In un folle pomeriggio londinese Pascal Wehrlein conquista il secondo titolo mondiale terminando l’E-Prix fuori da punti, dimostrandosi imbattibile quando la sfida arriva nella capitale inglese. Il tedesco di Porsche sembrava avere tutto sotto controllo fino a metà gara, quando è inizia la sua faida con un Da Costa che ha fatto di tutto per fargli perdere il mondiale e consegnare almeno il titolo team a Jaguar. Peccato per Evans, quarto e che può rimpiangere la strategia di sabato e Dennis, toccato proprio dal #94 quando sognava una rimonta da leggenda dal fondo a Londra.
La corsa è vinta da Taylor Barnard, al primo successo in Formula E che regala il trionfo a DS all’ultima corsa della categoria. Beffate le due Mahindra di De Vries e Mortara, capaci di perdere una corsa controllata dalla qualifica fino agli ultimissimi giri e praticamente vinta.

Qualifiche a Londra: prima fila tutta Mahindra davanti alle due Porsche
Nella sessione di libere del mattino a mettersi in mostra è De Vries che stacca il miglior tempo davanti a Ticktum e Buemi, all’ultima corsa con Envision. Quarto il leader del mondiale Wehrlein mentre Dennis è ottavo. Male Evans, addirittura ultimo.
La qualifica di Londra regala fin da subito colpi di scena, con Dennis eliminato addirittura nella prima fase. Per lui solo il sedicesimo tempo ed una rincorsa verso il titolo che si complica terribilmente. Non cadono nella trappola le Porsche e la Jaguar di Evans, mentre Da Costa è eliminato e deve accontentarsi del nono posto.
Nella fase finale chi sale in cattedra è Mahindra, che battono le Porsche in semifinale conquistando una storica prima fila tutta made in India. La pole va a De Vries su Mortara mentre Porsche si accontenta della seconda fila, consapevole di essere in ottima posizione per ghermire il titolo piloti e costruttori. Quinto Evans, attaccato alle ultime residue speranze mondiali che precede Bernard, Cassidy e Ticktum.

Partenza: fuga Mahindra e Porsche riprova la strategia del sabato
Allo spegnimento dei semafori di Londra, l’ultima corsa per le GEN3EVO in attesa delle nuovissime GEN4, i primi mantengono le proprie posizioni mentre Dennis scende in P17. L’inglese decide di attuare una strategia d’attesa, risparmiando energia per crearsi un’occasione e attaccare nel finale di gara.Le due Mahindra allungano subito con Wehrlein, approfittando del blocco di Müller che similmente al sabato blocca il gruppo e soprattutto Evans, che vede riproporsi l’incubo del giorno precedente.
Stavolta Jaguar può però contare su Da Costa, che va subito in attack mode al giro 3. Il portoghese mette sotto pressione lo svizzero di Porsche che, per difendersi, si riavvicina al trio di testa. Il sorpasso avviene in maniera decisa al giro, con Evans che non approfitta dello spazio creato dal compagno rimanendo (ancora a lungo) dietro al #51. Il neozelandese dovrà attendere il giro 17 per aver ragione del pilota Porsche, con un attacco al limite (spostandolo letteralmente) nella zona di attivazione della potenza extra. Da questo momento Evans, con Buemi e Cassidy proverà l’inseguimento ai primi quattro mentre Müller crollerà progressivamente in classifica.

La lotta Wehrlein – Da Costa e la formazione di un gruppo d’inseguimento
Intanto anche Wehrlein e Barnard vanno in attack mode, con il pilota Ds che sopravanza Evans e Müller. Da Costa intanto arriva dietro a Mortara che, grazie alla sua difesa permette a De Vries di effettuare in sicurezza la prima attivazione. Con la fine della potenza extra il #13 deve difendersi dal ritorno di Wehrlein, che riesce a contenere con durezza per tutto l’ottavo giro prima di cedere. La lotta gli permette di riavvicinarsi alla coppia Mahindra e a Barnard, intanto salito terzo.
La sorpresa è vedere un Da Costa estremamente aggressivo che riesce a riprendersi la posizione su Wehrlein, guidando la caccia ai primi tre e “bloccando” la Porsche. Davanti invece De Vries lascia passare Mortara, al fine di risparmiare energia. La lotta prosegue dietro, con Cassidy che dopo essere risalito con la potenza extra riesce a difendersi in maniera egregia dai tentativi di sorpasso di Ticktum.
Da sottolineare il ritiro del brasiliano Di Grassi, tradito domenica dalla sua Lola. Per il brasiliano un addio amaro alla categoria, dopo una carriera lunghissima ed un ultimo successo quest’anno a Shanghai.

