Jamie Chadwick ci apre le porte del suo mondo con la naturalezza di chi ha imparato a convivere con la velocità. Nel paddock di Imola, tra emozione, attesa e una conversazione sincera, scopriamo la persona oltre la pilota.
Sono le 15 all’Autodromo intitolato ad Enzo e Dino Ferrari, fa caldo (ma non troppo), il paddock è abbastanza tranquillo. C’è ancora poco movimento. Il silenzio viene rotto dal rumore delle attività del paddock. Noi (io e Louis) siamo davanti al box numero 8 in attesa di svolgere la nostra prima intervista della giornata. Protagonista di questo pezzo è Jamie Chadwick, pilota automobilistica britannica, tre volte vincitrice della W Series (2019, 2021 e 2022), in forze, per la European Le Mans Series, al team IDEC SPORT.
Ci accoglie, dopo pochissimi minuti, con un bellissimo sorriso, la PR del team, Stephanie, con cui conversiamo prima dell’arrivo del nostro maggiore interlocutore. Siamo ansiosi, perchè abbiamo il desiderio di far bene ma, parallelamente, vogliamo viverci l’esperienza al massimo della forma. Assaporare ogni secondo di un momento che ricorderemo per sempre.
Alle 15 spaccate in punto, arriva Jamie e la nostra intervista ha finalmente inizio. Poche domande tecniche e molto più intime e come risposte aspettative, riflessioni e opinioni legate ad un mondo che spesso si allontana da una sfera profonda e interiore. 15 minuti sono letteralmente volati (veloci come il vento), 15 minuti di una condivisione che si fa sempre più famigliare. Da una parte noi, agitati ma felici e dall’altra Jamie disponibile, con occhi vispi ed intensi ed una voce molto morbida con un perfetto accento british.
L’intervista
1)La stagione sta andando piuttosto bene finora, anche se credo che, in questo sport, vincere sia l’unica cosa che conta. Cosa ti aspetti da questa fase della stagione? Qual è il tuo obiettivo per questa gara in Italia?
Sì, ho buone sensazioni in vista di questa gara. È una corsa che mi è sempre piaciuta, anche se è molto impegnativa, soprattutto in una categoria come questa. Con tutte le classi in pista contemporaneamente, gestire il traffico non è semplice. Inoltre, qui fa sempre molto caldo, quindi non è mai una gara facile. Nonostante questo, è una pista che ho sempre apprezzato. Questa è la terza gara della stagione. Finora abbiamo ottenuto risultati costanti e in questo momento siamo quarti in classifica. Ora è il momento di fare un passo in avanti e iniziare a lottare per risultati ancora migliori, sia per il resto della stagione sia per il campionato. Ovviamente, a questo punto, anche la pressione comincia ad aumentare.
2)Hai gareggiato in molte categorie nel corso della tua carriera. Ti senti soddisfatta di ciò che hai raggiunto finora oppure c’è ancora un sogno che speri di realizzare?
Sì, credo di sì. Si vuole sempre ottenere qualcosa in più. Ho avuto la fortuna di gareggiare in molte categorie diverse e l’ho apprezzato davvero molto, perché mi ha permesso di vivere esperienze molto diverse tra loro, ed è stato fantastico. Penso che correre, ad esempio, nelle monoposto negli Stati Uniti ti aiuti molto quando passi da una categoria all’altra. Come dicevo, si cerca sempre di raggiungere nuovi traguardi. In questo momento mi piace davvero correre nell’endurance e l’esperienza che sto maturando in LMP2 è molto importante per me.
3) Allontaniamoci per un momento dalla pista. Sei una pilota molto apprezzata e hai ottenuto grandi successi. Quale consiglio daresti alle giovani donne che desiderano entrare a far parte di questo mondo? Te lo chiedo perché tra i nostri follower ci sono molte giovani appassionate di motorsport.
Non lasciatevi scoraggiare da nulla. Credo che questo sport stia cambiando molto: oggi vediamo una presenza femminile sempre più forte e ci sono tante donne che rappresentano un punto di riferimento nel motorsport, in tutto il mondo. Questo è il momento migliore per provarci, perché le opportunità sono sempre di più. Il mio consiglio è di coglierle al massimo. È uno sport fantastico e sono felice di farne parte.

