Doriane Pin…Dalla prima esperienza al volante di una F1 con Mercedes alle ambizioni in Italia, in ELMS, passando per la delusione di Le Mans: il racconto di una stagione tra emozioni e obiettivi di vittoria.
Ci sono momenti che aspetti tutta la vita, altri che immagini da un po’ e poi ci sono attimi che arrivano con forza sconvolgendoti. Ecco l’intervista a Doriane Pin in realtà per noi del blog ha rappresentato tutti e tre questi attimi: aspettavamo da sempre questo momento perchè Doriane rappresenta tanto per noi, ci immaginavamo di chiacchierare con lei da tempo (non scherzo…)e, in ultimo, ma non per grado di importanza, questi 15 minuti, che abbiamo passato con lei, ci hanno letteralmente travolti.
Doriane è aperta, sorridente, spigliata: un turbine di energia e di carica. Parla tanto ma con cognizione di causa, parla con l’approccio di chi ha sulle spalle parecchia esperienza. Ed è così: Doriane è giovane, tanto giovane (carta canta sotto questo punto di vista) ma è già particolarmente rodata. Insomma sa già il fatto suo ma non lo mostra con arroganza anzi lo trasmette con umiltà e sincerità. Forte nell’endurance, veloce in F1, letale in F1 Academy…non le manca niente. Potrebbe scalare anche una montagna se solo lo volesse.
L’intervista a Doriane Pin
1) Doriane, ti seguo da molto tempo e ho sempre fatto il tifo per te in tutte le categorie in cui hai gareggiato. Di recente hai avuto il piacere di guidare una monoposto di Formula 1. Com’è stata quell’esperienza?
“Sì, è stata un’esperienza incredibile, uno dei giorni più belli della mia vita. Credo di aver aspettato questo momento per tanto tempo. Guidare la macchina più veloce del mondo è stato davvero qualcosa di speciale. Non puoi immaginare cosa significhi guidare una monoposto di Formula 1 finché non lo fai per la prima volta. È stato davvero speciale. Abbiamo completato 76 giri, per un totale di 200 km, e la Mercedes è la migliore macchina che abbia mai guidato in tutta la mia carriera. Ha un livello di grip davvero elevato, è molto stabile ed è estremamente potente. Anche le forze G sono impressionanti. È un altro mondo rispetto alle altre categorie. Mi sono goduto ogni singolo secondo e il test è stato davvero molto positivo. Spero di poter tornare al volante della vettura il prima possibile.“
2) Cosa ti aspetti da questa tappa? Qual è il tuo obiettivo per questa gara in Italia?
“Mi piace molto questo circuito perché è un po’ “vecchio stampo”. È molto impegnativo, con tante curve, ma allo stesso tempo è anche molto tecnico. Ci sono molti tratti ad alta velocità, ma richiede anche grande precisione dal punto di vista tecnico. Mi piace davvero perché è un circuito molto completo. È un tracciato molto impegnativo e la gestione del traffico sarà fondamentale soprattutto per noi LMP2 in quanto siamo le vetture più veloci in pista. Penso che durante la gara ci sarà parecchia confusione, quindi dovremo assicurarci di gestire al meglio ogni situazione. Il nostro obiettivo, ovviamente, è vincere. Penso che siamo in grado di vincere perché siamo in testa al campionato. Siamo arrivati terzi due volte. Il livello del gruppo è molto competitivo, quindi ovviamente non possiamo dire che vinceremo facilmente. Ma alla fine cercheremo di massimizzare tutto ciò che abbiamo e speriamo che sia una buona gara questa settimana.”
3) So che l’ultima 24 Ore di Le Mans non è andata bene. Stavi dominando la tua classe ed eri stata particolarmente sfortunata. Sei riuscita a metabolizzare tutto? Questo passo falso ti ha motivata ancora di più?
“Credo che per 21 ore sia andato tutto molto bene e ne eravamo davvero felici, perché non ci aspettavamo di essere così competitivi. Pensavamo di poter essere molto forti, ma il livello del gruppo era altissimo. Non abbiamo commesso errori, non abbiamo ricevuto penalità e credo che la vettura fosse davvero ottima da guidare. Abbiamo corso per 21 ore senza nessun problema e questo è stato il momento più speciale dell’intera gara e di tutta la nostra esperienza a Le Mans quest’anno. Credo che la vettura fosse davvero ottima da guidare. Siamo stati davvero inarrestabili ma il motorsport può essere davvero molto difficile, soprattutto dal punto di vista meccanico. Non è qualcosa che non abbiamo fatto bene: è puramente un problema meccanico ed è parte di questo sport. Ma è davvero uno scherzo il fatto che non abbiamo finito la gara e concluso il risultato, perché vincere Le Mans è qualcosa che non si riesce a ottenere ogni anno, e primeggiare a Le Mans significa vincere una delle migliori gare al mondo. Spero che sia la prossima volta. Spero di tornare l’anno prossimo e di poter lottare di nuovo per la vittoria.”

