Le pagelle del GP d’Olanda – Il vento del Mare del Nord cancella ogni certezza e restituisce alla F1 la sua veste più autentica e spietata. Il Gran Premio d’Olanda 2026 regala un verdetto limpido: la maturità non si misura nei proclami, ma nella capacità di domare il caos. È la domenica dei contrasti feroci: la freddezza del vincitore Lando Norris fa da contraltare al fuoco sacro di Kimi Antonelli, ormai padrone del proprio destino. Sullo sfondo restano i cocci delle certezze infrante, tra i rimpianti della Ferrari, le crepe nel box Mercedes (lato Russell) e il dramma di casa Red Bull. Fa capolino una timida Aston Martin, che trova nell’infinita fame di Alonso la luce per risalire l’oscurità delle proprie difficoltà tecniche. Diamo un’occhiata alle pagelle del GP d’Olanda 2026:
Le pagelle del GP d’Olanda – TOP
Lando Norris (McLaren-Mercedes / 1° classificato): voto 10
Insubordinazione al caos. – Nel labirinto spietato di Zandvoort l’inglese dipinge la sua opera d’arte più matura. Subisce l’arrembaggio feroce delle Mercedes senza scomporsi, gestisce le gomme con chirurgica pazienza e sferra l’attacco decisivo con grande freddezza. La solida lucidità che sta mettendo in pista quest’anno cancella d’un tratto i dubbi e le perplessità che ne avevano accompagnato la corsa iridata nella passata stagione. Una trasformazione caratteriale che, per consistenza, vale quasi più del titolo conquistato nel 2025. Il britannico si riscopre un pilota implacabile, capace di piegare la sorte a suo piacimento. Una vittoria d’autorità, limpida e indiscutibile.

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Kimi Antonelli (Mercedes / 2° classificato): voto 9
Il furore giovanile. – Antonelli guida con l’audacia sfrontata del talento puro, in un fine settimana dove la sua Mercedes non aveva il passo per puntare alla vittoria. Pur non essendo il più veloce in pista, infatti, il giovane italiano costruisce un capolavoro di intelligenza tattica. Prima attacca al via, poi azzarda staccate al limite e conquista uno splendido secondo posto che gli permette di allungare in classifica su Hamilton e Russell. Un piccolo errore nel finale tradisce la frenesia della gioventù e lo priva della vittoria, ma non ne intacca la sostanza. Antonelli si presenta alla sua Monza da leader indiscusso del Mondiale.
Lewis Hamilton (Ferrari / 4° classificato): voto 6,5
La furia in radio. – Il sette volte iridato costruisce a Zandvoort una gara di sostanza dopo i problemi e le difficoltà riscontrate nelle precedenti sessioni. Mette sul piatto una buona gestione delle coperture e si esibisce in un gran sorpasso ai danni di Piastri al giro n° 35. Risale e trascina la sua Ferrari fino al quarto posto, in un finale contrassegnato da uno sfogo memorabile via radio contro gli uomini del muretto. L’inglese, infatti, contesta duramente il tempo perso nel momento decisivo della gara per la caccia al terzo posto di Russell. Il leone britannico ha ancora una fame feroce, ma la pazienza verso la gestione del team comincia a terminare…
Charles Leclerc (Ferrari / 5° classificato): voto 6,5
Imbrigliato. – Il monegasco dà il massimo regalando sprazzi di pura classe sia in Sprint Race (l’azione di sorpasso su Norris per il secondo posto) che in gara lunga. Anche qui, infatti, sfodera un’altra bell’azione su Piastri fra la Tarzan e la sopraelevata di Curva 3 che vale da solo il prezzo del biglietto. E il lusso del giro veloce in gara è un’altra dimostrazione di quanto andasse veloce la SF-26 sui saliscendi olandesi. Leclerc, però, subisce le controverse decisioni del muretto, finendo costretto a chiudere alle spalle del compagno in quinta posizione. Una prestazione solida, seppur con qualche sbavatura (forse il secondo start su gomma rossa nuova), punita oltremodo dalle scelte strategiche della squadra.
Nico Hülkenberg (Audi / 8° classificato): voto 6,5
Che riflesso! – Comincia nel peggiore dei modi il suo weekend, ma dimostra una glaciale maturità. La schivata millimetrica sul compagno di squadra è un autentico capolavoro di riflessi. Cancella il brutto ritiro del sabato firmando una P8 assai caparbia nella gara domenicale, ma adesso occorre trovare costanza nell’arco dell’intero weekend.
Fernando Alonso (Aston Martin-Honda / 9° classificato): voto 8
Miracolo tra le dune. – Raccogliere punti con questa Aston Martin è un’impresa d’altri tempi. Scattato dalla diciottesima posizione in griglia dopo una Qualifica penalizzante, lo spagnolo sfodera l’ennesimo saggio di cattiveria agonistica portando la vettura fino al nono posto finale. Il nuovo pacchetto di aggiornamenti (aero + ADUO) ha ridato vita alla verdona britannica: la zona punti diventerà, finalmente, un loro terreno di caccia?

