Alla vigilia del Gran Premio del Brasile, che include anche la penultima Sprint Race della stagione, non sono certamente passate inosservate tra gli addetti ai lavori le forti dichiarazioni rilasciate dal vecchio leone Fernando Alonso nei confronti del suo ex patron ai tempi della McLaren, Ron Dennis. In una recente intervista il due volte Campione del Mondo spagnolo ha ricordato il fatidico 2007 quando, in una stagione già profondamente macchiata e lacerata dalla famosa “spy story” tra Maranello e la scuderia di Woking, si ritrovò a giocarsi il titolo contro l’allora esordiente Lewis Hamilton e la Ferrari di Kimi Räikkönen (che alla fine ne uscì vincitrice). Stuzzicato dai microfoni, il pilota di Oviedo si è così lasciato andare facendo un confronto tra quanto avvenne 18 anni fa e cosa invece potrebbe capitare in casa McLaren con Norris e Piastri in lotta tra loro, separati da appena un punto.

ZAK BROWN E IL RISCHIO REMAKE 2007
Di questi giorni sono anche le parole dette dal CEO della McLaren, Zak Brown, che nel commentare la sfida tra Lando Norris ed Oscar Piastri, ha più volte precisato che non ci sarà da parte del team nessun trattamento particolare nè per il pilota di Bristol, in McLaren da ormai sei stagioni, nè tantomeno per il talento australiano, reduce da un periodo di appannamento, ma certamente ancora in grado di conquistare il titolo piloti. Il patron della storica scuderia inglese ha più volte rimarcato il fatto che pur di non favorire nessuno dei contendenti sarebbe disposto addirittura a rivivere il remake di quel maledetto, per McLaren, 2007 in cui proprio all’ultimo appuntamento di quel turbolento mondiale entrambi i piloti, Fernando Alonso e Lewis Hamilton, vennero clamorosamente sconfitti dalla Rossa di Kimi Räikkönen.

“PAPAYA RULES” FINO ALLA FINE?
In seno al team capitanato da Andrea Stella sembra non voler cambiare la gestione dei due piloti in piena bagarre mondiale. Ad onor del vero ci si attendeva una forte presa di posizione da parte del team principal italiano sin dal Gran Premio d’Olanda a Zandvoort dominato da Piastri che, grazie anche al ko della PU Mercedes sulla vettura di Norris, era riuscito a raggranellare un considerevole vantaggio nei confronti del compagno di squadra. La scuderia inglese invece, facendosi forte del grande vantaggio tecnico nei confronti dei diretti rivali, decide di non schierarsi a favore del giovane australiano bensì di lasciare i piloti “liberi” di correre con il vincolo di porre sempre il bene del team davanti ai personali interessi. Anche la recente conquista del Titolo Costruttori (il decimo per il team) sembra non scalfire minimamente le certezze all’interno della scuderia britannica che continua imperterrita sulla via delle “papaya rules”.

FERNANDO ED IL PARAGONE COL 2007
Sta di fatto che la veridicità delle parole pronunciate da Zak Brown sarà tutta da verifica nel momento in cui Norris e Piastri si sfideranno nelle ultime quattro gare (più due Sprint) che mancano alla fine della stagione 2025. Il tutto, tra l’altro, senza dimenticare un terzo incomodo assai rognoso come il Campione del Mondo in carica Max Verstappen, che non va mai dato fuori dai giochi fino a che la matematica non emette le sue sentenze.
A tracciare una sorta di paragone tra l’attuale stagione e quella del 2007 ci pensa il due volte iridato Fernando Alonso, ricordando proprio quell’annata che lo vide protagonista in McLaren di una lotta serrata con l’allora rookie di belle speranze Lewis Hamilton conclusasi beffardamente con la sconfitta di entrambi a favore di Kimi Räikkönen (tuttora ultimo titolo piloti conquistato dalla scuderia di Maranello).
Queste le parole di Fernando Alonso ai microfoni di DAZN Spagna in merito alla lotta mondiale tra Norris, Piastri e Verstappen:
“Si corre sempre questo rischio, ma non credo che questa situazione sia esattamente la stessa. Ricordo Ron Dennis che in Cina nel 2007 diceva: ‘Corriamo contro Fernando. La nostra gara è contro Fernando, non contro Kimi’. Immaginate se ora Zak Brown dicesse: ‘La nostra gara è contro Oscar e non contro Max’. Insomma, la situazione ora è molto diversa”.

Ora ci sarebbe da sentire la replica da parte dell’ex team principal della McLaren che però è ormai da diversi anni fuori dall’ambiente del Circus. Si dovrebbe assistere a un finale differente con il team di Woking che tenterà in ogni modo di portare a casa il Mondiale Piloti (vedremo con chi…) senza farsi uccellare da quel feroce mastino che risponde al nome di Max Verstappen. Il Brasile ci dirà quindi se, come sostiene Alonso, avremo un epilogo diverso rispetto al 2007, oppure se ci sarà per McLaren un amaro remake di quel mondiale di 18 anni fa passato alla storia proprio a causa del suo rocambolesco epilogo.
Fonte immagine di copertina: Aston Martin Aramco F1 Team su X


