Ieri è uscita su YouTube e sulle piattaforme podcast una delle chiacchierate più attese e sincere della stagione: Charles Leclerc è passato dal BSMT di Gianluca Gazzoli. Una conversazione intensa, autentica, senza filtri. Non un’intervista classica da paddock, ma un ritratto a tutto tondo del pilota Ferrari, tra testa, cuore e vita fuori dall’abitacolo. Il video ufficiale, caricato dal canale The BSMT di Gianluca Gazzoli, ha già conquistato centinaia di migliaia di visualizzazioni e commenti commossi dai tifosi. Charles si è raccontato con grande sincerità, alternando risate, emozioni e riflessioni profonde davanti a un Gazzoli capace di creare un’atmosfera da chiacchierata tra amici. Il monegasco, fresco di matrimonio con Alexandra Saint Mleux, ha ripercorso le origini del suo sogno con la stessa passione di un bambino. A tre anni e mezzo, fingendo di stare male per non andare all’asilo, finì su un kart gestito dal padre di Jules Bianchi. “Ho chiesto di fare un giro, dopo abbiamo tolto la corda e ho continuato finché non è finita la benzina. Sul viaggio di ritorno ho detto a mio padre: questo è quello che voglio fare da grande”, ha ricordato. La famiglia ha fatto sacrifici enormi: i due fratelli hanno dovuto fermarsi perché i costi erano insostenibili. Il 2010 fu l’anno della verità, l’ultimo in cui i genitori potevano sostenere le spese. Poi è arrivato Nicolas Todt e il resto è storia.
La passione per la Rossa
Leclerc si è aperto su temi profondi, confermando quanto la passione per la Rossa sia rimasta intatta. “Sono stato dalla parte del tifoso che guardava tutti i GP la domenica, sperando che il team vincesse, e ora sono io in macchina che ricevo direttamente tutto questo sostegno”, ha raccontato. La Ferrari, per lui, è molto più di una scuderia: “È un brand che unisce tutte le generazioni, dai bimbi agli anziani. Tutti sognano la stessa cosa: vedere la Ferrari in cima”. Ha sottolineato l’importanza dello sviluppo per il 2026: “Quest’anno lo sviluppo è super importante. C’è tanto lavoro da fare a Maranello per sviluppare nuovi pezzi e provare soluzioni nuove al simulatore. Dobbiamo spingere tutti nella stessa direzione per riportare la Ferrari in alto”. Essere ferrarista è speciale: “Voglio riportare la Rossa in alto, dove tutti la sogniamo“.

Le vittorie di Monza e Monaco
Due vittorie su tutte spiccano nel racconto: Monza 2019 e Monaco 2024. Sono state “le uniche due gare della mia vita in cui ho fatto fatica a rimanere nella mia bolla”. A Monza, la pazzia delle tribune ha reso tutto speciale; a Montecarlo, invece, è stato un trionfo carico di ricordi personali. “Che bello poter vincere a casa mia, sulle strade dove prendevo il pullman per andare a scuola fin da quando avevo quattro o cinque anni”, ha detto con emozione. I trofei, ha confessato, sono in salotto e li guarda ogni giorno.

La perdita del papà e di Jules
Il momento più toccante arriva quando parla di famiglia e delle due figure che lo accompagnano ancora oggi: il papà Hervé, scomparso nel 2017, e Jules Bianchi, il suo padrino sportivo morto nel 2015. Leclerc ha ricordato i sacrifici del padre, che lo portava al karting e la bugia bianca detta nei suoi ultimi giorni: “Sapevo che era questione di giorni, e ho detto una bugia”. Raccontò al papà di aver già firmato con la Ferrari per il 2018, mentre trattava ancora con l’Alfa Romeo. “Mia mamma mi sgridò, ma per lui era la cosa più importante”. Avrebbe voluto averlo al matrimonio con Alexandra, tenuto privato nonostante i pettegolezzi di Monaco, e alla vittoria di casa. “Questa è la cosa che mi sono sempre detto ed è anche una delle mie motivazioni: continuare a farli sorridere”, ha aggiunto pensando a entrambi che lo guardano da lassù, convinto che sia Jules sia Hervé lo guardino dal cielo.

I piloti di F1 e la paura
Sulla paura, Leclerc è netto e quasi filosofico: “Alla guida la paura è zero. Proprio zero, mai avuta. La paura non deve far parte delle emozioni in una macchina”. E ha lanciato la sua regola di vita: “Il giorno in cui avrò paura, mi fermerò e mi metterò da parte. Sicuramente”. Un approccio forgiato fin da piccolo: a 11 anni ha iniziato la preparazione mentale a Formula Medicine con la famosa fascia in testa per monitorare concentrazione e relax.
La fama e i social
Ha parlato anche del distacco dai social: “Mi sono reso conto che i social cambiano tanto la percezione delle performance. Bastava un momento inquadrato, buono o brutto, e tutto il resto della gara veniva dimenticato”. Oggi sceglie solo foto e didascalie, ma non scrolla più per proteggere la mente e restare imparziale nell’analisi delle sue gare. Non sono mancati i temi della vita privata: il matrimonio intimo a Monaco, con Leo il cane in smoking e una Ferrari 250 Testa Rossa prestata per l’occasione, l’emozione di perdere le parole davanti ad Alexandra nel momento di farle la proposta, la passione per la musica e per il pianoforte, il progetto del gelato LEC e le ore infinite al simulatore.

Charles Leclerc…L’uomo oltre la pista
Gazzoli ha saputo creare un’atmosfera familiare, permettendo a Charles di raccontare anche il lato umano: la routine pre-gara e la gioia del matrimonio. Un ritratto che va oltre il volante e mostra un pilota maturo, grato e determinato. In un’epoca di F1 sempre più tecnica e regolamentata, l’intervista al BSMT ricorda perché gran parte delle persone ama Leclerc: non solo per il talento, ma per l’umanità. Un campione che a 28 anni ha vinto, ma che continua a correre con il cuore di quel bambino di tre anni e mezzo. Un campione che corre per la Ferrari, per i tifosi, per suo papà e Jules. E che, finché non sentirà paura, continuerà a spingere a tutta velocità verso il sogno di riportare la Rossa sul tetto del mondo.
Fonte immagine in evidenza: bsmt_basement su Instagram


