Le pagelle del GP del Belgio – Tra le fronde secolari della foresta delle Ardenne, il tracciato belga consuma un nuovo, drammatico capitolo della stagione 2026. L’università del motorsport incorona uno straripante Kimi Antonelli, dominatore assoluto e vincitore a Spa dopo 73 anni dall’ultima impresa tricolore. Sul podio con lui un velocissimo Charles Leclerc e il leone Max Verstappen, capace di regalare alla Red Bull il 300° storico podio in Formula 1. Eppure, l’anfiteatro vallone sa essere spietato a volte: la domenica belga si trasforma in un calvario per George Russell, azzoppato da un blackout della Power Unit. Mentre la stella di Lewis Hamilton brilla solo a metà tra contatti, penalità e brividi ai box. Diamo un’occhiata alle pagelle del GP del Belgio 2026:
Le pagelle del GP del Belgio – TOP
Andrea Kimi Antonelli (Mercedes / 1° classificato): voto 10
«SPA-llata». – Il diciannovenne bolognese vive un fine settimana da vero dominatore nell’ormai rinomata università della Formula Uno. Dapprima ghermisce la sua 6ª pole position stagionale, poi ne raccoglie alacremente i frutti: il suo 6° trionfo stagionale scaglia un dardo trionfale dritto al cuore del campionato. Si tratta di un successo meritatissimo, che finalmente spezza quel maleficio italiano aleggiante su Spa-Francorchamps da ben settantatré anni (Alberto Ascari nel 1953).
Charles Leclerc (Ferrari / 2° classificato): voto 9
«He’s back». – È tornato, definitivamente. Il monegasco accarezza fino all’ultimo respiro l’illusione della seconda vittoria consecutiva: scattato dalla quarta posizione, sbaraglia la concorrenza con una staccata di rara audacia. Sfrutta il tempismo di una provvidenziale Virtual Safety Car che lo insedia al comando della gara e difende fin che può la sua inaspettata leadership. La piazza d’onore conferma il suo feeling simbiotico con l’università dell’automobilismo: Leclerc diventa il primo pilota Ferrari a conquistare quattro podi consecutivi sul tracciato belga.

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Max Verstappen (Red Bull Racing-Ford RB / 3° classificato): voto 7,5
«130! Si volaaa…». – Il leone d’Olanda ruggisce tra i saliscendi delle Ardenne, estraendo fino all’ultima goccia di prestazione da una monoposto indocile. E se per la Red Bull si tratta del podio n° 300 nella storia della Formula Uno, per l’olandese si raggiunge quota 130 podi in carriera. La partenza in prima fila gli permette l’attacco ad Antonelli prima di Eau Rouge, ma i limiti tecnici della vettura lo inducono subitissimamente alla gestione.
Lewis Hamilton (Ferrari / 4° classificato): voto 6,5
Un weekend a tinte fosche per il Re di Stevenage, in cui il talento purissimo resta imbrigliato in un vortice di imprecisioni, nervosismo e sfortuna. Le avvisaglie si palesano già in FP3, con una violenta collisione contro le barriere che costringe i meccanici a un miracolo per ricostruire la monoposto. Poi, scattando dalla 5ª piazza, un contatto spigoloso con Russell gli costa una penalità di 5 secondi. E come se non bastasse, durante il rientro ai box per la sosta, quasi travolge incolpevolmente un povero meccanico (illeso) addetto all’asse anteriore. Eppure, nonostante le vicissitudini, la bandiera a scacchi lo vede risalire al secondo posto in Classifica Piloti…
Lando Norris (McLaren-Mercedes / 7° classificato): voto 7
Incatenato. – Nonostante una maestosa qualifica, la penalità di 10 posizioni in griglia per la sostituzione della centralina lo costringe a prendere il via dalla 13ª piazza. Col coltello fra i denti ha infilato un sorpasso dopo l’altro nel serpentone delle Ardenne, arrampicandosi fino al settimo posto finale. Insomma, è il paradosso di Woking. Non appena la MCL39 trova la quadra per volare a ritmi da podio, la scure della penalità o qualche problema di affidabilità s’abbattono implacabili.
Gabriel Bortoleto (Audi / 8° classificato): voto 8
Solitario. – Il giovane talento brasiliano si erge a unico, coraggioso baluardo di Hinwil. Scattato dall’ottavo posto con una qualifica ai limiti della perfezione, conduce una gara di titanica resistenza confermando il piazzamento di partenza. E mentre Gabriel si conferma l’unico pilota a punti per Audi, il buon Nico Hülkenberg resta ancora drammaticamente a secco (voto 5).
Le pagelle del GP del Belgio – FLOP
Geroge Russell (Mercedes / DNF): s. v.
Maledetto. – L’ennesimo requiem per l’inglesino, stavolta avvenuto sotto i plumbei cieli valloni. Scattato con l’ambizione del podio, il suo cammino s’infrange nel volgere di pochi giri: un fortuito scontro con Lewis Hamilton lo induce al secondo ritiro stagionale. A rendere ancor più gravoso il peso della disfatta, però, è quel tarlo alla Power Unit che lo perseguita da settimane. Un’anomalia all’unità motrice della sua monoposto rende la sua batteria incapace di ricaricare l’adeguato quantitativo di energia elettrica. Un fardello tecnico che, come detto, perseguita l’inglesino ormai da settimane, privandolo di nuovo della seconda piazza in Classifica Piloti.
Scuderia Aston Martin (Honda): voto 2
«SPA-esati». – Un abisso profondo e avvilente per la scuderia di Silverstone. In un tracciato dove il motore e il carico fanno la differenza, l’Aston Martin incassa un distacco umiliante: ben sei secondi dal tempo Pole. Incapaci di trovare trazione ed efficienza con le ali attive sui rettilinei del Kemmel, i due piloti hanno vagato impotenti nelle retrovie. Se Lance Stroll si ritira per problemi al cambio, il povero Fernando Alonso giunge al traguardo ultimo e doppiato di due giri dal vincitore.
Scuderia Williams (Mercedes): voto 4,5
«SPA-zientiti». – Un’altra domenica d’amarezza per compagine di Grove, che vede infrangersi ogni illusione di rilancio. Nonostante un pacchetto di aggiornamenti aerodinamici portato proprio per la tappa belga, sia Albon che Sainz restano imprigionati nel grigiore della pancia delle retrovie.

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Scuderia Haas (Ferrari): voto 4,5
«A SPA-(Haas)so». – Già il sabato si apre nel peggiore dei modi: una doppia eliminazione in Q1 che inevitabilmente segna la gara. Ad azzoppare ulteriormente le speranze del team, però, è il contatto ravvicinato tra i due compagni di squadra nelle prime battute di gara. E se per Bearman segnaliamo una rimonta grintosa (P11), una prova spenta e difficile è quella di Ocon nelle retrovie.
Immagine di copertina, Fonte: @F1 su X (Twitter)


