Marcus Ericsson torna sul gradino più alto del podio dopo oltre tre anni e conquista la prima edizione dell’Ontario Honda Dealers Indy at Markham. Lo svedese di Andretti Global ha rimontato nel finale Romain Grosjean, in una sfida dal sapore di Formula 1, superandolo a cinque giri dalla bandiera a scacchi e interrompendo un digiuno che durava da 63 gare.
Terzo uno straordinario Will Power, partito 25° e ultimo, mentre Alex Palou ha chiuso quarto davanti a Pato O’Ward.

Novanta giri, sei neutralizzazioni e una classifica cambiata più volte dalle strategie e da curva 5. Il debutto del nuovo cittadino di Markham non ha deluso le aspettative e ha consegnato alla IndyCar una gara nella quale restare lontani dai guai è stato importante quasi quanto essere veloci. Ericsson ha fatto entrambe le cose, prima rimanendo stabilmente nel gruppo di testa e poi sfruttando le gomme fresche per costruire una rimonta che negli ultimi dieci giri non ha lasciato scampo agli avversari.
Per Andretti Global è arrivata anche la soddisfazione del terzo posto di Power. Più amaro il pomeriggio di Kyle Kirkwood, finito contro le barriere mentre occupava le posizioni di vertice, un risultato che ha permesso a Palou di portare a 133 punti il proprio vantaggio in campionato.
Foster domina l’avvio
A prendere il comando allo start è stato Louis Foster, autore il sabato della seconda pole position della carriera. Il britannico della Rahal Letterman Lanigan Racing ha immediatamente costruito un margine su Christian Lundgaard, arrivando a guidare i primi 32 giri e portando il proprio vantaggio vicino ai tre secondi.
Alle sue spalle la gara ha cominciato presto a muoversi sul piano strategico. Rinus VeeKay è stato il primo tra i piloti di testa a fermarsi, già al 12° giro, mentre poco dopo è arrivato il primo incidente importante.
Mick Schumacher, risalito fino all’ottava posizione dopo una buona partenza, è finito violentemente contro le barriere di curva 4 al 15° giro. Il tedesco ha così concluso anzitempo una gara che nelle prime tornate lo aveva visto guadagnare terreno.
Una caution tira l’altra
La caution ha aperto la prima vera fase strategica. Lundgaard si è fermato, mentre Foster ha scelto di restare fuori conservando la leadership. Alla ripartenza il britannico ha ripreso immediatamente il proprio ritmo, ma la situazione è cambiata ancora al 31° giro, quando Marcus Armstrong si è girato ed è rimasto fermo a curva 5.
Questa volta Foster è rimasto intrappolato dalla neutralizzazione: diversi rivali avevano già effettuato la propria sosta e il poleman, rientrando ai box al 33° passaggio, è precipitato fino alla dodicesima posizione.
La gara non gli aveva però ancora voltato definitivamente le spalle. Dopo un’altra caution, provocata dall’incidente che ha coinvolto Scott Dixon e Christian Rasmussen, Foster ha iniziato una rimonta furiosa. Nel giro di pochi passaggi ha superato Palou, Power e Graham Rahal, riportandosi fino al quarto posto.
Al 43° giro ha provato ad attaccare Ericsson per la terza posizione. Il tentativo è finito contro il muro: Foster ha toccato la barriera interna di curva 3 ed è stato proiettato violentemente contro quella esterna. Un impatto pesantissimo, fortunatamente senza conseguenze per il pilota, che ha cancellato definitivamente una delle prestazioni più convincenti del weekend.
Grosjean assapora la vittoria
Con Foster fuori dai giochi, Romain Grosjean è diventato uno dei protagonisti della gara. Il francese aveva approfittato delle diverse neutralizzazioni per risalire dalla parte centrale dello schieramento e al 40° giro aveva strappato la leadership a Nolan Siegel alla staccata del tornantino.
Dietro di lui Ericsson continuava però a rappresentare una minaccia concreta.
