Fernando Alonso: il pilota più longevo della F1 moderna
Con i suoi 45 anni che compirà tra due settimane Fernando Alonso è il pilota più longevo della storia moderna della F1. Per trovare uno più anziano di lui bisogna andare indietro a quando Graham Hill tentò 46enne la qualificazione al Gran Premio di Monaco 1975. Tra l’altro mancandola per una regola che a seguito di diversi incidenti mortali durante quell’anno aveva ridotto il numero dei partecipanti nel Principato a soli 18, altrimenti il due volte campione del mondo britannico sarebbe stato sicuramente in griglia quella domenica.
Un esempio letteralmente identico – persino per titoli conquistati – ad Alonso, che non vuole proprio saperne di arrendersi. Nemmeno di fronte alle insormontabili difficoltà che sta vivendo con l’Aston Martin AMR26, un progetto deludente sotto ogni punto di vista. Power Unit Honda orribile, aerodinamica pessima nonostante la mano di Adrian Newey, un telaio tutt’altro che solido che addirittura produce vibrazioni pericolose per i conducenti. E Fernando pare che stia esaurendo la pazienza – molta più alta di quella a cui ci aveva abituato in gioventù, va detto –.
Lui stesso ha infatti chiarito che guarda con attenzione agli aggiornamenti che la compagine di Silverstone porterà in Ungheria nell’ultimo weekend di luglio. Tuttavia, ha tenuto a precisare Alonso a PlanetF1.com e altri media durante il weekend del GP di Gran Bretagna, essi non saranno l’unico fattore determinante alla continuazione del suo rapporto con la verdona. E forse alla sua stessa permanenza in F1 l’anno prossimo.
Così ha detto:
“Non posso dire che le cose siano realmente connesse, poiché anche se la macchina è buona o pessima ci sono altri fattori a cui devo pensare.
“Magari la vettura è davvero buona e [io avrò ndr] ancora la sensazione che questo sport stia andando nella direzione sbagliata.
“Forse l’auto non migliorerà molto a Budapest, ma ci sarà un altro aggiornamento, o avremo un concept totalmente nuovo l’anno prossimo, oppure ci sarà un’aria differente nel team che mi farà pensare di continuare per altri anni.
“Perciò sarebbe d’aiuto, senza dubbio. Quando andrò in vacanza il 1° agosto sarebbe bello se avessi una bella gara a Budapest proprio appena prima, ma non sarà l’unico fattore.”

Il ritorno da Briatore in Alpine una seconda giovinezza? Altre categorie?
Queste parole non arrivano a caso: negli ultimi tempi si sono fatte strada tantissime voci sul futuro agonistico di Fernando Alonso. Oltre a un eventuale ritorno in altre categorie – e magari conseguire la prestigiosissima Triple Crown per la quale gli resta solo la 500 Miglia d’Indianapolis – l’asso spagnolo potrebbe anche avere un’ulteriore opzione in F1 se dovesse esserci una rottura con l’Aston Martin.
Pare vi sia una concreta possibilità che Nando torni all’ovile di Flavio Briatore in Alpine nel 2027. Dopo la partnership siglata con Gucci si dice che puntino a un pilota famoso, possibilmente già iridato che rappresenti un importantissimo asset commerciale oltre che sportivo. E Alonso coi suoi noti legami con Briatore e il mondo dei brand luxury sarebbe perfetto. Inoltre l’attuale forma agonistica della scuderia di Enstone, dovessero mancare progressi in Aston, gli permetterebbe almeno di chiudere dignitosamente in F1 a ormai 46 anni.
Riproporrebbe pure il precedente curioso del 2008, nel quale in fuga dalla McLaren dopo la controversa stagione precedente l’asturiano si rifugiò sempre in Renault, la futura Alpine, tra le braccia di Briatore con cui aveva rotto polemicamente firmando con Woking già a fine 2005 e con ancora un anno di contratto con gli anglofrancesi. E ancora Alonso nel 2022 lasciò la squadra per l’Aston Martin a causa di polemiche varie, tra cui il suo rapporto col compagno Esteban Ocon.
Interrogato se resterà in F1, Fernando ha fatto spallucce, dichiarando invece i suoi obiettivi fuori dal Circus e un possibile futuro impegno manageriale in Aston:
“No, non ho idea. Non ho idea.
“Ho in definitiva alcune sfide davanti a me, la maggior parte delle quali legate al motorsport.
“Voglio vincere la Dakar. Ho detto tante volte che vorrei vincere in categorie diverse o sfidare nuovamente me stesso nell’Endurance, specialmente se Max [Verstappen ndr] volesse farlo anche lui un giorno.
“Ho detto che quando smetterò di correre mi piacerebbe continuare in questo team in un altro ruolo, cercando d’essergli d’aiuto.
“Sono stato 26 anni in F1 fino ad adesso, e penso di poter aiutare il team. Probabilmente sono la seconda o terza persona con più esperienza in squadra.
“Penso che sappiate che ci sono cose che possano essere utili alla scuderia, e preferisco fare uso di queste conoscenze che restare a casa a guardare la tv.”

Quella di Alonso è resilienza od ossessione?
Una grande domanda riguardante Fernando Alonso: ma la sua è resilienza, puro amore per le competizioni o il denaro che ne consegue, oppure ossessione? Cosa lo spinge ad andare avanti per così tanto tempo senza vincere nulla, rischiando la pelle per (pochi) risultati di tappa e ovviamente lauti guadagni? Corridori di altissimo livello come Sebastian Vettel si sono rifiutati di continuare a mettere in pericolo la propria vita senza disporre di vetture al top. Kimi Raikkonen aveva apertamente ammesso che per lui le corse erano diventate soprattutto un hobby negli ultimi anni. Il triennio in Mercedes di Michael Schumacher vi è stato sia per quello stesso motivo che per un desiderio genuino di aiutare Ross Brawn e Aldo Costa a costruire quell’invincibile armata che avremmo poi visto nella prima era turboibrida.
In tutti loro mancava quel furore agonistico che nonostante la sua età ancora si vede negli occhi di Alonso. Un fuoco che persino in Lewis Hamilton si è riacceso a 41 anni solo quando la Ferrari gli ha dato una buona macchina. Ma appunto la differenza rispetto al suo ex rivale fa sorgere il quesito se quella di Nando sia pura passione o un’ossessione, un rifiuto ad accettare che la propria epoca sia passata.
Alonso ha tantissimi rimpianti, in primis legati alla Ferrari. Se nel 2012 ha dato il meglio di sé il mondiale 2010 resta un macigno, perso per errori suoi in egual misura al Cavallino Rampante. Pure per il 2007 in McLaren ha molto da recriminarsi. Non lo ammetterà mai in pubblico, ma se Fernando è davvero un pilota analitico come viene presentato sicuramente qualche riflessione ci ha fatto sopra. E forse quantomeno inconsciamente sono proprio questi rimorsi che lo spingono a dare così tanto a 45 anni, come a cercare una redenzione ad ogni costo.

Un qualcosa che rende Fernando Alonso un personaggio degno di una tragedia greca, vittima delle circostanze ma anche e soprattutto di se stesso. Specialmente se si pensa alla sua tendenza a non creare rapporti costruttivi con le sue squadre. Un grandissimo talento puro in pista, forse uno dei migliori di sempre in F1, che però non è mai riuscito a esprimersi del tutto. E probabilmente è proprio questa consapevolezza il carburante che lo spinge a continuare, ma che lo porta al contempo vicino all’autodistruzione.
Fonte immagine di copertina: Aston Martin Aramco F1 Team via X


