Le pagelle di metà stagione – Guidare le nuove monoposto non è un semplice esercizio di velocità, ma una totale reinterpretazione dello stile di guida. E la prima parte del mondiale premia, infatti, chi ha saputo adattarsi all’istante, punendo chi invece ha faticato a trovare la quadra. Dalla travolgente ascesa di Kimi Antonelli — dominatore con sei vittorie — alle risposte d’orgoglio di come Hamilton, Leclerc e Norris, il confronto in pista è stato spietato. Tra promossi a pieni voti, giovani sorprese, campioni in trincea e capitani spodestati da compagni di box implacabili, analizziamo nel dettaglio le prestazioni dei singoli protagonisti. Diamo un’occhiata, dunque, alle pagelle della prima metà di stagione!
F1, Piloti: le pagelle di metà stagione – BASSA CLASSIFICA
Sergio Pérez (Cadillac-Ferrari / 22° posto): voto 4
La freccia spezzata. – Mostra sprazzi di grinta e prevale spesso nel duello interno, ma i guasti meccanici e i ritiri cancellano la sua risalita.
Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari / 21° posto): voto 2
La guardia affannata. – Spesso adombrato dal compagno nel ritmo puro, sconta una guida meno incisiva e si limita a portare a termine le gare superstiti.
Lance Stroll (Aston Martin-Honda / 20° posto): voto 2
Ombra nella nebbia. – Zero punti e costantemente battuto. Subisce l‘instabilità della vettura e scivola via senza mai un lampo di orgoglio.
Fernando Alonso (Aston Martin-Honda / 19° posto): voto 4,5
Il ruggito nella tempesta. – Con la grinta del leone veterano strappa l’unico punto di questa prima metà di stagione. Domina molto spesso il compagno e spreme oltre il limite una AMR26 fin qui disastrosa.
Nico Hülkenberg (Audi / 18° posto): voto 5
Il veterano perseguitato. – Mette l’esperienza al servizio del progetto, ma la fortuna gli gira le spalle. Tra noie al sistema d’accumulo, cali di potenza ed errori di gestione dell’energia, raccoglie appena due punti soltanto a Budapest. Soffre parecchio nel confronto prestazionale col giovane compagno di squadra.
Esteban Ocon (Haas-Ferrari / 17° posto): voto 5
Nell’anonimato. – Soltanto tre punti all’attivo tra Giappone e Monaco, poi il buio. Soffre enormemente sul giro secco contro Bearman e con l’aggravarsi dei limiti della monoposto è scivolato nelle ultime posizioni.

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Alexander Albon (Williams-Mercedes / 16° posto): voto 5
Il veterano smarrito. – Abituato a caricarsi il team sulle spalle, quest’anno sbatte contro i limiti insuperabili del telaio. Commette qualche sbavatura di troppo per foga e fatica a fare la differenza rispetto al compagno di squadra.
Carlos Sainz Jr (Wiliams-Mercedes / 15° posto): voto 5
L’esule disincantato. – Calatosi con professionalità in un contesto più difficile del previsto, prova a metterci una pezza col mestiere. Sebbene lotti con il sovrappeso del mezzo, racimolando il possibile, l’amarezza è sempre più evidente. E la seduzione delle insistenti voci di mercato lo inducono a pensare…

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F1, Piloti: le pagelle di metà stagione – METÀ CLASSIFICA
Gabriel Bortoleto (Audi / 14° posto): voto 6
Raggio di luce. – Nonostante il mezzo acerbo, il brasiliano stupisce per maturità e freddezza: con dieci punti conquistati trascina la squadra, superando i guasti tecnici. Firma due brillanti ottavi posti prima della pausa estiva a Spa e Silverstone, superando il compagno.

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Oliver Bearman (Haas-Ferrari / 13° posto): voto 6
Il talento nell’imbuto. – Autore di diciotto dei ventuno punti del team e del clamoroso 5° posto in Cina, l’inglese ha brillato ad inizio anno. Nelle ultime uscite non ha nascosto la frustrazione per un’auto priva di grip: la sua foga non basta più a colmare il deficit tecnico della vettura.
Franco Colapinto (Alpine-Mercedes / 12° posto): voto 6
La foga dell’outsider. – Promosso a titolare accanto a Gasly, l’argentino affronta a viso aperto il nuovo ciclo tecnico. Stupisce con un fantastico 6° posto in Canada e piazzamenti qua e là, dimostrando spunti di grande velocità pura pur lottando con la precarietà del bilanciamento.

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Arvid Lindblad (Racing Bulls-RB Ford / 11° posto): voto 7
La freccia del debuttante. – Al suo primo anno nel Circus non sfigura affatto: artiglia uno splendido 7° posto a Monaco risalendo dalla P15 e porta punti nelle successive cinque gare. Nonostante paghi ancora un pizzico d’inesperienza nelle qualifiche e nel ritmo su stint lunghi, il talento è purissimo.

