Non è il momento migliore della carriera di Carlos Sainz. Un 2026 irto di difficoltà, con una Williams lontana dagli standard mostrati nel finale di 2025. Lo spagnolo si ritrova ora ad un bivio: continuare con la scuderia inglese oppure iniziare a pensare ad un’uscita dal verso altri?
Non è la stagione che Carlos Sainz si aspettava
Il pilota spagnolo, dopo l’addio infelice da Ferrari nel 2024 che gli ha preferito Lewis Hamilton si è ritrovato con la necessità di trovare un nuovo sedile.
Il problema: non sarebbe stato in un top team. McLaren poteva contare su coppia futuribile, in Red Bull non volevano ingaggiare un pilota che creasse problemi a Verstappen mentre Mercedes aveva deciso di non guardare all’esperienza del madrileno e puntare già nel 2025 sul giovanissimo Antonelli.
Ne derivava un campo di scelta limitato alle sole Audi (ancora Sauber nel 2025), Alpine e Williams. Se Audi poteva garantire un supporto ufficiale con i nuovi regolamenti, il limite era rappresentato dall’essere un team in costruzione e con obbiettivi sì ambiziosi, ma solo di lungo periodo. Tempo quindi di cui Sainz era a corto vista una carta d’identità che segna 1994 come data di nascita. Alpine e Williams potevano invece garantire il motopropulsore Mercedes. La scuderia francese l’avrebbe ottenuto però solo nel 2026, oltre a trovarsi in una situazione tecnica ai tempi complicata e dalla difficile risoluzione.
Da qui la decisione di firmare con Williams. Una scuderia che con l’arrivo di James Vowles stava dando segnali di crescita e che poteva garantire la piena disponibilità della PU teutonica; oltre all’inserimento di una clausola d’uscita in caso di chiamata di un top team.
Ed il 2025, dopo un inizio difficile all’ombra del veterano Albon, era stato un crescendo progressivo nella seconda parte di stagione. Due podi, a Baku e in Qatar oltre che un terzo posto nella sprint degli Stati Uniti. Risultati che lo lanciavano in nona posizione nel mondiale, con Williams stabilmente quinta forza tra i costruttori. Sembravano le premesse per un 2026 di ulteriore avvicinamento ai top team. La realtà sarà invece molto diversa.

Un 2026 più difficile del previsto
La stagione si è rivelata complicata già da prima dell’inizio ufficiale. Il team di Grove ha infatti dovuto saltare i primi test di Barcellona a causa di problemi con il telaio, bocciato dai crash test della federazione. Giornate perse che hanno inciso (ed incidono ancora) sul primo terzo di stagione. Perché una volta arrivata in pista, l’auto ha palesato tutti i suoi limiti a causa di una scocca fortemente in sovrappeso che ne ha minato profondamente la competitività.
Ed i correttivi sono lontani dall’arrivare e soprattutto dall’essere risolutivi. Un nuovo telaio dovrebbe arrivare a Baku, ma le speranze che risolva come una panacea tutti i problemi è lontana dalla realtà. In tutto ciò le prestazioni in pista sono state ben poco consolatorie. Per Sainz solo tre arrivi a punti, sempre al nono posto: Cina, Miami e Canada per sei punti totali in nove gare ed il quindicesimo posto in campionato. In qualifica l’iberico ha provato a ribellarsi alla sorte, ottenendo sei accessi al Q2 (a differenza dei quattro del compagno) ma non andando mai oltre la dodicesima posizione.
Risultati molto deludenti, distanti dalle ambizioni di Sainz che si immaginava in costante lotta a centro gruppo e vicino ai top prima dell’inizio della stagione. Un quadro di cui non si vede un’uscita a breve termine e che lascia molti dubbi allo spagnolo; un team molto lontano dalle promesse fatte in sede di firma e che per Sainz rischia di trasformarsi in una prigione.
Senza miglioramenti rapidi, il rischio di perdere il treno del vertice rischia di farsi concreto obbligandolo il figlio d’arte ad una lunga fase di carriera tra bassifondi e centro gruppo. La domanda allora è: che fare?

Sainz: continuare con Williams appare l’unica opzione possibile al momento
Negli ultimi giorni sono rimbalzate voci che volevano il madrileno vicino ad Audi, pronto a riabbracciare l’ex mentore Binotto che sarebbe ben felice di contare sull’esperienza e la velocità dell’iberico. È risaputa la stima che il dirigente italiano prova per Sainz, come prova l’esperienza in Ferrari col TP Audi che farebbe di Sainz la freccia di Audi insieme a Bortoleto.
La notizia è stata smentita e non ha trovato riscontri, ennesima voce da pausa da gran premi. Ma segnala le difficoltà dello spagnolo e la sua delusione per l’esperienza in Williams.
Eppure la storica scuderia britannica potrebbe rappresentare ancora una buona scelta. Realisticamente l’unico sedile minimamente appetibile per Sainz sarebbe quello Aston Martin. Ma anche la scuderia di Silverstone sarebbe una scommessa: difficoltà con il power unit Honda, un progetto nato molto male e confusione interna rendono, almeno nel breve periodo, poco allettante un passaggio alla corte di Stroll. Senza dimenticare la voglia di Alonso di continuare.
La scelta più logica, vista l’assenza di alternative è rimanere ancora in Williams. Sperare in rapidi miglioramenti per il finale di stagione ed un 2027 in crescendo. E poi valutare il da farsi, sperando in un eventuale girandola di sedili. Oppure nel riscatto di Grove. Già il 2025 ha dimostrato che Williams può migliorare ed uscire dalle difficoltà. Con Sainz ancora in squadra potrebbe rifarlo di nuovo, dimostrando allo spagnolo di essere la squadra giusta per una riscossa ad ora utopica. Ma saprà farlo?
Fonte immagine di copertina: Carlos Sainz via X


