Il decimo posto ottenuto a Milwaukee è bastato ad Alex Palou per conquistare matematicamente il titolo IndyCar 2026 con una gara ancora da disputare. È il quinto campionato dello spagnolo nelle ultime sei stagioni, il quarto consecutivo dopo quelli del 2023, 2024 e 2025. A 29 anni il pilota di Chip Ganassi Racing ha già superato Mario Andretti, Dario Franchitti e Sébastien Bourdais nel numero di titoli conquistati. Davanti restano Scott Dixon, a quota sei, e A.J. Foyt, con sette.

Il titolo arriva in una domenica difficile
Milwaukee non è stata la gara che meglio rappresenta la stagione di Alex Palou. Mentre Pato O’Ward vinceva entrambe le corse disputate domenica sul Mile, lo spagnolo ha raccolto un quinto e un decimo posto, senza riuscire a inserirsi nella battaglia per il successo.
Il secondo risultato, però, era quello che serviva.
Nella gara iniziata sabato e completata domenica dopo l’interruzione per pioggia, Palou ha faticato più del previsto. Partito arretrato per la penalità legata alla sostituzione del motore, non è riuscito a trovare sulla Ganassi numero 10 il bilanciamento necessario per risalire verso le prime posizioni.
«È stata una gara davvero difficile per noi, abbiamo faticato per tutto il tempo», ha ammesso dopo il traguardo. Con il campionato ormai vicino, Palou ha preferito non forzare una situazione nella quale il potenziale della vettura non gli permetteva di puntare molto più in alto.
Il decimo posto ha chiuso definitivamente i conti.
Per Palou è il quinto titolo dopo quelli del 2021, 2023, 2024 e 2025. L’unico pilota capace di interrompere la serie è stato Will Power nel 2022. Da allora sono arrivati quattro campionati consecutivi, risultato che nella storia delle monoposto americane era riuscito soltanto a Sébastien Bourdais tra il 2004 e il 2007.
Ma il quinto titolo non nasce certo a Milwaukee. La gara del Wisconsin ha semplicemente messo il punto finale a un campionato che Palou aveva indirizzato molto prima.
Sei vittorie e una stagione quasi sempre davanti
Il 2026 non è cominciato con Palou in fuga come potevamo aspettarci dopo il campionato del 2025. Ma chi mastica IndyCar sa bene che di scontato non c’è mai niente in queste gare.
Nelle prime gare Kyle Kirkwood è riuscito a rimanergli vicino e, dopo il quarto appuntamento, aveva addirittura due punti di vantaggio. La situazione è cambiata nella parte centrale del campionato, quando Palou ha iniziato a mettere insieme vittorie, pole e piazzamenti con una continuità che nessuno degli avversari è riuscito a replicare. Insomma, quando Alex ha cominciato a fare il Palou.
Con Laguna Seca ancora da disputare, il bilancio parla di sei vittorie, otto pole position, sette podi, dodici top five e quattordici arrivi nei primi dieci. Palou ha inoltre condotto dodici gare, trascorrendo complessivamente 673 giri al comando.

Sono soprattutto i risultati meno appariscenti a spiegare parte del vantaggio accumulato.
Nelle giornate in cui Ganassi non ha avuto la vettura migliore, Palou ha raramente trasformato una difficoltà in uno zero pesante. Ha continuato a raccogliere piazzamenti mentre gli avversari alternavano vittorie a weekend più complicati. Kirkwood è stato competitivo soprattutto nella prima parte dell’anno, O’Ward è cresciuto nel finale e Christian Lundgaard ha confermato i progressi di Arrow McLaren, ma nessuno è riuscito a mantenere lo stesso rendimento per l’intera stagione.
Una crescita costante
È un tratto che accompagna Palou da diversi anni e che nel 2026 è diventato ancora più evidente.
All’inizio della sua esperienza IndyCar, i circuiti stradali rappresentavano chiaramente il terreno sul quale riusciva a esprimersi meglio. Sugli ovali il rendimento era meno convincente e proprio quella differenza sembrava rappresentare uno dei pochi punti sui quali gli avversari potevano recuperare.
Nel tempo il divario si è ridotto.
La vittoria alla 500 Miglia di Indianapolis del 2025 ha rappresentato il risultato più evidente di questa crescita, ma non è rimasta un episodio isolato. Palou è diventato molto più completo anche sugli ovali, togliendo agli avversari una delle poche aree nelle quali in passato potevano aspettarsi di recuperargli punti.

