Un Arrow McLaren da sogno conquista la prima doppietta sul circuito di Mid-Ohio. Pato O’Ward, dopo tante difficoltà torna a vincere regolando il compagno Lundgaard, punito nell’unica incertezza in una gara che sembrava potergli regalare il secondo acuto consecutivo dopo Road America. Terzo posto per un solido Kirkwood che, dopo le difficoltà delle ultime gare batte un sorprendente VeeKay (Juncos), con l’olandese che ha anche sognato per alcuni giri un incredibile successo. Solo quinto Palou, che può rallegrarsi. Nessuno dei suoi avversari diretti ha vinto la corsa, permettendogli di conservare un cospicuo bottino di vantaggio in graduatoria.
Una gara senza nessuno caution, dove il ritmo e la costanza hanno ricoperto un ruolo fondamentale per determinare vincitori e sconfitti.

Qualifiche: McLaren velocissima
Le prove libere vedono nella prima sessione un team Andretti in grande spolvero, con Power davanti al compagno Kirkwood, Palou e la coppia Arrow McLaren mentre Amstrong, recentemente confermato in Mayer Shank racing è stato sfortunato protagonista di un incidente. Per fortuna, senza conseguenze. Nella seconda sessione è Lundgaard a prendere il comando su Foster e Kirkwood.
Nelle qualifiche il danese conferma le buone sensazioni conquistando la pole position, la quarta nella categoria. Battuto il compagno O’Ward per una prima fila tutta papaya. A seguire Power, Malukas, Rasmussen e VeeKay. Solo ottavo Palou, che ferma a cinque la striscia di pole consecutive ma che parte davanti a Newgarden ed al rivale Kirkwood. Solo ventitreesimo Dixon, al passo d’addio con Ganassi dopo una carriera piena di successi.

Partenza a Mid-Ohio. I due papaya controllano la corsa
Alla partenza a Mid-Ohio il numero #7 è abile a mantenere la leadership sul compagno O’Ward. Dietro alle due McLaren si piazzano subito Malukas e VeeKay, che sfruttano le incertezze al via di Power. Palou riesce a risalire settimo, superando Ericsson e poco dopo un Rasmussen in difficoltà con le gomme dure. Mentre i due piloti papaya provano a scappare dietro si accende la lotta tra Kirkwood e Palou, con lo statunitense che prova senza successo a sopravanzare lo spagnolo.
Il primo pilota ad inaugurare la girandola delle soste (saranno tre per tutti) è Dixon al giro sette, mentre tra i piloti di testa svetta per precocità Kirkwood che si ferma al giro nove per montare gomme dure, imitato il giro successivo da VeeKay che riesce a mantenere la track position. Power e Palou aspettano rispettivamente il tredicesimo ed il quattordicesimo passaggio per cambiare i penumatici. Il campione in carica già nel giro di rientro del #26 lo aveva superato con forza in pista; ma lo spagnolo uscito dal pit è sopravanzato da VeeKay ed in pista da Kirkwood, che approfitta delle gomme in temperatura per aver ragione di Palou.
Davanti le McLaren fanno il vuoto, approfittando al massimo delle coperture più dure per allungare sulla Penske #12. A sorpresa è O’Ward il primo a fermarsi al giro ventisei, imitato la tornata successiva da Lundgaard che mantiene con agilità la testa della gara. Arrow McLaren appare in controllo della situazione ed il danese inizia a sognare il trionfo ed il rientro in grande stile nella lotta per il campionato. Ma come scoprirà a breve, O’Ward gli metterà i bastoni tra le ruote.

