La stagione 2026 si è aperta con numerose incognite per la scuderia con sede a Milton Keynes. Il cambio di regolamento ha preteso un nuovo laborioso progetto, in particolare con la costruzione di un motore homemade per la prima volta per il team austriaco. Infatti, il progetto Red Bull Powertrains prende il volo con un nuova generazione di Power Unit in collaborazione con la già esperta Ford, per mettersi in proprio. Addirittura, la Federazione ha indicato il motore Red Bull come riferimento per calcolare la performance del propulsore dal punto di vista esclusivamente termico, e così l’ADUO. Una sorpresa anche per la stessa scuderia, visto il divario innegabile con la favorita alla vittoria di ambedue i titoli mondiali.
Sono state queste le parole rilasciate di recente dal team principal della scuderia Laurent Makies al De Telegraaf:
“Per quanto ci riguarda, abbiamo apportato un’enorme quantità di modifiche alla vettura tra la prima gara e questa. Per cercare di correggere al più presto il grande svantaggio che avevamo inizialmente. Siamo in una situazione completamente diversa rispetto all’anno scorso, quando eravamo in piena corsa per la rimonta e abbiamo lottato per il titolo fino alla fine. Quindi non ci vedrete spingere in questa stagione come facemmo allora. Dopo la pausa estiva, la maggior parte dell’attenzione si sposterà sulla vettura del prossimo anno, il che mi sembra del tutto normale. Gli aggiornamenti arriveranno quest’anno, ma in misura minore rispetto al 2025″.
Lo sguardo del team austriaco si proietta quindi verso il 2027, consapevoli che quest’anno sarebbe stato ostico lottare tra le prime file. Considerate, in realtà, le discrete aspettative, gli appassionati non possono lamentarsi delle prestazioni portate in pista con la RB-22, la quale però sembra non piacere particolarmente al pilota di punta, il quattro volte campione del mondo Max Verstappen.
Diverse voci hanno accerchiato il suo nome nel corso di questa prima parte di stagione. In particolare, legate ad un suo possibile addio a quella che da anni è diventata una seconda famiglia per lui. Dopo l’annuncio dell’approdo del suo ingegnere storico Giampiero Lambiase in McLaren, pareva quasi certo l’arrivo nella scuderia di Woking anche del pilota olandese. È stato sempre il campione del mondo, però, a mettere a tacere i vari rumors a Budapest, sostenendo chiaramente che non spettava alla stampa continuare a speculare e indirizzare le sue decisioni, e che la Red Bull rimane per lui una seconda casa.
Un inizio burrascoso per Red Bull
Il Gran Premio d’Australia 2026 segna la prima vera prova per la RB-22. L’intero week-end si contraddistingue per una serie di problemi di affidabilità, i quali costano ad Isack Hadjar la sua prima gara con la scuderia austriaca. Anche il sesto posto di Verstappen sembra un discreto risultato in confronto ai successi a cui era abituato al fianco del medesimo team. A Shanghai i risultati dei due compagni di scuderia si invertono, lasciando l’olandese amareggiato e il franco-algerino con pochi punti guadagnati. Le difficoltà riscontrate ad Albert Park si intensificano sul suolo cinese, aprendo una grave crisi. I problemi riguardano soprattutto il telaio, il degrado gomme è ingestibile, mentre il bilanciamento e la gestione energetica non presentano migliorie.

Le prestazioni deludenti della monoposto influenzano anche il week-end nipponico, dove addirittura Verstappen rimane eliminato nel Q2. La sua gara in salita si chiuderà dietro all’Alpine di Pierre Gasly, risultata impossibile da superare. Un altro campanello d’allarme che denota la grave crisi con cui la scuderia dei due tori è alle prese.
La Red Bull arriva a Miami, dopo un mese di pausa imprevista dal Circus, con un nuovo pacchetto di aggiornamenti. Alcune scintille di speranza cominciano a farsi intravedere, almeno per l’olandese che riesce a lottare fino alla fine per un quinto posto nella gara della domenica. Il week-end Sprint sembra giovare al ritmo della nuova vettura, tanto da vedere proprio il quattro volte campione del mondo in lizza per la pole position in vista del Gran Premio. La situazione nel garage numero #6 si rivela invece più amara, quando Hadjar impatta contro il muro in Curva 14 nei primi giri della gara. La sua frustrazione è ben evidente anche agli occhi degli spettatori.
Il primo podio
Altri aggiornamenti, altro week-end Sprint in Canada, dove però la Red Bull conquista il suo primo podio stagionale con Verstappen. I contenuti Sprint non promettevano scintille per la gara della domenica, su un tracciato in cui le brusche frenate arrivano in ogni dove. Il Gran Premio del Canada 2026 ci regala il primo sorriso dell’olandese. La RB-22 accende il passo gara, e porta un terzo posto per il quattro volte campione del mondo, seguito da Hadjar in quinta posizione. Un risultato lodevole, viste le difficoltà delle prime tappe di questo 2026 e le rispettive sesta e settima piazzola in griglia di partenza, prima dello spegnimento dei semafori.
A Monte Carlo sfiora l’impresa anche il franco-algerino, dovendo però lasciare il podio post-gara dopo il reclamo presentato da Alpine riguardo la penalità inflitta a Gasly. Il compagno di scuderia, invece, rimane vittima di un problema tecnico che pone fine preventivamente alla sua gara. La frustrazione torna a fare da padrona nei due garage Red Bull.