La combinazione tra velocità e continuità ha finito per pesare più delle singole vittorie. A Milwaukee il campionato si è chiuso con una gara d’anticipo proprio perché il margine costruito nei mesi precedenti non lasciava più alternative agli inseguitori.
Cinque titoli a 29 anni
Il risultato del 2026 porta inevitabilmente Palou dentro un confronto che fino a qualche stagione fa sembrava ancora prematuro.
Mario Andretti ha conquistato quattro titoli. Dario Franchitti quattro. Sébastien Bourdais quattro.
Palou è arrivato a cinque.
Il primo riferimento è adesso Scott Dixon, sei volte campione. Il neozelandese è anche il compagno di squadra con cui Palou condivide il box Ganassi dal 2021, circostanza che rende il confronto particolarmente interessante.
Dixon ha costruito i suoi sei titoli nell’arco di diciassette anni, dal primo del 2003 all’ultimo del 2020. Palou ne ha conquistati cinque in sei stagioni con Chip Ganassi Racing.
Fonte: Alex Palou Montalbo via X
A 29 anni, Palou è il più giovane pilota ad aver raggiunto cinque titoli nella storia della categoria. Davanti a Dixon rimane poi il record assoluto di A.J. Foyt, sette volte campione tra il 1960 e il 1979.
Il quinto titolo ha inoltre un peso importante per Chip Ganassi Racing. È il diciottesimo campionato IndyCar conquistato dalla squadra, che supera così Team Penske nel computo complessivo. Undici di questi titoli sono arrivati con i due piloti che oggi condividono il box. Sei con Dixon e cinque con Palou.
Gli altri sono arrivati da Dario Franchitti (3), Alex Zanardi (2 e al quale la scuderia dedicherà una livrea speciale nell’ultima gara del campionato) e uno ciascuno per Juan Pablo Montoya e Jimmy Vasser.
Alex e Chip
Il rapporto tra Palou e Ganassi è del resto uno degli elementi centrali di questo ciclo.
Dopo Milwaukee, parlando accanto a Chip Ganassi e al suo stratega Barry Wanser, Palou ha ricondotto gran parte di quanto ottenuto al rapporto costruito con la squadra negli ultimi sei anni.
«È difficile esprimerlo a parole. Sembra quasi che abbiamo iniziato ieri», ha raccontato. Palou ha ricordato come Ganassi e Wanser gli abbiano dato prima la possibilità di diventare un vincitore, poi un campione e infine un cinque volte campione. Un rapporto che, secondo lo spagnolo, negli ultimi anni si è fatto sempre più stretto:
Ci divertiamo sempre di più. Gli ultimi due anni sono stati magici per noi.
Quando arrivò in Chip Ganassi Racing nel 2021, Palou aveva alle spalle una sola stagione completa in IndyCar con Dale Coyne Racing. La squadra era reduce dal titolo conquistato da Dixon nel 2020 e lo spagnolo si trovò immediatamente all’interno di una delle strutture di riferimento della categoria. Vinse alla prima gara con Ganassi, a Barber, e pochi mesi più tardi conquistò il suo primo campionato.
Da allora ha perso il titolo una sola volta.
Lo stesso Palou ha ricordato come, prima di arrivare negli Stati Uniti, anche soltanto diventare un pilota professionista gli sembrasse un obiettivo difficile da raggiungere. «Non pensavo che sarei mai diventato un pilota IndyCar», ha spiegato dopo Milwaukee. L’opportunità arrivata con Ganassi dopo il suo primo anno nella categoria gli sembrò già allora qualcosa di enorme. «Da quel momento mi sembra di essere su una nuvola. Non so quanto durerà, ma mi sto godendo ogni giorno con questa squadra e con questa macchina».
Il quinto campionato porta inevitabilmente anche al confronto con i due piloti che gli sono rimasti davanti. Dixon ha sei titoli, Foyt sette. Palou, però, è il primo a sottolineare quanto sia difficile mettere sullo stesso piano risultati ottenuti in periodi tanto differenti.
«Sono leggende, hanno fatto tantissimo per questo sport», ha detto parlando di Dixon e Foyt. Lo spagnolo ha osservato soprattutto come entrambi abbiano saputo vincere attraversando generazioni molto diverse di monoposto e regolamenti, mentre i suoi cinque campionati sono arrivati in un arco temporale molto più ristretto.
Nemmeno Palou sa dove possa portarlo questa serie. E, almeno per ora, preferisce non fare previsioni.
Non avrei mai pensato che tutto questo fosse possibile. Ora che lo è, non potrei essere più felice e ho voglia di ottenere ancora di più.
A Laguna Seca Palou potrà chiudere il 2026 senza più fare calcoli. Poi inizierà inevitabilmente un’altra discussione. Dove arriverà Alex?
Per il momento, Milwaukee ha fissato il dato che conta: Alex Palou, 29 anni, cinque volte campione IndyCar.
Congratulazioni, Campione!!
Fonte immagine di copertina: Honda Rading Global via X


