Otto sono le tappe del WEC, otto è il numero di Andrés Iniesta, leggenda del Barcellona e otto è anche il simbolo dell’infinito, quando viene ruotato di novanta gradi. Un concetto che sembra sposarsi perfettamente con l’endurance, dove la resistenza e l’andare oltre i propri limiti fa la differenza. Da ieri, però, l’otto ha un nuovo significato. A coniare ufficialmente nel dizionario del motorsport il termine è la Toyota, vincitrice del titolo costruttori e piloti. Sul circuito di Catalunya, la casa giapponese ha dominato la 6 ore con una doppietta di forza che ha consegnato alla storia entrambi gli equipaggi. La #8 ha preceduto la gemella #7, firmando un successo anche complicato a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Ferrari ha completato il podio con la #50, pur dovendo abdicare al trono in attesa della 499P Evo. In GT3 successo per la Manthey #92 che rinvia la festa Corvette a Monza.
Com’è la situazione a Barcellona per il WEC, essendo una pista inedita, a due round dalla fine?
Il WEC arriva a Barcellona per il settimo appuntamento stagionale con Toyota in testa a entrambe le classifiche e due titoli ancora da assegnare. Prima della gara catalana, la casa nipponica guidava il mondiale Costruttori con 169 punti, davanti a BMW a quota 146 e Ferrari a 115. Tra i piloti, invece, la Toyota #8 di Buemi, Hartley e Hirakawa conduceva con 89 punti, dieci in più rispetto alla #7 e quattordici sulla BMW #20. L’ultimo precedente, la 6 ore del Fuji corsa il 27 settembre, aveva premiato la strategia Toyota. La #8 aveva superato nel finale l’Alpine #36, vincendo di appena mezzo secondo. Un risultato che cambiò tutto, frutto di una strategia folle nel box francese. Fiducia e sfiducia si erano totalmente invertite sia tra le Toyota e sia con gli avversari.
Dall’altra parte, nella classe GT3, il campionato arrivava con TF Sport al comando e una sfida ancora apertissima alle spalle. Dopo sei round, la Chevrolet Corvette #33 guidava la classifica piloti a 86 punti con Jonny Edgar, davanti a Catsburg con 82 e Keating con 64. Subito alle spalle l’Aston Martin #27 del nostro Mattia Drudi con 62, dopo la vittoria ad Austin e il secondo posto del Fuji. Nella classifica a squadre TF Sport comanda a +24 su Heart of Racing, alla quale serve un miracolo per arrivare a Monza ad armi pari.
Una Ferrari che parte forte nel venerdì in entrambe le categorie, Aston Martin e Mclaren rispondono
Le prime prove libere della 6 ore di Barcellona hanno mostrato un equilibrio davvero interessante in entrambe le categorie. In Hypercar, la FP1 ha premiato la Ferrari #83, anche detta “la Giallona”. La leggenda polacca Robert Kubica ha fatto registrare la miglior prestazione in 1:31.891, precedendo di appena un decimo l’Aston Martin #009. Terza e quarta le due ufficiali #50 e #51, mentre la Toyota #8 leader del mondiale solamente sesta. Nel pomeriggio, però, è arrivata la risposta dell’Aston Martin #007. Con un 1:31.712, Tom Gamble ed Harry Tincknell hanno preceduto di appena 38 millesimi la Genesis #17. Terza la Ferrari #83 in una sessione con quattro vetture racchiuse in meno di un decimo.
In LMGT3, invece, è stata la Ferrari 296 #21 di AF Corse a brillare. Rovera, Hériau e Mann hanno fermato il cronometro in 1:41.420, precedendo la gemella #54 di quasi mezzo secondo. Terza la Corvette, mentre la #33 di TF Sport solamente decima. La FP2 ha cambiato protagonista ed interpreti e a prendersi la prima posizione è la Mclaren #58 di Garage 59, seguita dalla Lexus #78 e dalla Mercedes #79 di Iron Lynx. Dunque tutti questi primi spunti hanno lasciato intendere a una qualifica nella giornata di sabato davvero avvincente e pronta ad emozionare i moltissimi spettatori presenti.