Fonte: @AstonMartinF1 su X (Twitter)
Yuki Tsunoda (Racing Bulls-Ford RB / 11° classificato): voto 6,5
«Chi non muore si rivede». – Al rientro nel circus di F1 sul tecnico e probante tracciato di Zandvoort, il pilota giapponese sfodera una prestazione di puro carattere. Senza il ritmo dei giorni migliori e costretto a lottare a centro gruppo fin dal via, Tsunoda si tiene ben lontano dai guai. Chiude alle porte della zona punti in un solido undicesimo posto finale, nonostante un’assenza dalle piste di oltre otto mesi. Tiene testa ai migliori anche nelle altre sessioni del weekend. Un biglietto da visita incoraggiante per riprendere in mano le redini della sua carriera e dimostrare di meritare il sedile…
Le pagelle del GP d’Olanda – FLOP
George Russell (Mercedes / 3° classificato): voto 5,5
Una splendida illusione. – Il weekend di Zandvoort era cominciato sotto i migliori auspici: una perentoria Pole Position nella Sprint Qualifying e una vittoria d’autorità nella gara breve del sabato. Poi, improvvisamente, la luce si spegne. Tra le Qualifiche della domenica e la gara lunga, l’inglese si smarrisce in un labirinto di dubbi, privo del passo dei migliori e drammaticamente lento. E qualcuno segnala pure l’ennesimo problema alla PU: un calvario tecnico che sembra non aver fine. Inoltre, il talento di King’s Lynn deve mandare giù l’onta di un ordine di scuderia in favore del compagno: un diktat che ha il sapore bruciante di una resa iridata anticipata.
Oscar Piastri (McLaren-Mercedes / 6° classificato): voto 5
Ancora in ombra. – Un fine settimana opaco e inusualmente remissivo per l’australiano, che fin dalle qualifiche non trova il ritmo e il feeling del compagno di squadra. In gara chiude al sesto posto con un distacco pesante di oltre trenta secondi da Norris, subendo pure i sorpassi delle due Ferrari nei momenti chiave. Non dà mai l’impressione di lottare per le posizioni del podio. In una giornata trionfale per la McLaren, Piastri veste i panni del comprimario ormai solo e distante.
Scuderia Ferrari: voto 4,5
Incastrati nelle strategie. – Un fine settimana assai deludente per la Rossa tra le dune di Zandvoort. La SF-26 si dimostra competitiva con tutte le mescole in gara, ma sbatte contro la consueta rigidità del muretto nei momenti chiave. Una decisione strategica piuttosto discutibile durante la gara fa perdere posizioni decisive a entrambi i piloti, vanificando la possibilità di conquistare un podio ampiamente alla portata. La monoposto c’è, anche se le sessioni di Qualifica dimostrano quanto sia fondamentale ADUO. La gestione operativa del weekend, però, lascia ancora troppi punti per strada.
Gabriel Bortoleto (Audi / 13° classificato): voto 5,5
In testacoda. – Formidabile sul giro secco, centrando la Q3 sia nella qualifica classica che in Sprint Qualifying. Purtroppo, il testacoda sul bagnato (eccezionale il recupero della vettura) nei primi metri di gara gli compromette un weekend da protagonista. Si batte come un leone, ma chiude soltanto in P13.
Max Verstappen (Red Bull Racing-Ford RB / DNF): voto 4
Ancora in errore. – Sulle dune di casa, il trionfatore delle passate edizioni vede il proprio weekend infrangersi dopo pochissimi metri. Partito con il solito piglio rabbioso, la sua corsa si trasforma in un incubo istantaneo: una perdita d’aderenza sul bagnato mette fuori gioco la sua RB22. Nessun margine per inventare magie, nessuna possibilità di rimonta. Davanti al proprio pubblico in festa, resta solo la frustrazione di un ritiro amaro che brucia come una condanna senza appello.

Fonte: @redbullracing su X (Twitter)
Scuderia Haas (Ferrari): voto 4
Affidabilità. – Per il team statunitense la ripresa del campionato si trasforma in un amaro calvario. A Zandvoort, infatti, la VF-26 tradisce i suoi piloti nel peggiore dei modi, firmando un disastroso doppio ritiro causato da fatali cedimenti alla PU. Il weekend di Oliver Bearman dura appena un pugno di curve, con la macchina che si spegne improvvisamente nel giro di formazione dopo la bandiera rossa. Esteban Ocon resiste di più galleggiando a centro gruppo, prima di dover alzare bandiera bianca e parcheggiare a bordo pista per il medesimo guasto meccanico. Un verdetto impietoso che cancella ogni sforzo del muretto, lasciando la squadra a bocca asciutta in attesa dei tanto agognati aggiornamenti.
Immagine di copertina, fonte: @f1 su Instagram