4) Dopo aver vinto il titolo di F1 Academy la scorsa stagione, quale pensi sia stata la lezione più importante che hai portato con te nei campionati di quest’anno?
“Penso che la lezione più importante sia stata che, ogni volta che fai qualcosa, devi riflettere su ciò che stai facendo e su ciò che hai fatto. Perché quando vai troppo di fretta e pensi di avere già la risposta giusta, a volte in realtà non è quella corretta. Credo sia importante avere una visione d’insieme di quello che stai facendo, e non concentrarsi soltanto sul tempo sul giro o sulle proprie sensazioni. Ci sono infatti molte cose che ti circondano che sono fuori dal tuo controllo, ma ce ne sono anche altre che dipendono da te e che puoi migliorare. Per questo è meglio avere una panoramica completa della situazione e trovare delle soluzioni per migliorare sempre di più le proprie prestazioni, ogni volta che si scende in pista. In F1 Academy non potevamo guidare prima delle qualifiche, quindi dovevamo essere pronti ogni volta che scendevamo in pista. Penso che questo sia importante anche nell’endurance, perché condividi la macchina con altri piloti, provi molte cose durante i test e a volte non hai molto tempo in pista. Per questo devi essere sempre molto chiaro e molto preciso in tutti i tuoi feedback e in tutto il lavoro che svolgi insieme al team.”
5) Sei coinvolta in diversi progetti, dalle gare endurance al tuo ruolo nel programma Peugeot Sport, rappresentando allo stesso tempo Citroën nelle attività legate alla Formula E. Quanto è difficile conciliare tutti questi impegni e quanto ciascuna di queste esperienze contribuisce alla tua crescita come pilota?
“Gestire tutto non è semplice, perché ovviamente ci sono tante cose che succedono, ma penso che siano tutte esperienze positive. Lavorare con costruttori diversi mi insegna davvero moltissimo, soprattutto dal punto di vista tecnico. Quando partecipi allo sviluppo di una vettura impari sempre qualcosa: dal team, da te stessa e da tutto il lavoro che svolgi durante le giornate dedicate allo sviluppo. Credo che questo ti permetta di crescere più velocemente e di diventare una pilota più completa. Inoltre impari anche a collaborare con i costruttori, e questo è molto importante se si guarda al lungo termine. Spero infatti di poter lavorare presto con un costruttore nella categoria superiore, quella delle Hypercar. Penso che questo percorso mi stia facendo bene. È un anno positivo e, soprattutto, amo quello che faccio.”
6) Guardando indietro alla bambina che sognava di diventare una pilota automobilistica, pensi che avrebbe mai immaginato di raggiungere tutto quello che hai conquistato finora? E qual è il sogno più grande che resta ancora da realizzare?
“No, non penso che ci avrebbe creduto, perché fin dall’inizio non avevamo un grande budget né tanti soldi per costruire una carriera nel motorsport. C’è stato tantissimo lavoro per cercare partner e sponsor che credessero nel mio potenziale e decidessero di sostenermi lungo il mio percorso. Più si sale di livello, più il budget necessario aumenta, e diventa tutto molto complicato. Per molti anni, e anche oggi, non siamo mai stati certi di quale sarebbe stato il passo successivo, perché in questo sport non sai mai cosa ti riserva il futuro. Credo però che tutto questo mi abbia aiutata a sviluppare il mio carattere e la mia capacità di accettare i compromessi legati a ciò che faccio. Allo stesso tempo è stato anche molto difficile. Ogni anno pensavamo che forse ci saremmo dovuti fermare e non sapevamo quali decisioni prendere. Alla fine, però, ho incontrato persone che mi hanno aiutata e alle quali sono davvero molto grata, perché senza di loro oggi non sarei qui. Ancora oggi abbiamo bisogno di sostegno, ma alla fine i risultati ci sono, ed è questo l’aspetto più importante. In questo sport, infatti, i risultati sono l’unica cosa che tutti guardano. Da questo punto di vista siamo in una buona posizione. Ora speriamo di riuscire a raggiungere i miei prossimi obiettivi: approdare nella categoria Hypercar, possibilmente il prima possibile. E poi c’è il mio sogno finale: arrivare in Formula 1. Speriamo di poter compiere gli ultimi passi necessari nei prossimi anni per riuscire a raggiungere anche quel traguardo.”

Cogliamo l’occasione per ringraziare Doriane Pin e il team Duqueine per averci dato questa splendida occasione. Speriamo che ce ne saranno altre.
Immagine in evidenza: Fonte: Doriane Pin profilo ufficiale X
Laura Piras e Louis Rosace.


