Antonelli vs Hamilton: un possibile manifesto della vera F1?
Chi scrive ha sempre criticato fortemente tante delle derive della F1 odierna, alla ricerca dello show e della democratizzazione del pubblico ad ogni costo. Lo snaturamento di numerosi aspetti di questo sport da parte di Stefano Domenicali e Liberty Media è un dato di fatto. Spesso con una sprezzante critica da parte loro ai puristi che chiedono solo un minimo di genuinità. Senza contare il fallimento di questi regolamenti tecnici, che già nei prossimi anni saranno pesantemente riveduti e corretti. Eppure c’è un aspetto in cui il campionato 2026 sta vincendo su tutta la linea: il confronto tra giovinezza ed esperienza incarnato da Andrea Kimi Antonelli, dominatore a sorpresa del mondiale, e Lewis Hamilton, l’unico che è riuscito a vincere una gara – tra l’altro con la Ferrari – oltre all’italiano e a George Russell.
Il loro è un vero e proprio dualismo generazionale: Antonelli a soli 19 anni è il più giovane leader di un mondiale che la F1 abbia mai visto. Hamilton, classe 1984, è il vincitore più anziano di un Gran Premio dal 1970. Quando conquistò il suo primo successo in Canada nel 2007 Kimi non aveva spento nemmeno la sua prima candelina. E non è un mistero che Sir Lewis sia assieme a Sebastian Vettel e Ayrton Senna l’idolo del pilota italiano. Quel Senna che è stato anch’egli la massima ispirazione romantica del sette volte iridato, e quel Vettel con cui è stato amico oltre che rivale.
Certo, è troppo presto per parlare di un dualismo di fatto, non sappiamo nemmeno se la Ferrari reggerà il passo con la Mercedes. Ma, potenzialmente parlando, sarebbe bello. Assolutamente sì.
Mercedes, Toto Wolff e Michael Schumacher: la triade che lega Kimi e Lewis
I legami tra Antonelli e Hamilton non si limitano però a record di natura opposta, aneddoti e il fatto di essere stati entrambi degli enfant prodige. Ve ne è un altro che è molto profondo: Kimi ha ereditato il sedile in Mercedes proprio da Lewis. In quel team capitanato da Toto Wolff con cui l’inglese ha vinto tantissimo e ha ancora un legame personale – la frequentazione fuori dal Circus –. E, soprattutto, in quel posto che per linea “genealogica” hanno entrambi ereditato da Michael Schumacher, lo stesso di cui ora Hamilton ha imitato le gesta vincendo la sua prima gara in Ferrari a Barcellona. Il luogo dove il Kaiser 30 anni fa fece altrettanto, dando inizio alla sua leggenda.
Tantissimi punti in comune, coincidenze che saltano sempre all’occhio a onore di cronaca. Wolff stesso, pur insistendo a non mettere pressione eccessiva ad Antonelli, ha sempre ricordato le analogie con Lewis. Sia per il loro essere due talenti precoci, spesso dominanti nelle serie minori, che per l’atteggiamento, maturo e aggressivo nonostante l’età. Forse ancor più che tra Kimi e Max Verstappen, per quanto tra i due ci sia un’immensa simpatia.
Lasciamoli correre senza pressioni, in una favola stile USA
L’ultima cosa di cui in questo momento Andrea Kimi Antonelli e Lewis Hamilton hanno bisogno è ulteriori pressioni. Da una parte un giovanissimo fenomeno con ancora tutta una carriera davanti, dall’altra una leggenda alle sue battute finali che punta alla consacrazione definitiva in rosso che toglierebbe ogni dubbio sulla sua presenza nell’Olimpo della F1. E questo è già abbastanza da mettere a dura prova i loro nervi. In questo momento stanno entrambi dando il massimo, tranne qualche sbavatura qua e là non gli si può proprio dire niente. E chi scrive non risparmia mai critiche quando esse sono sacrosante.
Antonelli sta scrivendo l’inizio della sua storia agonistica, Hamilton il capitolo finale. Due fasi all’esatto opposto, ma ugualmente difficili. E Sir Lewis indubbiamente sa quale possa essere la pressione sul 19enne, che ha supportato nei suoi momenti difficili lo scorso anno. Possono scrivere pagine bellissime contemporaneamente, macchine e team permettendo, con una differenza d’età che li renderebbe potenzialmente padre e figlio. Qualcosa che si vede già nella NASCAR e in IndyCar, che sarebbe bello se ci fosse in F1, con vere e proprie generazioni diverse che si scontrano. E, contrariamente a quanto accaduto finora con Liberty Media, importerebbe qualcosa di davvero bello e genuino dal motorsport americano.
Fonte immagine di copertina: Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team via X