La gara è cambiata nuovamente al 53° passaggio. Grosjean è entrato ai box proprio mentre Kyle Kirkwood è finito contro le barriere di curva 3 con una dinamica molto simile all’incidente di Foster. Ericsson è rimasto invece in pista e, dopo un’altra breve neutralizzazione causata dal contatto tra Josef Newgarden e Siegel, ha mantenuto il comando.
Alla ripartenza del 62° giro lo svedese ha cominciato a spingere. In quattro tornate il vantaggio su Grosjean è salito a quasi sette secondi e poco dopo ha superato i tredici. Era evidente che Andretti stesse preparando l’ultima sosta.
Ericsson è rientrato al 69° giro, montando un nuovo set di gomme. Grosjean si è così ritrovato al comando con una strategia completamente diversa. Dale Coyne Racing aveva deciso di arrivare fino al traguardo senza fermarsi nuovamente, chiedendo al francese di completare uno stint finale di circa 37 giri gestendo contemporaneamente pneumatici e carburante.
Lo svedese è tornato in pista nel traffico e per qualche giro la strategia di Grosjean è sembrata poter funzionare. Davanti, anche Palou si era portato in seconda posizione superando Scott McLaughlin, ma il campione in carica era costretto a risparmiare carburante e non poteva utilizzare tutto il ritmo della sua Ganassi.
Ericsson vola verso la vittoria
Gli ultimi dieci giri hanno deciso la gara.
Will Power ed Ericsson hanno iniziato a recuperare rapidamente, sfruttando gomme e carburante rispetto ai piloti davanti. A nove giri dalla conclusione i due compagni di squadra si sono addirittura toccati al tornantino mentre cercavano spazio alle spalle di Palou. Ericsson è riuscito a passare Power e ha immediatamente puntato la Ganassi numero 10.
Due giri più tardi è arrivato anche il sorpasso su Palou. A quel punto restavano soltanto Grosjean e 2,6 secondi da recuperare in sette tornate.
Il margine è scomparso quasi immediatamente.
A sei giri dalla fine Ericsson era già a otto decimi. Grosjean stava portando al limite la strategia di Dale Coyne Racing, con i calcoli Honda studiati per permettergli di tagliare il traguardo praticamente senza carburante residuo. Difendersi da una vettura con gomme molto più fresche, però, era diventato quasi impossibile.
A cinque giri dalla bandiera a scacchi Ericsson ha completato il sorpasso e si è preso la leadership. Da quel momento non c’è stata più gara: in appena cinque tornate lo svedese ha costruito oltre sette secondi di vantaggio, tagliando il traguardo con 7″5305 su Grosjean.
Per Ericsson è la quinta vittoria della carriera in IndyCar e la prima dal Gran Premio di St. Petersburg del 2023. Un successo che interrompe una serie di 63 gare senza vittorie e premia un weekend nel quale il pilota Andretti ha saputo soprattutto aspettare il momento giusto per utilizzare il passo della propria vettura.
Romain rimanda l’appuntamento con la prima vittoria. Terzo Power
Grosjean ha invece dovuto accontentarsi ancora una volta della seconda posizione. È il suo sesto secondo posto in IndyCar senza aver ancora conquistato una vittoria, e probabilmente uno dei più difficili da accettare. Il francese ha guidato 28 dei 90 giri e nel dopogara ha ammesso di essersi commosso per un successo sfumato quando ormai sembrava possibile.
Il podio è stato completato da un notevole Will Power, risalito dall’ultima posizione dello schieramento fino al terzo posto, davanti a Palou e O’Ward. Il quarto posto è comunque preziosissimo per lo spagnolo della Ganassi: con il ritiro di Kirkwood e il 17° posto di Malukas, Palou porta il proprio vantaggio a 133 punti quando restano quattro gare da disputare.
Markham ha quindi premiato Ericsson, ma ha anche confermato quanto possa essere imprevedibile una gara IndyCar su un cittadino. Foster sembrava avere il controllo nella prima parte, Grosjean ha avuto tra le mani la vittoria nella seconda, mentre Ericsson ha aspettato gli ultimi giri per prendersi tutto.
E questa volta, dopo più di tre anni di attesa, non ha lasciato spazio a nessuno.

Foto immagine di copertina: Racer via X