A metà gara cambia la corsa. Da Costa blocca totalmente Wehrlein
Arrivati a metà gara i primi cinque hanno un gap di tre secondi su Buemi Cassidy ed Evans, superato poco prima dal kiwi di Citroën. Davanti Mortara al giro 22 decide di andare finalmente in attack, che è di soli due minuti e permetterà poi due giri dopo a De Vries di tornare primo. Le due Mahindra andranno ad attivare l’ultima potenza extra al giro 27. Una mossa contemporanea che sarà rimpianta a fine corsa.
Dietro invece Dennis ed Evans iniziano a muoversi. L’inglese di Andretti inizia a risalire grazie alla maggiore energia e al successivo attack mode che gli permette di avvicinarsi alla zona punti. Meglio fa Evans, all’ultima chiamata per il titolo. Prima supera Buemi e Cassidy, poi dopo aver attivato per la prima volta la potenza extra approfitta del tappo di Da Costa per superare lui e Wehrlein, salendo quarto. Il portoghese di Jaguar non si limita a ciò, bloccando ulteriormente Wehrlein in maniera aggressiva.
Il risultato? Il tedesco finisce fuori dai punti, superato anche da Dennis che vede clamorosamente riaprirsi le possibilità di titolo. A dieci giri dalla fine le mosse di Da Costa riaprono un mondiale piloti che appariva chiuso, mettendo contemporaneamente in ghiaccio il titolo team per Jaguar.

Il finale folle di Londra regala il titolo a Wehrlein e la vittoria a Barnard
L’episodio che chiude il mondiale è sul finale del giro 31. Dennis è in rimonta verso le zone nobili della zona punti e all’attacco di Eriksson, seguito disperatamente da Wehrlein e Da Costa. Tutti in attack mode. Il portoghese prova a superare ancora la Porsche mentre pochi metri davanti lo stesso Dennis attaccava Eriksson. C’è il contatto ma tutte le vetture rimangono in pista. Wehrlein vede uno spiraglio per passare Dennis ma forse per foga, forse per tensione riesce solo a speronare l’Andretti che tocca la Envision. Il risultato vede tutti e quattro sprofondare in fondo al gruppo.
Per Dennis è la fine mentre per Wehrlein è la sicurezza del titolo. Evans è infatti troppo lontano dai battistrada per provare a vincere la gara (ed il titolo) e si accontenta di un’amara P4. La gara deve però ancora decretare un vincitore e sarà a sorpresa Barnard. L’inglese di DS-Penske approfitta del attack mode tardivo per arrivare negli scarichi di De Vries e beffarlo a due giri dalla conclusione con una staccata caparbia.
Vince così Barnard a Londra, al primo acuto in Formula E al termine di una stagione complicata. Un addio perfetto per DS, che conclude con la vittoria una storia ricca di trionfi in FE. Podio per De Vries e Mortara. Punti iridati per: Evans, Buemi che conclude con un quinto posto la sua storia nella categoria, le Citroën di Cassidy e Vergne, Martì e le Nissan di Rowland, che grazie al giro veloce salva la quarta posizione in campionato e Nato decimo. Fuori dai punti Dennis, Da Costa e Wehrlein che nel finale polemizza ancora in pista col portoghese. Sia negli ultimi metri che dopo il traguardo.

Wehrlein iridato a Londra. Jaguar campione team. Beffa per Dennis ed Evans
Il titolo titoli va quindi al tedesco classe 1994, che si è dimostrato il pilota con il potenziale più veloce del gruppo ma che spesso ha faticato a concretizzare. Anche oggi, dopo una metà gara in controllo la sfida col rivale Da Costa rischiava di costare un titolo che sembrava oramai acquisito. Alla fine il contatto con Dennis, che gli costerà una penalità di tre posizioni nel prossimo campionato ma che elimina l’inglese gli consegna un titolo meritato che rischiava di perdere con un finale poco lucido ma che lo eleva, unico con Vergne, nell’Olimpio dei bicampioni Formula E.
Se Wehrlein ha vinto, hanno perso Dennis ed Evans. L’inglese deve rammaricarsi, oltre che per una metà stagione anonima per una pessima qualifica che lo ha relegato alle retrovie. Partire in buona posizione oggi, vista la sfida di Da Costa contro Wehrlein poteva regalargli il titolo. Invece si è ritrovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato, vedendo svanire un titolo che appariva possibile.
Evans aveva poche possibilità. Il titolo è stato perso sabato (oltre che nelle ultime tappe in Asia) mentre l’E-Prix 2 è stato a tratti frustante. Bloccato ancora una volta dietro Müller, che gli è probabilmente costato le possibilità di vittoria il recupero su Wehrlein è stato tardivo. Troppo oramai il distacco dalle Mahindra, che è riuscita a perdere una gara praticamente vinta (consolandosi con la terza posizione tra i team) e da un Barnard commovente a Londra.
Jaguar si consola col titolo team, grazie ad Evans ed un Da Costa oltre le regole che ha fatto di tutto per limitare Wehrlein e regalare almeno un mondiale a Jaguar. Missione compiuta.



Fonte immagine di copertina: newsroom.porsche.com


