Kimi Räikkönen non poteva sognare esordio migliore con la tuta di Maranello. In Australia si prende tutto. Pole, giro veloce e vittoria. Sembra una Ferrari in grado di annichilire tutti, grazie anche al nuovo pilota finlandese che gode della grande stima del predecessore tedesco.
Ma ogni tifoso Ferrari sa che non si deve gridare troppo forte alla prima gara stagionale. Soprattutto perché c’è un grande e temibile avversario. La McLaren del duo Alonso-Hamilton. Ma la scuderia si ritroverà anche a fare i conti con un nemico in più.
Kimi Räikkönen e Ferrari ridimensionati
Archiviato il primo GP, il Circus vola in Malesia. Le aspettative sono altissime e si vuole replicare la grande vittoria di Kimi, con un Felipe Massa voglioso di riscatto dopo i problemi avuti nelle qualifiche in Australia che lo hanno visto costretto al cambio motore. Tutto il paddock è convinto che il Cavallino ramperà ancora. Ma guai a pensare alla passeggiata di salute in terra malese.
Lo fa capire subito il brasiliano con le sue dichiarazioni:
Dopo Melbourne ho letto sui giornali tante speculazioni secondo cui quest’anno per la Ferrari sarà molto facile. Di certo posso dire che non è così, anche se è vero che abbiamo una buona macchina. La monoposto che porteremo in Malesia sarà la stessa usata in Australia, senza alcuna novità. In quest’ottica la nostra competitività non può aumentare ma d’altra parte abbiamo molta esperienza con questa macchina. Sappiamo esattamente come si comporta, cosa estremamente importante. Dopo una gara tutta di rimonta in Australia, non vedo l’ora di partire dalle prime file a Sepang. Analizzando l’andamento dei test della scorsa settimana direi che siamo messi bene.
Insomma, si predica tranquillità, senza prestarsi a voli pindarici. In più, dopo i problemi al motore di Felipe, anche quello di Kimi non è al meglio per una perdita d’acqua al propulsore. In due gare i problemi al termico cominciano già a dare pensieri, anche perché i motori devo durare almeno due GP per regolamento. E l’affidabilità, nel 2007, non è certo quella degli anni di oggi.
Räikkönen non può certamente essere sereno. Se sostituisce il motore, il finlandese perderebbe 10 posizioni sullo schieramento di partenza rispetto al suo miglior tempo in qualifica.
Come se non bastasse, montano le polemiche per il sistema di ancoraggio del fondo piatto della scocca della F2007. La scuderia di Woking ha smosso i primi sospetti su un possibile escamotage per aumentare la flessibilità del fondo e aumentare il carico aerodinamico.
Ma a parlare è sempre la pista. In qualifica, va tutto per il verso giusto. Pole di Massa e terzo posto per Kimi. La Ferrari c’è. Ancora. Ma la McLaren è lì con entrambi i piloti. Per la gara, lo spartito recita diversamente. Alonso prende il comando alla prima curva, seguito dal compagno. Massa nel tentativo di recuperare finisce nell’erba e al quinto posto. L’altra Ferrari, quella di Kimi, cerca solo di preservare il motore e portare la vettura al traguardo senza forzare.
Alla fine sarà doppietta McLaren, con l’asturiano che prende il comando del mondiale.
La sensazione emersa a Sepang è chiara. La stagione sarà molto equilibrata, Hamilton si conferma un talento di primo livello e Alonso vuole capitalizzare ogni occasione. La Ferrari è chiamata a reagire rapidamente per non perdere terreno. E Kimi non può di certo dichiararsi soddisfatto di un terzo posto:
È chiaro che sono deluso. Ma so pure che siamo solo all’inizio del mondiale e che questi punti saranno preziosi.
Massa c’è. La Ferrari pure.
Solo sei giorni e si va a Sakhir, in Bahrain, dove la Ferrari è chiamata al riscatto. E così sarà, ma non con il pilota che tutti si aspettano. Massa è in gran forma e l’auto si adatta perfettamente alla sua guida. La pole è di nuovo sua. La terza consecutiva per la scuderia italiana. Il grande atteso, Kimi Räikkönen, si ritrova bloccato nel traffico e chiude solo terzo. Neanche a dirlo, Alonso e Hamilton non mollano. La gara è tiratissima. Massa e Hamilton tengono lo stesso ritmo, con Kimi costretto a inseguire Alonso, ottimo al via. Ma la strategia in casa Ferrari è migliore (strano a dirlo oggi), con un carico di carburante maggiore possono ritardare la sosta.
