Il Rally di Croazia si conferma una gara imprevedibile e il campionato regala grandi colpi di scena. Quella che sembrava una vittoria ormai nelle mani di Thierry Neuville si è trasformata in una clamorosa beffa nella Power Stage, spalancando la porta a un successo tanto inatteso quanto meritato per Takamoto Katsuta. Il giapponese, dopo aver vinto in Kenya, ha così capitalizzato il caos finale, conquistando il rally e prendendosi anche la vetta del Mondiale.

Subito colpi di scena. Solberg e Evans fuori!
Il Rally di Croazia conferma fino in fondo la sua natura imprevedibile, trasformandosi nel giro di poche prove da occasione storica per Sami Pajari a terreno di conquista apparente per Thierry Neuville.
L’avvio, come già emerso nelle prime speciali, viene segnato da un vero e proprio caos. Le uscite di scena immediate di Oliver Solberg (vincitore a Montecarlo) e Elfyn Evans (vincitore in Svezia) stravolgono la gara, lasciando spazio a un protagonista inatteso.
Evans dichiara:
Siamo stati praticamente scoperti. La curva era un po’ più stretta del previsto e siamo stati troppo veloci e purtroppo siamo andati tra gli alberi. È molto deludente. Ovviamente è stato un inizio forte e le cose stavano andando bene, ma sì, non è finita così bene.
Anche Solberg, ovviamente, non può che essere rattristato:
Ho avuto un po’ di sottosterzo e abbiamo semplicemente toccato la parte posteriore con una parete rocciosa. È un vero peccato. Vivo e respiro questo ogni giorno, è tutto ciò che conosco nella vita. Quando non va come previsto è difficile.

Pajari Leader
Sami Pajari, con una condotta estremamente pulita su un asfalto sporco e a tratti quasi sterrato, si ritrova al comando già dopo il primo loop, gestendo poi con maturità crescente anche nella seconda parte della giornata.
Forse non la posizione che mi aspettavo dopo il primo giro, ma non mi lamento. Sento ancora di poter migliorare sugli altri livelli. Non è facile, ma ero sicuro che avessimo un buon piano per usare la gomma dura. – Pajari
Alle sue spalle, Takamoto Katsuta e Neuville animano la lotta per il podio. Mentre Jon Armstrong di M-Sport Ford, uno dei migliori all’inizio, arrivando fino al terzo posto dopo la SS1 e rimanendo in battaglia nonostante una foratura alla SS2, alla SS4 esce largo ad alta velocità colpendo una pendenza. Gara chiusa anche per l’irlandese.
Dietro il ridotto gruppo Rally1, Yohan Rossel piazza la sua Lancia WRC2 in settima posizione assoluto, davanti a Nikolay Gryazin e Romet Jürgenson (campione Junior).
Neuville riesce, tuttavia, a cambiare passo nelle PS5–8, risalendo fino alla seconda posizione, senza però riuscire a chiudere il gap da Pajari, leader solido e sempre più credibile per la vittoria finale.

La svolta la PS14
Il sabato si apre nel segno della gestione, con Pajari in netto controllo e un Neuville pronto ad azzannare la preda al minimo errore. Tutto sembra sotto controllo, fino al momento in cui il rally decide, ancora una volta, di cambiare padrone.
Nel frattempo, finisce anche il rally di Fourmaux che uscendo largo in una curva destra danneggia la sospensione posteriore sinistra della sua Hyundai i20 N Rally1.
Il giro pomeridiano delle PS13–16 spezza la gara. La PS14 diventa una lotteria di sopravvivenza.
Neuville legge tutto alla perfezione e rallenta quando serve. Pajari, invece, diventa l’ennesimo pilota che incappa in una foratura che lo costringe a fermarsi e perde oltre un minuto e mezzo. Anche Katsuta fora, ma riesce a limitare i danni.
La classifica si ribalta. Neuville vola al comando con un vantaggio enorme. Pajari scivola indietro, la sua gara, fino a quel momento perfetta, è compromessa.
A quel punto sembra finita, con il belga involato verso la vittoria.

Neuville sbaglia. Katsuta no.
La domenica si apre con uno scenario apparentemente scritto. Thierry Neuville ha oltre un minuto di vantaggio e deve solo gestire.
E invece no.
Nella Power Stage, l’ultima prova del rally, succede l’impensabile. Neuville commette un errore su un taglio, perde il posteriore e finisce contro un blocco di cemento. L’impatto distrugge la sospensione anteriore della sua i20 N Rally1. Gara finita e ritiro immediato.
Un colpo durissimo. Non solo perché arriva quando la vittoria era ormai certa, ma perché cancella in un istante un weekend gestito quasi alla perfezione.
E allora a ringraziare è il giapponese della Toyota Gazoo Racing. Il ritiro di Neuville spalanca la porta a Takamoto Katsuta, che si ritrova improvvisamente al comando e conquista una vittoria tanto incredibile quanto pesantissima. È il secondo successo consecutivo dopo il Safari Rally, e gli vale anche la leadership del Mondiale.
Per Toyota Gazoo Racing è uno scenario quasi perfetto. Un pilota giapponese su una vettura giapponese al comando del campionato.
Alle sue spalle chiude secondo Pajari. Si tratta del terzo podio consecutivo, ma lascia l’amaro in bocca perché poteva essere la prima vittoria in carriera nel Rally1. Completa il podio la prima Hyundai superstite, quella di Hayden Paddon, più bravo a evitare problemi che realmente competitivo sul passo.
Tra delusioni, sorprese e pochi superstiti, il Rally di Croazia è stato durissimo con solo quattro Rally1 al traguardo.
Tra i delusi spicca anche Adrien Fourmaux, rallentato da forature e, come detto, da un errore che lo ha portato al ritiro, oltre a Joshua McErlean, fortemente rallentato da un guasto (solo quindicesimo al traguardo).
Nel WRC2 domina Yohan Rossel, che porta al primo successo Lancia (quarto assoluto) davanti al fratello Léo e a Nikolay Gryazin, in un podio tutto targato Stellantis.
Da segnalare anche il nono posto assoluto degli italiani Roberto Daprà e Luca Guglielmetti, protagonisti di un weekend solido tra le Rally2.
Appuntamento al Rally delle Isole Canarie dal 23 al 26 aprile!

Fonte immagine di copertina: FIA World Rally Championship via X