Lundgaard sbaglio, O’Ward no. Cambia in testa tra i due McLaren
O’Ward non perde le speranze ed inizia a spingere per ridurre il distacco dal compagno, approfittando delle sue difficoltà nel gestire il traffico. Il messicano si riporta vicino alla testa della corsa, mettendo pressione e sperando in un errore del danese. E questo arriva quando, al giro quarantuno, Lundgaard sbaglia alla curva Keyhole, perdendo velocità ed esponendosi all’attacco del numero #5. Che non se lo fa ripetere, staccando più forte del danese al termine del rettilineo e difendendosi poi con decisione nel tratto guidato.
Dopo quasi metà gara, cambia il leader della corsa. Dietro mentre i McLaren si scornavano Palou ne approfittava per effettuare la seconda sosta, ancora in ritardo di sei giri rispetto a Kirkwood e VeeKay che riescono così a sopravanzarlo, imitati anche da Rasmussen.
Il driver della Danimarca rientra al giro quarantasette, imitato da Malukas ed il giro successivo da Lundgaard col messicano che riesce a mantenere la testa, nonostante i tentativi del compagno. Il più sfortunato di tutti è Malukas che, a causa di un pit non perfetto si ritrova in quinta posizione. Con i McLaren (e Malukas) sulle rosse ed i rivali sulle dure le strategie iniziano a convergere. E l’occasione sembra propizia per Juncos che, avvantaggiata da penumatici più durevoli dei rivali in testa, riduce il distacco dal leader. O’Ward non è aiutato neanche dal traffico di Hauger che lo rallenta provocando il riavvicinamento dei primi quattro, liberandosene solo al giro sessantatré.
La corsa è oramai una faccenda privata tra i primi quattro e verrà decisa dall’ultima tornata di pit.

Il trionfo finale di O’Ward a Mid-Ohio
Approfittando del traffico Lundgaard, VeeKay e Kirkwood si fermano alla fine del sessantatreesimo passaggio. La lotta è sui decimi di secondo e ad uscirne vincitrice è la McLaren #7, mentre VeeKay viene sopravanzato dalla Andretti #26, scontando un pit non perfetto. O’Ward decide invece di proseguire per altri due giri dove realizza ottimi tempi, provando che il ritmo non eccelso era spiegabile unicamente col traffico e non dalla mancanza di velocità.
Ed al momento della sosta rientra in pista con un cospicuo vantaggio su Lundgaard. Da qui la gara si trasforma in un’affannosa rincorsa per Lundgaard mentre O’Ward si limita nei giri finali a controllare i rivali e preservare meccanica e gomme. Nella lotta per le posizioni di rincalzo dopo la girandola finale di soste Palou si stabilizza in quinta posizione, mentre Power viene inizialmente sopravanzato da Rasmussen. Il pilota di Ed Carpenter ha però concluso il push to pass ed una volta che i suoi pneumatici iniziano a calare il due volte campione Indycar ne ha facilmente ragione, a differenza di Malukas.
Gli ultimi giri a Mid-Ohio non regalano particolari sussulti, nonostante il traffico rallenti i leader. Trionfa così Pato O’Ward, battendo Lundgaard e regalando una doppietta storica ad Arrow McLaren. Kirkwood difende il podio dagli assalti di VeeKay tornado a sorridere dopo le ultime prestazioni non esaltanti. In top10 terminano: Palou, Power, Rasmussen, Malukas, Newgarden e Siegel che conclude la tripletta McLaren nei primi dieci. Male Meyer Shank solo tredicesima e quattordicesima così come McLaughlin (P16) e Dixon (P17).

Palou rimane stabilmente leader
Nonostante i buoni risultati, la leadership della classifica non subisce particolari scossoni. Nonostante un Palou non al meglio, i suoi avversari non riescono ad approfittarne fino in fondo. Una costante degli ultimi campionati Indycar. Lo spagnolo è abile ad artigliare una preziosa quinta posizione senza prendersi eccessivi rischi. Il vantaggio su Kirkwood rimane ragguardevole, con cinquantasei lunghezze di cuscinetto che equivalgono a più di una gara. Lo statunitense di Andretti può sicuramente sorridere per il podio conquistato, che gli permette di ritrovare fiducia e mantenere aperta la fiammella del campionato.
Il salto in avanti lo fa Lundgaard, che passa al terzo posto in graduatoria. Un secondo posto forse amaro ma che lo conferma tra i piloti più in forma del campionato e con ancora speranze di contendere il numero #1 a Palou, mentre Malukas non approfitta dell’occasione e perde ancora punti. Senza successi è difficile pensare a sogni iridati. O’Ward invece può diventare il fattore decisivo del finale stagione. Il ritorno ad un successo che mancava da Toronto 2025 può farlo tornare in fiducia e capace di togliere punti ai rivali di Palou ma anche allo stesso spagnolo.
Prossimo appuntamento sull’ovale di Nashville, tra due settimane. Palou tornerà a dettare legge o sarà Penske (grande interprete di questa tipologia di piste) a riemergere dal torpore?

Fonte immagine di copertina: indycar.com