Il finlandese riesce, così, a tornare in terza posizione (e chissà se avesse tenuto la posizione al via…) e a resistere allo spagnolo campione del Mondo che, addirittura, si va passare da un ottimo Nick Heidfeld. I colpi di scena in gara non mancano, come l’esplosione del propulsore della Super Aguri di Takuma Sato o il ritiro di entrambe le RedBull di Coulthard e Webber. La gara sembra congelata e le Ferrari rallentano per preservare il motore in vista del Montmelò.
Questa volta Massa trionfa con una gara sontuosa, davanti al britannico Hamilton e al compagno di squadra Kimi. La classifica è incredibile. Vede in testa a 22 punti Alonso, Räikkönen e Hamilton e Massa subito dietro a 17. Il mondiale, dopo tre gara, è in totale equilibrio.
Passa un mese. Un lunghissimo mese, durante il quale proprio in terra spagnola si svolgono dei test che permettono alla Ferrari di portare aggiornamenti aerodinamici, rendendo la vettura più vicina allo stile di guida del finlandese che sembra al settimo cielo.
Ferrari su, Kimi giù
Il mondiale, in Spagna, riprende esattamente da era stato lasciato. In qualifica i primi quattro monopolizzano le prime due file (e sempre alternati), con Massa che sigla la terza pole di fila. La quarta per Ferrari che sul giro secco sembra imbattibile. E anche in gara Massa non fa prigionieri, tenendo il comando per tutta la gara e resistendo a un Fernando Alonso super agguerrito.
Ma i guai cominciano ad arrivare anche per Räikkönen. Il biondo di Espoo, dopo i problemi al propulsore in Australia e Malesia, in Spagna è costretto ad alzare bandiera bianca per un problema all’elettronica al nono giro. Un duro colpo per il mondiale, nonostante siamo solo alla quarta gara. Sì perché gli altri fanno un altro sport e conquistano il podio ancora una volta.
Alla vigilia del mondiale tutti si aspettavano una lotta Alonso-Räikkönen. Invece i rispettivi compagni di squadra non ci stanno. Massa vince e convince. Hamilton, da esordiente, è addirittura in testa al mondiale con 30 punti.
Si arriva a Monaco, nel Principato. Questa risulterà una tappa fondamentale non solo per i risultati sportivi. Proprio qui, poco prima dell’inizio della gara, inizia la storia di spionaggio più incredibile della Formula 1.
Ma andiamo con ordine. Le qualifiche, punto di forza della Ferrari, sono disastrose per Kimi. In Q1 tocca il muro e rompe il tirante dello sterzo della ruota anteriore destra colpendo violentemente un cordolo alla seconda chicane delle Piscine. Si qualifica quindicesimo, nel peggior GP dove recuperare si sa, è pressoché impossibile. Ma Iceman non ne fa un dramma.
Un mio errore, c’è poco da dire però non bisogna farne un dramma perché sono cose che accadono nelle corse e poi è inutile piangere sul latte versato. Ce la metteremo tutta per rimontare e daremo battaglia fino alla fine. Ci sono quattro piloti che, a meno di clamorose sorprese, hanno uguali possibilità di vincere un GP.
Arriva la gara. Poche ore al via. Un meccanico si accorge che vicino alla vettura di Kimi, per terra, c’è una strana polvere bianca. Si insospettisce. Quella che viene trovata è polvere di fosfato. L’intenzione di qualcuno è quella fa aumentare il volume della benzina nel serbatoio rendendo irregolare la vettura. Vengono allertati i carabinieri e il colpevole viene scoperto molto velocemente perché questa polvere se l’era portata dietro nelle tasche dei pantaloni.
Il suo nome? Nigel Stepney. Da qui, inizieranno le indagini che porteranno alla luce un storia assurda, nata molto tempo prima di questo maledetto Gran Premio. Ma ripercorreremo questa vicenda insieme nella terza parte di questa affascinante lotta mondiale.
Sì, ma la gara?
Monaco affonda Iceman nella lotta mondiale e lancia il duo McLaren. Nelle strette strade del principato è dura sorpassare. Fernando, partito dalla pole, la prima dello anno, e Lewis dominano dall’inizio alla fine, chiudendo davanti a Felipe Massa. E Kimi? Porta a casa un ottavo posto che salva la faccia ma di certo non la classifica.
Anche qui però non mancano le polemiche. Perché la squadra viene accusata di aver ordinato ai propri piloti di congelare le posizioni dopo la prima sosta box, con Alonso davanti al compagno di squadra Hamilton. Ron Dennis non voleva correre rischi inutili. Il team avrebbe, nel caso, violato l’articolo 151C del Codice Sportivo Internazionale, ossia condotta fraudolenta o ogni atto che pregiudica gli interessi di una competizione o gli interessi dello sport motoristico in generale.
