciale. Un’altra cosa che ho apprezzato tantissimo è stata la possibilità di girare tra le tribune e vedere l’azione in pista da diversi punti del circuito.
Il sabato ho seguito la FRECA dalla Prima Variante e nel corso della giornata mi sono spostata poi verso il rettilineo e qui ho potuto vedere le partenze delle gare pomeridiane dalla terrazza sui box. La domenica, invece, sono stata alla Variante Ascari e nel pomeriggio in Tribuna Centrale.

Mi sono divertita tantissimo nel corso dell’intero weekend e sono rimasta piacevolmente sorpresa nel vedere una certa affluenza, soprattutto nella giornata di domenica. Girando così tanto tra tribune, paddock e pit lane, ho potuto poi dare sfogo anche alla mia passione per la fotografia, cercando di catturare le vetture in azione.
Mi sono sentita a casa, mentre me ne andavo in giro con la mia macchina fotografica stretta al collo, pronta a immortalare ogni momento, a conservare ogni ricordo. E non nascondo di essermi emozionata nel vedere Freddie Slater festeggiare col team Prema la vittoria del campionato 2025 di FRECA.
Insomma, è stata un’esperienza unica, che non vedo l’ora di rivivere l’anno prossimo. Ci tengo anche a menzionare il grande impegno di tutti gli addetti ai lavori, che hanno reso possibile tutto ciò.
Un incontro col motorsport più puro: l’esperienza di Marco
L’ACI Weekend di Monza è stata una scoperta inaspettata. Un incontro, il mio insieme ad altri due compagni d’avventura (Andrea e Davide, che ringrazio), con il motorsport più autentico, che difficilmente è possibile godersi quando nella storica pista brianzola vi è la Formula 1. Quando arriva il Circus infatti, l’autodromo è traboccante di persone –e anche oltre, con l’attenzione di molti più verso la ricerca di qualche gadget o cibaria in Fan Zone piuttosto che godersi le auto in pista.
L’ACI Weekend contrappone al chiasso festante il silenzio rispettoso per le auto, rotto solamente dal vero protagonista di questo Tempio della Velocità: il rombo dei motori. È qualcosa di diverso questo bell’evento, con un focus rivolto solamente alle quattro ruote, come a tempi quasi dimenticati.

La possibilità di poter assistere alle gare da tutte le tribune (anche da quelle che in altri eventi sono irraggiungibili per prezzi), di accedere ad un paddock. La vicinanza estrema con i protagonisti, persone normali che fanno semplicemente un mestiere fuori di testa. Il sogno di ogni appassionato.
L’arrivo nell’impianto brianzolo non ha tradito le aspettative. La scoperta che più ci ha colpito è stata la possibilità, per la prima volta, di accedere ad un vero paddock motoristico. Vedere quindi da vicino i grandi camion, con ingegneri e piloti insieme a discutere all’interno di questi grandi mostri della strada, spesso non accessibili per gli sport più seguiti. Ma almeno quel giorno, a portata. Molti quelli presenti, chi più grande – come quello del team Antonelli, altri più piccoli. Ma tutti con un proprio segno identificativo. Che fosse Ferrari, BMW, Porsche o Lamborghini.

La giornata di sole ha convinto molti, più di quelli che mi aspettavo, a venire sul tracciato per assistere a tutte le categorie proposte. Abbiamo quindi potuto guardare le gare da vari punti. Perché il bello di questi eventi è questo: girovagare per l’impianto per vedere le macchine da diversi punti di vista.
La tribuna centrale, punto inaccessibile per i comuni mortali durante la Formula 1 ma anche la terrazza panoramica sopra i box. Da qui abbiamo avuto una visione altissima sopra i garage, assistendo al grande lavoro svolto da meccanici e team per preparare le auto, ad una distanza davvero ravvicinata. Ma altre tribune ci hanno ancora di più entusiasmato, come la prima variante. Una staccata profonda dove si è assistito, durante la FRECA, ad arrivi a ruote fumanti. Senza dimenticare la Parabolica, dove poter osservare le diverse traiettorie dei piloti del Campionato Italiano GT Sprint. E l’uscita dell’Ascari, dove i piloti dell’Euro F4 Championship provavano ad uscire al massimo della velocità per sfruttare la scia sul rettifilo.
Proprio vicino a quest’ultima tribuna ho potuto assistere ad un evento raro. Vedere i piloti dell’Euro 4 prima e FRECA poi mentre si preparavano a scendere in pista per la loro gara. Un momento molto intimo, invisibile ma lì davvero a pochi centimetri. Ma sempre col rispetto per questi giovani ragazzi, pronti a dare tutto per il comune sogno della velocità. Dietro alle loro visiere, uno sguardo pieno di concentrazione in vista di un appuntamento con la propria storia. Così vicino, così lontano.

Un’esperienza che porteremo nel cuore. Io e i miei compagni. Forse è per loro il successo più grande. Assistere per la prima volta da vicino ad un mondo solo sognato dalla televisione. Velocità, sorpassi, difese, gare, prove. Uno spettacolo fantastico.
Nel dietro le quinte dell’ACI Weekend: l’esperienza di Martina
Dal canto mio, l’ACI Racing Weekend non delude mai. È già il terzo anno di fila che ho la possibilità di partecipare, e ogni volta è sempre più bella della precedente. Vedere così da vicino e in prima persona un evento così ricco di motori, piloti (sia più anziani che giovanissimi) e moltissimi appassionati. Ho passato la giornata con due mie amiche (Beatrice e Alondra, che saluto e ringrazio), conoscendo però moltissime altre persone.
Per una fortunata serie di coincidenze, ho avuto la possibilità di trascorrere la maggior parte della giornata nel Paddock 2, una vera e propria area operativa, nonché il vero “dietro le quinte” nel quale lo spettacolo prende forma. Vivere la domenica da lì significa vedere l’esatto opposto di quello che può vedere un normale spettatore. Non c’è il “silenzio rispettoso” che pervade l’intero autodromo: lì c’è una frenesia concentrata, un ronzio costante di meccanici, piloti e manager.

Non è un’atmosfera da “girovagare”, ma da “operare“.
Girando in quella parte più “privata” ho avuto la possibilità di seguire le interviste che la mia amica doveva fare ad alcuni piloti, sia di FRECA che di E4. È stato sicuramente molto interessante, visto che ci ha dato la possibilità di accedere all’Hospitality di alcune scuderie e di vedere da vicino tutta quella parte di media e comunicazione che risulterebbe praticamente impossibile in un round di F1.
Durante la gara della FRECA, io e le mie amiche ci siamo spostate nella terrazza sopra al Paddock 1, per goderci la partenza di questa categoria che fa da tramite tra la E4 e la F3. Al termine della gara, vinta da Slater, seguito da De Palo e Giltaire, ci siamo spostate davanti al parco chiuso, per congratularci con i piloti e fare qualche scatto più da vicino. Dopo un’altra breve tappa nel Paddock 2, abbiamo sfruttato la possibilità di muoverci liberamente per la maggior parte dell’autodromo per spostarci nella Variante Ascari e goderci la gara di E4, l’ultima della giornata e della stagione intera.

La mia, quindi, non è stata un’esperienza da spettatrice, ma un’immersione inaspettata nel “motore” che fa girare tutto l’evento. Ho visto meno pista, forse, ma ho capito molto di più del lavoro, della passione e della tensione disumana che guida e alimenta tutte le scuderie, dalle più conosciute a quelle meno conosciute.