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F1, Piloti: le pagelle di metà stagione – TOP 10
Pierra Gasly (Alpine-Mercedes / 10° posto): voto 7
Il capitano nella tempesta. – Caricandosi la squadra sulle spalle, il francese sfrutta la cavalleria Mercedes per raccogliere punti pesanti, sublimati dallo splendido seppur discusso podio a Monaco. Seppur lamentando nelle interviste il deficit di carico del telaio di Enstone, resta il faro del team nel centro griglia.
Liam Lawson (Racing Bulls-RB Ford / 9° posto): voto 7,5
Al contrattacco. – Sfrutta l’esperienza per guidare lo sviluppo della monoposto. Brilla con il 6° posto a Monaco (poi ripetuto a Silverstone) con una strategia aggressiva a due soste. Pur con qualche patema nella gestione gomma sui tracciati caldi, dimostra grande concretezza in gara.
Isack Hadjar (Red Bull-RB Ford / 8° posto): voto 6,5
Lo scudiero perfetto. – Catapultato accanto a Max, il francese fa i salti mortali su una vettura dall’aerodinamica instabile. Talvolta mette in difficoltà l’olandese, ma poi paga le incertezze della macchina al via e la difficoltà nel domare il posteriore nei curvoni veloci. Bravo a strappare qualche Q3 al sabato, ma sulla distanza sconta un degrado gomme accentuato e l’inevitabile inesperienza. Dopotutto, si mostra (per ora) una delle migliori seconde guide che Red Bull abbia mai avuto.
Oscar Piastri (McLaren-Mercedes / 7° posto): voto 5
Bocciato. – L’australiano affronta un avvio di campionato altalenante, alternando prodezze (come il 2° posto in Giappone) a weekend totalmente anonimi, peraltro conditi da problemi d’affidabilità. Non nasconde che le vetture 2026 richiedano un totale reset nello stile di guida e soffre la perdita di carico in scia. Resta un talento cristallino, sì, ma la mancanza di continuità gli fa perdere terreno dal compagno. Tornerà soltanto quando avrà smaltito definitivamente la disfatta dello scorso anno.
Max Verstappen (Red Bull-RB Ford / 6° posto): voto 7
«Andando al… Max». – L’olandese spreme l’ottimo motore RB-Ford, ma deve fare i conti con un posteriore traditore. Oltre al pattinamento al via, affronta malfunzionamenti all’ala posteriore che ne causano escursioni di pista e amari ritiri. Firma, comunque, perle di guida pura, tra cui quattro podi (Canada, Austria, Belgio e Ungheria) per nulla scontati. Basterà ad allontanare le voci di mercato che lo vogliono in Mercedes o addirittura in McLaren?

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Lando Norris (McLaren-Mercedes / 5° posto): voto 7,5
Il campione in trincea. – Con il n° 1 stampato sulla carrozzeria, il Campione del Mondo in carica spreme la monoposto per tenersi agganciato alle zone nobili. Nelle sue interviste ammette la frustrazione per una macchina lontana dai livelli del 2025 e più ostica nella gestione degli pneumatici. Pur con qualche passaggio a vuoto (prevalentemente per affidabilità) e problemi nell’erogazione della batteria, sfodera un passo gara solido che tiene McLaren in corsa. E la recente vittoria in quel di Budapest è il coronamento di un percorso di maturazione ormai concluso.

Fonte: @McLarenF1 su X (Twitter)
Charles Leclerc (Ferrari / 4° posto): voto 7
Navigando nella tempesta… – Cerca di reinterpretare la sua guida, obbligato da nuove monoposto che esigono uno stile profondamente diverso, affrontando la fase più complicata da quando corre in Ferrari. Dal botto all’ultimo giro a Miami fino ai due ritiri consecutivi tra Monaco e Barcellona, paga le anomalie dell’impianto frenante, poi prontamente sostituito. Risolti i patemi, seppur parzialmente, ecco la reazione: al primo colpo buono trionfa inaspettatamente a Silverstone, poi sigilla un ottimo 2° posto a Spa-Francorchamps. Non resta che aspettare ADUO, adesso…
F1, Piloti: le pagelle di metà stagione – TOP 3
George Russell (Mercedes / 3° posto): voto 5
Il capitano spodestato. – Partito con i galloni di pretendente iridato, l’inglese vede sgretolarsi le sue certezze pian piano. Nonostante due buone vittorie, George arranca visibilmente nel domare le nuove monoposto rispetto al compagno di squadra. A complicare il quadro si aggiunge un misterioso deficit velocistico sul dritto che da svariate gare gli azzoppa inspiegabilmente le prestazioni. Oltre ai due beffardi ritiri in Canada e Belgio e a una recente dose di sfortuna. Inoltre, se ad inizio stagione pareva il suo anno, ora subisce l’ascesa del vicino di squadra: la solidità non gli manca, ma il treno mondiale sta sfuggendo via…
Lewis Hamilton (Ferrari / 2° posto): voto 8
La rinascita del Re. – Archiviate le scorie della passata stagione, l’inglese si ripresenta ai blocchi di partenza con un’energia travolgente. E dal primo podio in rosso in quel di Shangai ne arrivano altri cinque, sublimati daun clamoroso quanto inatteso successo al Montmelò. Più solido e costante di Leclerc nei momenti critici, comanda la sfida interna dal 2° posto nella Classifica Piloti. Guida con intelligenza chirurgica sopperendo al deficit d’erogazione e infiamma i tifosi con una tenacia d’altri tempi. Di conseguenza, si candida nitidamente a uomo guida iridato verso l’atteso step di Monza.
Andrea Kimi Antonelli (Mercedes / 1° posto): voto 10
Un prodigio italiano. – Una prima metà di stagione da incorniciare. Il «rookie» italiano si rivela l’unico pilota dell’intera griglia a interpretare alla perfezione le nuove vetture, soppiantando gli avversari velocità e duttilità disarmante. Infatti, i numeri certificano un dominio mostruoso: ben 6 vittorie all’attivo, di cui 5 conquistate consecutivamente, macchiate soltanto dai problemi d’affidabilità in Spagna e Inghilterra. Guida con l’autorità di un veterano e una fame da cannibale, demolendo ogni scetticismo e prendendosi meritatamente la leadership del campionato.
Immagine id Copertina, Fonte: @PierreGASLY su X (Twitter)