La sanzione prevista va da una multa a una penalizzazione. Gli ordini di scuderia, infatti, furono banditi dalla Fia già dopo il GP di Austria del 2002, quando Barrichello fu costretto a rallentare e far passare il suo compagno di squadra Michael Schumacher creando molte polemiche. Ma la McLaren viene assolta.
Per il finlandese i punti di ritardo dalla coppia grigio-argentata (entrambi a 38) sono ben 15. Mentre Felipe è a soli 5 lunghezze. Anche nei costruttori il team di Woking prende il largo, portandosi a 20 punti sopra Ferrari.
Vedere lottare ancora Kimi per il mondiale sembra utopia. Che sia il brasiliano adesso a prendersi i gradi di capitano e a provare a conquistare il titolo?
Si scrive America, si legge McLaren
Dopo Monaco le cose si fanno più dure. Non solo in pista ma per tutta la vicenda dalla spy story che sta per esplodere. Dopo le tappe europee si vola dall’altra parte del mondo, in America. Qui, la McLaren vuole dare una prova di forza. E lo fa con il campioncino Lewis Hamilton.
Prima in Canada, poi negli USA. Nella nazione dell’acero e dei poliziotti a cavallo va in scena uno dei gp più pazzi mai visti. Lewis vince dominando dall’inizio alla fine, finendo davanti a Heidfeld e a Wurz. Per lui è il primo successo in carriera, a 22 anni e da rookie. Un’impresa eccezionale.
Il GP è stato condizionato da un rimescolamento continuo delle carte in gioco dovuto alle numerose uscite in pista della Safety Car, una delle quali per il terribile incidente occorso a Robert Kubica.
A fare le spese di questo caos sono stati tutti gli altri piloti di punta, tra cui Massa, Fisichella (entrambi squalificati per violazione del regime di SC) e Alonso (penalizzato di 10 secondi e scivolato al settimo posto). Kimi Räikkönen chiude quinto, ancora fuori dal podio e sempre più lontano dalla vetta del mondiale. E sempre più deluso, a 21 punti dalla vetta.
È così. Perché già la gara è stata confusa di per sé, con tutte quelle Safety car in pista era difficile da capire quale fosse la cosa giusta da fare. Ma oltre a quello la mia macchina non è mai stata in assetto. Fin dall’inizio ho avuto problemi di freni, la macchina scivolava via, era impossibile controllarla. Rispetto a Montecarlo non ci sono stati quei miglioramenti che ci aspettavamo. Mondiale chiuso? No, tanto più se pensiamo che io sono comunque riuscito a prendere due punti su Alonso. Peccato però che ne ho persi 8 su Hamilton. Se vogliamo puntare al Mondiale è evidente che le cose devono cambiare.
Le cose non migliorano nella gara successiva. La Ferrari è in grossa difficoltà e non riesca ad arginare lo strapotere inglese che può vantare due piloti eccezionali e un auto che non ha mai problemi. E pensare che con un auto così dominante, Kimi ha solo un punto di più di Nick Heidfeld. Ma le delusione del Canada è alle spalle e Kimi ci crede ancora:
Il GP del Canada è stata un’altra gara molto dura per noi ovviamente non abbiamo ottenuto il risultato che ci aspettavamo, ma dopo i problemi che abbiamo avuto, il quinto posto non è un risultato così male. Sarebbe potuta andare molto peggio. La cosa principale è che in Canada ho conquistato qualche punto. Sia Alonso sia Massa hanno avuto problemi e sono riuscito a ridurre il distacco da loro. Hamilton invece ha vinto e ora ha 21 punti di vantaggio su di me. Mi sarebbe piaciuto essere in testa, ma sono sicuro che anche Hamilton avrà un periodo di gare non buone.
L’ultima frase appare quasi come una sentenza. Che si avvererà, ma non a Indianapolis. Anche qui, la McLaren non sbaglia e la fa da padrona con una doppietta stratosferica che regala a Lewis la seconda vittoria consecutiva e la seconda in carriera.
La Ferrari limita i danni con entrambi i piloti. Massa chiude terzo e Kimi quarto. Sempre più lontani, cominciano a vedersi scivolare dalle dita un mondiale che sembrava alla portata e che invece sembra chiudersi con grande anticipo per il duo di Maranello.
La montagna da scalare è ripidissima.
Fonte immagine di copertina: www.ferrari.com


