Il Chevrolet Grand Prix di Canadian Tire Motorsport Park rilancia la Inter Europol Competition nella corsa al titolo LMP2. Jeremy Clarke e Tom Dillmann conquistano una vittoria costruita con intelligenza tattica e una perfetta esecuzione ai box, mentre in GTD Pro la Lexus del Vasser Sullivan centra il secondo successo consecutivo grazie a una scelta strategica decisiva. In GTD, invece, è la Mercedes-AMG di Winward Racing a interrompere un periodo difficile tornando sul gradino più alto del podio.

Una gara costruita sul filo della strategia
Canadian Tire Motorsport Park è uno di quei circuiti che non lasciano spazio all’improvvisazione. Le velocissime curve in appoggio, i continui cambi di direzione e la gestione del traffico trasformano ogni gara in un delicato equilibrio tra aggressività e controllo. Nel settimo appuntamento dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship, riservato alle categorie LMP2, GTD Pro e GTD, è stato proprio questo equilibrio a fare la differenza.
La Inter Europol Competition arrivava in Canada con la consapevolezza di avere tra le mani una vettura competitiva. Jeremy Clarke aveva conquistato la pole position e, allo spegnimento del semaforo, è riuscito a difendere la leadership imponendo immediatamente il proprio ritmo. Il vantaggio costruito nelle prime tornate non è mai stato sufficiente per mettere al riparo la squadra dalle numerose variabili che caratterizzano una gara IMSA, ma ha consentito al team polacco di gestire la corsa secondo il piano preparato prima del via.
Le prime fasi sono state interrotte da una Full Course Yellow provocata dall’uscita di pista della Oreca di John Farano. La neutralizzazione ha ricompattato il gruppo e ha aperto le prime valutazioni strategiche, con diverse squadre pronte a sfruttare la situazione per anticipare le soste. Poco più tardi una seconda neutralizzazione, causata dall’incidente che ha coinvolto Tobias Lütke, ha nuovamente rimescolato le carte, riportando tutti i protagonisti a stretto contatto. Quello che fino a quel momento sembrava un confronto destinato a giocarsi esclusivamente sul ritmo è diventato una partita a scacchi tra muretti e strateghi.
Durante il valzer dei pit stop è stato il CrowdStrike Racing by APR a ribaltare momentaneamente la situazione. Grazie a una strategia differente, George Kurtz è riuscito a ritrovarsi al comando della LMP2, consegnando successivamente la vettura ad Alex Quinn. Per alcuni giri è sembrato che la corsa potesse prendere una direzione diversa, ma la Inter Europol non ha perso lucidità. Clarke aveva fatto il suo dovere nel primo stint e il compito di completare l’opera è passato a Tom Dillmann.
Il francese è rientrato in pista con un solo obiettivo, quello di riprendersi la leadership. Lo ha fatto nel momento più delicato della gara, sfruttando il traffico delle GT con una manovra tanto pulita quanto decisiva. All’esterno di curva 2 ha affiancato Quinn, trovando lo spazio necessario per completare il sorpasso che avrebbe cambiato definitivamente la storia della corsa.
Il lungo tratto finale disputato in regime di bandiera verde ha obbligato quasi tutti gli equipaggi di vertice a effettuare un rapidissimo rifornimento supplementare. Anche la Inter Europol è dovuta tornare ai box per il classico splash di fine gara. I meccanici hanno completato l’operazione in poco più di trentaquattro secondi, un intervento più rapido rispetto a quello del diretto rivale CrowdStrike Racing by APR. Margine che si è trasformato nella garanzia necessaria per consentire a Dillmann di rientrare ancora davanti e gestire gli ultimi giri senza correre rischi. Sul traguardo il vantaggio su Alex Quinn è stato di quasi dieci secondi, un distacco maturato proprio grazie all’efficienza della sosta conclusiva.
Vasser Sullivan e Winward, vittorie fondamentali
Anche le categorie GT hanno confermato quanto la strategia continui a rappresentare un elemento determinante nell’IMSA moderna.
In GTD Pro il Vasser Sullivan Racing ha conquistato il secondo successo consecutivo grazie a un’interpretazione perfetta della gara. Jack Hawksworth e Ben Barnicoat hanno sfruttato un rifornimento più breve rispetto ai principali avversari per conquistare la testa della corsa durante la sequenza dei pit stop. Da quel momento Barnicoat ha amministrato il vantaggio senza commettere errori, respingendo il ritorno della Porsche di AO Racing e della BMW di Paul Miller Racing. Una vittoria che conferma l’ottimo momento della Lexus RC F GT3 e rilancia con forza le ambizioni del team nella lotta al campionato.

In GTD, invece, il Winward Racing ha ritrovato il successo dopo alcune gare complicate. Russell Ward ha costruito una prima parte di gara solida, lasciando poi il volante a Philip Ellis nel momento decisivo. Il pilota svizzero ha sfruttato al meglio una ripartenza per guadagnare le posizioni necessarie e portare la Mercedes-AMG GT3 al comando, difendendo poi la leadership fino alla bandiera a scacchi. È il secondo successo stagionale per l’equipaggio della vettura numero 57, il primo team della categoria GTD a raggiungere quota due vittorie nel 2026.

Un successo che vale più dei punti per Inter Europol
Per Tom Dillmann questa vittoria assume anche un significato personale. Dodici mesi fa, proprio sul circuito canadese, un violento incidente lo aveva costretto a chiudere anzitempo un weekend che sembrava destinato al successo e gli aveva provocato un serio infortunio alla schiena. Tornare a Canadian Tire Motorsport Park e conquistare nuovamente la vittoria rappresenta quindi molto più di un semplice risultato sportivo. Lo stesso pilota francese, al termine della gara, ha spiegato come l’obiettivo fosse sempre stato quello di vincere, indipendentemente da quanto accaduto nel 2025, ma è inevitabile che il trionfo abbia assunto un sapore speciale.
La tappa canadese lascia anche un messaggio tecnico molto chiaro. In una gara disputata quasi interamente sul filo dei consumi e delle finestre strategiche, nessuna squadra ha potuto permettersi la minima imperfezione. Le prestazioni delle Oreca LMP2 erano estremamente vicine, così come quelle delle GT, e a fare realmente la differenza sono state la velocità delle soste, la capacità di leggere le neutralizzazioni e la gestione del traffico tra le diverse classi.
È forse questa la fotografia più fedele del Chevrolet Grand Prix 2026. Una corsa in cui nessuno ha dominato in maniera schiacciante, ma dove la Inter Europol Competition ha saputo eseguire ogni fase con maggiore precisione rispetto ai rivali. In un campionato equilibrato come l’IMSA, spesso è proprio questa la qualità che separa una buona prestazione da una vittoria.
Fonte immagine di copertina: Sportscar365 via X


