Da sempre la credenza comune è che il sim racing sia un mondo accessibile solo tramite PC, senza alcuna possibilità per i console gamer di provare l’ebbrezza di guidare in un vero simulatore. Gli utenti console, fino a poco tempo fa, dovevano accontentarsi delle alternative sim arcade presenti sul mercato.
Ma i ragazzi di Straight4 Studios hanno deciso di rompere questo schema, tentando di portare l’essenza del sim racing anche su console e cercando di unire due mondi che sembravano molto lontani l’uno dall’altro. Project Motor Racing, secondo le intenzioni, avrebbe dovuto rappresentare una rivoluzione del genere, capace di far ricredere chi considera il sim racing troppo costoso e poco accessibile.
Gli sviluppatori lo descrivono come una simulazione ambiziosa, costruita con grande attenzione al realismo e con l’obiettivo di far sentire il giocatore davvero in pista. Le loro dichiarazioni sono entusiaste, quasi a voler suggerire che questo progetto potrebbe diventare un nuovo punto di riferimento per gli appassionati di guida.
Sulla carta sembra tutto promettente: un approccio serio, tanta passione e la volontà di andare oltre il classico gioco di corse.
Ma, come spesso accade, la domanda che rimane è inevitabile: sarà davvero così?
Modalità Offline
Il gioco propone due modalità principali per chi preferisce giocare da solo: il Weekend di gara e la Carriera. Nel Weekend di gara è possibile costruire un evento su misura, scegliendo la durata delle sessioni, le condizioni climatiche, il numero di auto in pista e perfino la stagione. L’unico vero limite è l’impossibilità di salvare una gara in corso, cosa che rende impossibili le vere endurance.
La modalità Carriera è invece costruita attorno a un’impostazione decisamente manageriale. Il giocatore parte con una scelta semplice tra una Porsche 964 Carrera e una Mazda MX-5 Cup, e da quel momento deve gestire ogni aspetto della propria ascesa nel motorsport: campionati, fondi, spese, riparazioni e prestazioni. Non ci sono cutscene né momenti narrativi, solo una progressione lineare e sobria.

Comportamento dell’IA
Uno degli aspetti più delicati del gioco riguarda l’intelligenza artificiale. Impostandola al livello massimo, emergono sin da subito alcune criticità. I bot sono eccessivamente aggressivi e non sembrano considerare la presenza del giocatore, tentando sorpassi improbabili in punti dove farlo non ha alcun senso. Finire una gara senza danni diventa difficile anche adottando uno stile di guida pulito.
A questo si aggiunge una gestione della frenata che risulta sbilanciata: senza ABS, i bot frenano molto più tardi di quanto sia realisticamente possibile, rendendo le battaglie in staccata praticamente impossibili da gestire. In curva, invece, si muovono con lentezza eccessiva, creando un effetto altalenante che compromette il ritmo delle gare.
Anche di fronte alle emergenze l’IA si comporta in modo poco credibile: non evita l’auto del giocatore se questa blocca le ruote, e in caso di testacoda rimane semplicemente ferma ad aspettare, senza tentare alcuna manovra alternativa.

Fisica di Gioco
La fisica si presenta discreta in alcune situazioni, soprattutto nelle frenate, ma mostra problemi evidenti in altre. Le auto della categoria LMDh tendono a scivolare troppo, e la Lamborghini SC63 soffre di un sottosterzo marcato. Anche molte vetture delle classi N-GT, GT3 e GT4 risultano eccessivamente instabili, come se scivolassero in percorrenza e uscita.
La guida sul bagnato ripropone dinamiche quasi identiche a quelle dell’asciutto, con le stesse traiettorie e i cordoli utilizzabili senza rischi, si sente leggermente la mancanza di grip, un comportamento lontano dal realismo. L’erba e la ghiaia, al contrario, presentano una reazione credibile, mentre i cordoli appaiono troppo permissivi.
Sorprendentemente buona, invece, la guida con il controller, fluida e ben gestita.

Sistema di Penalità
Il sistema delle penalità è l’elemento meno convincente. Basta un’uscita di pista per ricevere immediatamente due secondi di penalità, senza alcun warning preliminare. Quando il taglio è evidente, il gioco rallenta automaticamente la vettura, togliendo controllo al giocatore. Al contrario, durante le gare i warning spariscono completamente, restando presenti solo nelle sessioni di qualifica e prove libere. Mancano totalmente bandiere gialle e rosse, un’assenza notevole per un titolo che punta al realismo.

Comparto Tecnico e Sonoro
Dal punto di vista grafico, il GIANTS Engine (stesso motore della serie di Famring Simulator) mostra i suoi limiti. Non è un motore pensato per un simulatore moderno e questo si nota nella resa visiva generale, che appare datata e priva di elementi fondamentali come un semaforo funzionante in partenza.
Le prestazioni si comportano meglio su console, dove i 60 FPS sono in genere stabili, mentre su PC emergono problemi di compatibilità con alcune prestazioni poco consistenti. Il force feedback alterna momenti convincenti a situazioni in cui risulta troppo rigido o troppo morbido, rendendo l’esperienza altalenante. Il modello dei danni influisce realmente sulla guida, ma è eccessivamente sensibile, se sfiori un muro o hai un minimo contatto con un giocatore, riceverai danni importanti.
Il comparto audio rappresenta invece uno dei punti più riusciti: il sound delle auto è potente e credibile, le musiche funzionano e sono presenti anche dettagli come le team radio e suoni ambientali nel menù.

Conclusione e Voto
Nonostante le buone intenzioni e le promesse iniziali, Project Motor Racing, allo stato attuale, è un titolo incompleto e distante dalla rivoluzione che avrebbe dovuto rappresentare. I problemi tecnici, l’IA poco affidabile e un sistema di penalità che necessita di una revisione profonda creano un’esperienza frustrante e spesso incoerente.
Un progetto ambizioso, che però per ora manca il bersaglio.