Storica prima pole di Genesis che beffa Toyota, in GT3 Mclaren davanti a Porsche
Le qualifiche della 6 ore di Barcellona hanno regalato due pole position davvero significative per diversi motivi, una delle quali però destinata a passare nei libri di storia del WEC. In Hypercar, infatti, è stata la Genesis Magma Racing #17 a conquistare la prima pole della propria neonata storia. Mathys Jaubert ha firmato il miglior tempo in 1:30.156, migliorando il precedente riferimento di due decimi più lento fatto registrare nella fase iniziale dell’Hyperpole. Il francese ha preceduto la Toyota #8, mentre la vettura gemella arancionera ha completato il terzetto di testa, confermando quanto di buono ci sia nella GMR-001.
La pole è arrivata al termine di una Hyperpole davvero combattuta, con Jaubert capace di sfruttare al meglio le condizioni del tracciato, caratterizzato da un livello di aderenza ridotto. A soli 21 anni, il francese è diventato il più giovane pilota a conquistare una pole assoluta nella storia del WEC. Ferrari ha invece dovuto accontentarsi dell’ottavo posto della #50, mentre la #51 campione del mondo in carica non è riuscita a superare la prima fase delle qualifiche.
In LMGT3, la pole position è andata alla Mclaren #10 di Garage 59 con Thomas Fleming, autore di un giro fantastico in 1:40.933. Il britannico ha preceduto di poco più di un decimo e mezzo la Porsche #92 di Manthey, guidata da Riccardo Pera. Terza posizione per la Ferrari #21 di AF Corse, con Simon Mann staccato di quasi mezzo secondo. Per Fleming e per il suo equipaggio si tratta della seconda pole stagionale, dopo quella conquistata all’esordio ad Imola.

Toyota vince di forza la 6 ore, nessuna come lei, mentre in GT3 Manthey torna al successo
La prima storica 6 ore di Barcellona ha regalato una partenza caotica, una gara condizionata dalla pioggia e un verdetto netto in entrambe le categorie. Toyota ha dominato in Hypercar, mentre Porsche ha conquistato il primo successo stagionale. Sul circuito catalano, al debutto assoluto nel calendario WEC (in sostituzione della 1812 Km del Qatar), è stato decisivo il saper interpretare la pista bagnata.
Dopo alcuni giri di formazione aggiuntivi, la partenza ha subito rimescolato le carte. Juncadella, sulla Genesis #19, ha attaccato il compagno Lotterer, autore della pole con la #17, ma un’uscita di pista alla curva 5 lo ha fatto precipitare nelle retrovie. In curva 1, invece, la Cadillac #12 di Stevens ha colpito l’Alpine #35, spedendola nella ghiaia e rimediando una penalità di dieci secondi. A beneficiare del caos è stata la Toyota #8 di Buemi, Hartley e Hirakawa, subito al comando. Nonostante un’infrazione, l’equipaggio ha controllato tranquillamente una corsa abbastanza calma dopo la seconda ora, precedendo al traguardo la vettura gemella. Terza la Ferrari #50 a quasi 40 secondi. La doppietta ha consegnato a Toyota l’ottavo titolo costruttori dopo l’ultimo nel 2024. Stesso discorso per quello piloti, dove le due vetture nipponiche avranno la chance di giocarsi tutto interamente in casa a Monza.
Anche tra le GT3 la partenza è stata parecchio movimentata, con una carambola che ha coinvolto la Ford Mustang #88, la Mercedes #61 e la Porsche #91, provocando il contatto con la Lexus #78. La Porsche #92 di Shahin, Pera e Lietz ha preso però rapidamente il controllo, mantenendolo anche con una strategia rischiosa fino al traguardo. Seconda la Mclaren #10, con Kirchhöfer autore di un sorpasso spettacolare su Harper. La lotta al titolo è ancora aperta.

La festa Toyota dopo i titoli conquistati a Barcellona nel WEC

Fonte immagine di copertina: profilo ufficiale WEC via X


