La Formula 1 ha una lunga tradizione nel giorno di Pasqua. Ben diciassette sono stati gli appuntamenti della massima categoria motoristica: l’ultimo nel 2025, con il trionfo di Piastri nel GP dell’Arabia Saudita davanti a Verstappen e Leclerc, mentre il primo risale al 7 aprile 1985, quando il Brasile e Rio de Janeiro aprirono il campionato del mondo. Un’afosa Pasqua sudamericana, destinata a passare alla storia.
Un avvio di stagione complicato
E dire che il Brasile non doveva essere il GP d’apertura, ma Dallas. Tuttavia, problemi organizzativi, accentuati da un’edizione 1984 irta di difficoltà, oltre alla richiesta degli organizzatori di trovare una data diversa, portarono la federazione a cancellare la corsa, con Rio chiamata a subentrare come prima gara. Era dal 1966 che la Formula 1, abituata in passato a iniziare a gennaio, non partiva così tardi: in quel caso addirittura a maggio.
La corsa rischiò fino all’ultimo di non essere disputata. La situazione climatica era al limite, con un caldo asfissiante. A preoccupare erano però soprattutto le condizioni del neo presidente del Brasile Tancredo Neves. Una sua eventuale dipartita in prossimità del Gran Premio avrebbe portato all’annullamento della gara per lutto. Morì il 21 aprile dello stesso anno, due settimane dopo la corsa, che si disputò regolarmente.

Il debutto di Minardi in Brasile
Il Brasile vide anche il debutto in Formula 1 di un team destinato a lasciare il segno: la Minardi. La vettura, denominata M185, montava un motore Ford-Cosworth (dopo il fallimento dell’accordo con Alfa Romeo), aveva un telaio misto alluminio-fibra ed era guidata da un solo pilota: Pierluigi Martini.
A causa delle limitate finanze e dei costi della trasferta, solo tredici componenti del team volarono in Brasile. La vettura, ancora poco competitiva, concluse la prima qualifica all’ultimo posto, anche per problemi tecnici, con un tempo di 1:44.406. In gara la Minardi riuscì a compiere un buon numero di giri (41), prima di ritirarsi per un problema al motore.
Qualifiche: un italiano in pole position
Le qualifiche videro i portacolori italiani grandi protagonisti. La pole position venne conquistata da Michele Alboreto, alla guida della Ferrari 156-85: la sua seconda e ultima partenza al palo nella categoria. Accanto a lui Keke Rosberg sulla Williams-Honda, mentre terza fu la Lotus di Elio De Angelis. Il romano aveva ottenuto il tempo migliore nella sessione del venerdì, ma al sabato il traffico gli impedì ogni miglioramento. Quarto fu il suo nuovo compagno Ayrton Senna, arrivato dalla Toleman, non presente in gara e destinata a essere acquisita dalla Benetton.
E le McLaren? In difficoltà, a causa di problemi al motore TAG-Porsche che impedirono ai loro piloti di ottenere buoni tempi. Prost fu sesto, battuto anche dalla Williams del neo arrivato Mansell. Peggio andò al campione del mondo Niki Lauda, solo nono a più di due secondi da Alboreto. Quarta fila per la seconda Ferrari del veterano Arnoux e per la Brabham di Piquet, unica vettura tra quelle di testa a montare gomme Pirelli, contro le Goodyear dei rivali.
Il via al mondiale in Brasile: tentativo di fuga di Rosberg su Alboreto e Prost
Domenica 7 aprile alle ore 13 il campionato del mondo di Formula 1 ebbe inizio. Il tempo era soleggiato, con una temperatura dell’aria di 37° mentre la pista raggiungeva quasi i 60°. Allo spegnimento delle luci Rosberg bruciò Alboreto, che riuscì a mantenere la seconda posizione. Terzo era Prost, che guadagnò tre posizioni, mentre quarta e quinta erano le Lotus di De Angelis (che aveva cambiato il propulsore prima della corsa) e Senna, seguite da Arnoux e Piquet. Chi ne uscì peggio fu Mansell, che nel tentativo di superare i propri avversari finì fuori pista a curva 1. Riprese la corsa ma si ritirò all’ottavo giro.
Rosberg provò subito a imporre un ritmo elevato, consapevole del rischio di non concludere la gara per problemi tecnici. Il primo colpo di scena arrivò nei primissimi giri, con l’idolo locale Piquet costretto al ritiro per un problema alla sospensione. Davanti, invece, Alboreto provò ad avvicinarsi a uno scatenato Rosberg, tentando anche un attacco respinto con decisione dal finlandese. Il rallentamento permise il riavvicinamento di Prost, che si inserì nella lotta.
Il crollo di Rosberg ed il duello McLaren-Ferrari
Al decimo giro Rosberg si ritirò per un problema al motore, lasciando campo libero alla Ferrari e alla McLaren. Le auto inglesi apparvero come le più a loro agio in pista: Lauda, al quattordicesimo giro, superò le due Lotus, mentre Prost, dopo una lunga pressione, approfittò di un errore di Alboreto all’inizio del diciannovesimo giro per passare in testa.
Le McLaren apparvero ormai padrone della gara. E mentre Prost allungava, Lauda si avvicinava alla Ferrari numero 27, pronto ad attaccare e a costruire una doppietta McLaren. Questo proposito si infranse al giro 24, quando l’austriaco fu costretto a rientrare lentamente ai box: problema al cambio e gara finita.
La girandola delle soste
Intanto iniziarono le soste per sostituire gli pneumatici, messi in crisi dal caldo brasiliano. Il primo a fermarsi fu Elio De Angelis, la cui sosta si rivelò particolarmente lenta. Il giro dopo fu la seconda Ferrari di Arnoux a essere protagonista di una sosta sfortunata, quando venne tamponato dalla Ligier di Andrea De Cesaris.
Mentre l’italiano si ritirò, il francese fu costretto a compiere un giro intero con lo pneumatico forato. Rientrato fuori dalla zona punti, il ferrarista fu protagonista di una rimonta furiosa che gli permise di superare Alliot (RAM), Laffite (Ligier) e Tambay (Renault), rientrando così in zona punti.
Al giro 30 rientrarono i due leader Prost e Alboreto, con il francese che mantenne un vantaggio sul ferrarista di oltre venti secondi. Al giro 31 toccò a Senna, rientrato terzo ma con un distacco da Prost vicino ai cinquanta secondi. La gara non offrì altri spunti rilevanti. L’unico fu il ritiro di Senna al giro 48 per problemi elettrici, con il paulista costretto a rinunciare a un podio ormai sicuro nella sua prima gara con la Lotus.
Primo trionfo di Prost in Brasile nell’anno del mondiale
Negli ultimissimi passaggi Prost rallentò visibilmente, cercando di preservare carburante per concludere senza difficoltà la corsa. La strategia si rivelò vincente. Al termine dei sessantuno giri fu così primo sotto la bandiera a scacchi, anche se con soli tre secondi di vantaggio sul rimontante Alboreto, unico pilota a pieni giri. Terzo fu De Angelis, che salvò il weekend Lotus. Un podio composto da tre marchi diversi, con tre propulsori differenti (Porsche, Ferrari, Renault). Punti iridati per Arnoux, Tambay e Laffite.
Per Prost è il primo tassello verso la conquista del primo dei suoi quattro titoli iridati. Una lotta che lo vedrà opposto per due terzi di stagione alla Ferrari di Alboreto, sfortunato protagonista di quell’annata che in Brasile sembrava preludere ad una lotta punto a punto per il titolo.
Fonte immagine di copertina: Formula 1 via X