Al Circuito di Catalogna i ritiri di Kimi Antonelli e Charles Leclerc regalano punti importanti ad una Red Bull che ancora deve uscire con le sue sole forze da questo periodo di crisi. Lo sottolinea anche Verstappen, ripetendo una prospettiva ormai assodata: “In definitiva, ci è mancato qualcosa sotto tutti i punti di vista. Non c’è un singolo fattore che ci frena” e “Penso che al momento abbiamo semplicemente la quarta macchina più veloce. Questo non cambierà improvvisamente nei prossimi circuiti. A meno che, ovviamente, non si ottengano prestazioni superiori. Non risolveremo il problema semplicemente cambiando l’assetto”.
Si torna a casa
Il Red Bull Ring, come consuetudine, ospita il Gran Premio d’Austria 2026. A casa della scuderia dei due tori, il pilota olandese torna alla guida di una monoposto competitiva, che gli ha permesso di lottare fino all’ultimo taglio del traguardo con il vincitore della gara George Russell. Anche Hadjar ha gestito in modo ottimale il passo gara e guadagna punti importanti. Il cambio di direzione adottato dal team austriaco dal punto di vista aerodinamico pare portare le prime speranze di gloria.
Silverstone, però, torna a rivelarsi un tasto dolente per Verstappen, dove un guasto all’ala posteriore rovina il prospetto idilliaco con la ritrovata RB-22. Più fiducioso è invece il pilota franco-algerino, forte del suo quinto posto nella gara della domenica, ma con più lamentele nel corso della Sprint Race. Le lamentele costellano purtroppo anche l’intero week-end del quattro volte campione del mondo, amareggiato nei confronti del team. Si riapre così il mercato piloti, con Super Max nel mirino?
Non esattamente. Verstappen torna sul podio a Spa-Francorchamps, dove si corre il suo secondo Gran Premio di casa. Anche Hadjar massimizza il suo risultato in sesta posizione, costretto a partire dal fondo della griglia a causa di una penalità inflitta per aver montato già il suo quinto motore. L’ala posteriore che aveva causato problemi in Gran Bretagna viene abolita, mentre la buona performance della RB-22 non cancella le problematiche che a Milton Keynes vanno ancora studiate e risolte.
L’olandese affronta la pausa estiva reduce anche da un altro podio all’Hungaroring, complice l’ottima strategia chiamata dal muretto box della scuderia dei due tori. Il suo compagno di scuderia firma il quarto posto nel Campionato Costruttori (177 punti), guadagnando altri punti con la sua sesta posizione.

Tiriamo le somme
La RB-22 è ancora lontana dalle sue rivali. Le prestazioni solide di Hadjar permettono di accumulare punti preziosi, mentre Verstappen alterna DNF per problemi di affidabilità ad imprese gloriose, uno spettro del passato dominio Red Bull nella categoria regina.
Ci sono ancora molte difficoltà da analizzare in questa pausa estiva, per arrivare a Zandvoort – l’altro Gran Premio di casa per il campione del mondo – capaci di lottare per una vittoria stagionale che tarda ad arrivare. La scuderia austriaca, però, come sostenuto da Mekies, ha intenzione di concentrare le proprie risorse in vista del 2027, consapevoli anche della posizione scomoda in cui si è ritrovata inaspettatamente a causa dell’ADUO. La crisi peggiore, però, può dirsi debellata. Per il momento.
Fonte immagine di copertina: Vladimir Rys via Instagram


