La pioggia di ricorsi per le penalità ricevute e in certi casi cancellate ai piloti al Gran Premio di Monaco 2026 sembra non finire mai. La McLaren ha presentato una richiesta formale di rendere nuovamente valida la sanzione annullata all’Alpine di Pierre Gasly che ha fatto scendere Oscar Piastri dalla 4a alla 5a posizione. Anche Red Bull starebbe valutando di farlo secondo indiscrezioni di Motorsport.com, dato che con questa revisione essa ha perso il 3° posto conquistato da Isack Hadjar. Ciò unito ai chiarimenti che vuole la Mercedes sulla penalità inflitta invece a George Russell rischia di riscrivere la narrazione della gara del Principato. Un vero e proprio pasticcio figlio degli errori da veri principianti dimostrati dalla FIA durante l’evento. Specialmente alla questione dell’asfalto che letteralmente si spaccava sotto le macchine che passavano, portando agli incidenti di Lance Stroll e Charles Leclerc.
McLaren lancia il “controricorso” per il GP di Monaco, Red Bull starebbe valutando
A seguito della richiesta di revisione dell’Alpine per la penalità inflitta a Gasly a Monaco il pilota francese aveva riottenuto la sua 3a posizione. Egli è stato scagionato dopo che la scuderia attraverso i sistemi LIDAR era riuscita a dimostrare che la FIA aveva sbagliato a calcolare la distanza di percorrenza della corsia box, rendendola più lunga di quanto realmente fosse. Un errore madornale della Federazione che ha ovviamente scatenato pretese da altre squadre, in primis la Mercedes per George Russell, di rivalutazione delle varie sanzioni. Questo scivolone ha letteralmente riscritto il finale della gara, con la classifica stravolta.
Ma c’è pure chi questo è stato danneggiato da tutto ciò: Red Bull e McLaren si sono viste togliere rispettivamente la 3a posizione di Isack Hadjar – tra l’altro sarebbe stato il suo primo podio in carriera – e la 4a di Oscar Piastri. Un danno per entrambe le incolpevoli scuderie che diventa l’altra faccia della medaglia del caos di Monte Carlo.
Mentre come riporta Motorsport.com i Tori starebbero ancora valutando l’ipotesi, da Woking invece hanno già inviato una richiesta formale alla FIA di penalizzare nuovamente Gasly.
Questo è quanto recita la nota ufficiale:
“La McLaren Racing può confermare di aver formalmente depositato una notifica d’appello alla Corte d’Appello Internazionale della FIA riguardo la seguente decisione legata al Gran Premio di Monaco 2026: Documento dei Commissari 99; Documento di Classifica Finale della Corsa Revisionato 100; Documento di Punteggio del Campionato Revisionato 101.
“Per quanto noi rispettiamo totalmente i processi giudiziari della FIA e il ruolo dei Commissari, crediamo che questo caso ponga delle importanti domande riguardanti la correttezza sportiva, la coerenza regolamentare e l’integrità della competizione.
“Nel corso del weekend del Gran Premio di Monaco – e in ogni evento – tutti i team hanno lavorato in accordo coi regolamenti e hanno stabilito procedure standard per quanto concerne i limiti di velocità nella pit lane per come venivano applicati sul momento. I concorrenti hanno calibrato i loro processi come da accordo e, dove richiesto, accettato e scontato penalità imposte con questi regolamenti.
“Dal nostro punto di vista, la successiva rimozione di penalità crea una situazione in cui alcuni concorrenti sono svantaggiati dall’aver operato in accordo con le regole e le decisioni dei Commissari. Un esito del genere rischia di creare iniquità sportiva e di minare la fiducia nell’applicazione coerente delle Regole Sportive della FIA.
“La nostra decisione di richiedere appello non è diretta contro nessun rivale. Piuttosto, riflette la nostra convinzione che il Campionato benefici di regolamenti che sono applicati coerentemente, trasparentemente e correttamente a tutti i partecipanti.
“La McLaren rimane impegnata nel lavorare in maniera costruttiva con la FIA, la Formula 1 e gli altri concorrenti nel proteggere l’integrità del sport e conserva la fiducia nella sua struttura regolamentare.”

La McLaren ha davvero ragione? O è solo un modo di mantenere lo status quo?
È curioso che la McLaren nella sua richiesta ufficiale abbia specificatamente parlato di fiducia nelle regole possibilmente minata da queste revisioni delle penalità. Come se le decisioni della FIA debbano essere granitiche, definitive, mai modificabili. Nemmeno di fronte ad evidenti ed innegabili errori come quanto visto a Monaco.
È un tipo di pensiero che ha iniziato a venire a galla dopo il GP di Abu Dhabi 2021, quando pareva un sacrilegio anche solo la revisione di quanto accaduto in quella gara che ha decretato che, nonostante gli sbagli compiuti dalla direzione gara di Michael Masi, Max Verstappen restava il vincitore nonché campione del mondo legittimo a discapito di Lewis Hamilton. Queste resistenze si sono ripresentate dopo le rivelazioni di Bernie Ecclestone riguardanti il Crashgate di Singapore 2008, incidentalmente decisivo per il titolo di quell’anno. Felipe Massa ha quindi fatto causa a FIA, FOM e lo stesso Ecclestone, chiedendo un risarcimento e il riconoscimento di iridato ex aequo con Hamilton.
Quasi come se tra tantissimi nel paddock, nonché tra gli appassionati, ci fosse un paralizzante terrore di gridare che il re è nudo. Che le leggi scritte da uomini e donne quali sono quelli della Federazione abbiano dei margini di errore contestabili. Cosa riconosciuta già ampiamente nella vita di tutti i giorni, ma a quanto pare non in F1. La richiesta della McLaren, che non tiene conto del dettaglio di questo sbaglio provato ampiamente, sembra puntare verso quella direzione.
Qualcosa di assolutamente ingiusto. Se c’è stato uno sbaglio è giusto che almeno lo si riconosca per far sì che non avvenga più. Altrimenti nulla migliorerà in futuro, non ci sarà mai progresso. Pure questa è trasparenza, cari Zak Brown e soci.
Fonte immagine di copertina: McLaren Mastercard Formula 1 Team via X