4) Di recente sei diventata la prima donna a guidare la Genesis Hypercar, un traguardo importante non solo per te, ma per il motorsport nel suo complesso. Quanto è stato speciale quel momento e come stai vivendo il tuo ruolo all’interno del progetto Genesis Magma Racing? Puoi dirci qualcosa sui piani del team riguardo a un tuo futuro coinvolgimento?
È stato un momento davvero speciale. Qualsiasi occasione di guidare una Hypercar è incredibile, ma poterlo fare a Le Mans è qualcosa di diverso. Ovviamente il mio obiettivo è trasformare questa esperienza in un impegno a tempo pieno, ma sono davvero grata a Genesis per avermi dato questa opportunità. È stata un’esperienza molto speciale, perché mi ha permesso di capire cosa significhi essere a quel livello e mi ha fatto capire quale sia il mio obiettivo finale, che è, come ho già detto, riuscire a correre con una Hypercar a tempo pieno. Sono davvero grata a Genesis per questa opportunità, perché rappresenta un passo importante nella mia carriera, soprattutto in questo momento. Riguardo ai piani futuri vedremo. Sono stata fortunata ad avere il loro supporto in questi ultimi anni: è grazie a loro che sono riuscita ad approdare alle gare endurance e ad avvicinarmi al mio sogno. Mi piacerebbe continuare questo percorso, se sarà possibile. Siamo ancora nelle fasi iniziali del progetto e c’è ancora molta strada da fare. Io voglio continuare a impegnarmi, dimostrare quello che so fare e spero che, prima o poi, arrivi l’opportunità.
5) Come dicevamo prima, nel corso della tua carriera hai fatto esperienze in categorie di corse molto diverse, dal dominio nella W Series alle competizioni endurance con i prototipi. In quale ambiente senti di esprimerti meglio e dove pensi che emergono maggiormente i tuoi punti di forza come pilota?
Direi entrambe, ma per motivi diversi. Ovviamente mi sento più a mio agio nel mondo delle monoposto, perché è quello in cui sono cresciuta come pilota. Allo stesso tempo, però, ho apprezzato davvero tanto la mia esperienza negli Stati Uniti. È stata una sfida, non è stato facile, ma la seconda stagione è andata bene e mi sono piaciuti molto sia le gare sia l’ambiente. Mi piacerebbe tornarci e, se riuscissi a combinare ciò che amo dell’endurance con le competizioni negli Stati Uniti, magari correndo nell’IMSA, quello sarebbe il mio obiettivo. In questo momento, però, mi sento un po’ più a casa nelle gare endurance: è una categoria che mi piace molto e nella quale sento di esprimermi al meglio.
6) La presenza delle donne nel motorsport cresce ogni anno, ma ci sono ancora delle sfide da affrontare. In base alla tua esperienza, pensi che questo sport stia andando nella giusta direzione? E che cosa dovrebbe ancora cambiare per rendere le corse più accessibili alle giovani pilote?
Sì, penso decisamente che il motorsport si stia muovendo nella giusta direzione. Le iniziative che vediamo oggi, come la F1 Academy e tutti gli sforzi per offrire maggiori opportunità alle donne, sono molto importanti. Credo però che sia ancora troppo presto per valutarne i risultati: vedremo il loro vero impatto tra qualche anno. Penso che l’aspetto più importante su cui concentrarsi sia partire dalla base, coinvolgendo sempre più ragazze fin da giovani e dando loro l’opportunità di avvicinarsi alle corse e di salire su un’auto da corsa il prima possibile. Più aumenta il numero delle persone che iniziano questo percorso, maggiore sarà anche il bacino di talenti da cui potranno emergere le future pilote. Credo che sia proprio questo il punto fondamentale.

Ringraziamo IDEC SPORT per questa fantastica opportunità, soprattutto Stephanie che ci ha accompagnati, passo dopo passo, in questi giorni, per l’organizzazione di questo meeting!
Laura Piras e Louis Rosace
Immagine in evidenza: Fonte: Jamie Chadwick


