Alex Palou trionfa a Portland ed ipoteca il quinto titolo nella serie a stelle e strisce. Lo spagnolo, che aveva provato nell’ultima settimana la nuova vettura che debutterà nel 2028, dopo un primo terzo di gara sornione e di attesa passa in testa dopo il primo pit stop, controllando agevolmente da quel momento la corsa fino alla bandiera a scacchi. Beffato Felix Rosenqvist che dopo la pole del sabato nutriva ambizioni di vittoria ed invece, dopo aver guidato la corsa nei primi giri, ha visto scappare definitivamente Palou. Terzo un ottimo Power, che non commette errori e riesce a conquistare un podio che da fiducia verso il finale di stagione.
Palou appare il dominatore incontrastato del campionato. Con 110 punti di vantaggio su Kirkwood, il suo quinto titolo appare oramai una formalità.

Qualifiche: Rosenqvist beffa Palou per diciotto millesimi
Alex Palou dimostra la sua velocità a Portland fin dalle prove libere, conquistando la vetta nella prima sessione davanti a Kirkwood e VeeKay mentre nella seconda sessione è l’ex compagno Armstrong a precederlo di ben tre decimi, con Dixon e Rosenqvist ad inseguire.
La qualifica vede presentarsi come favorite Chip Ganassi e Meyer Shank Racing. E le due scuderie mantengono le attese. Rosenqvist beffa Palou nell’ultima, decisiva sessione riuscendo per soli diciotto millesimi a conquistare la seconda pole position stagionale dopo quella di Long Beach. Terzo, a trentuno millesimi il veterano Power che forma una seconda fila tutta Andretti insieme allo svedese Ericsson, che ha recentemente annunciato il rinnovo con Andretti Global. Terza fila per un sorprendente VeeKay e Simpson mentre male i principali rivali di Palou in campionato: settimo Kirkwood, nono Malukas mentre addirittura ultimo Lundgaard, in un fine settimana dove McLaren fatica anche con O’Ward e Siegel a mostrare velocità.

La partenza del gp di Portland: Rosenqvist controlla per il primo terzo di gara
Il via a Portland porta spesso scompiglio, ma non nel 2026. Rosenqvist riesce agilmente a mantenere la prima posizione mentre Ericsson approfitta del grip delle gomme più soffici per sopravanzare Power. Diietro nonostante le lotte non accadono incidenti e quindi la corsa scorre regolarmente. Ottimo lo scatto di Lundgaard, che dal fondo risale fino alla quindicesima posizione.
Il pilota maggiormente in forma in queste prime fasi è il vincitore della 500 miglia del 2022 che al quarto giro sorpassa con decisione Palou, ponendosi all’inseguimento del connazionale in prima posizione. Ma ad annullare il gap ci penserà la caution causata da Rahal, che al settimo giro finisce contro le barriere. Il figlio d’arte riparte subito ma la sua gara finisce praticamente lì.
La prima sosta decide la gara: Palou sopravanza Rosenqvist
La gara riprende al giro dieci e non regala particolari emozioni, con i protagonisti che attendono la prima sosta. Ericsson è il primo a fermarsi al giro 25 ma i suoi sogni di top3 terminano al giro 31 quando un errore a curva 1 gli fa perdere tempo e posizioni, che non saranno più recuperate. Palou intanto, approfittando della sosta della Andretti inizia a ridurre il gap sulla Meyer Shank in vista della prima posta. Rosenqvist anticipa il leader della classifica e si ferma al giro 31. Palou lo segue il passaggio successivo e riesce a rientrare in pista con un grande vantaggio sul rivale.
Grazie alla scelta di montare gomme soft, il #10 inizia ad allungare in maniera considerevole su un inerte Rosenqvist, che poco può fare per limitare il distacco dal driver Ganassi. La gara di fatto verrà decisa da questo episodio.

Un secondo terzo di gara poco emozionante a Portland
Con la sosta di Newgarden al giro 38 Palou diventa leader della corsa, il cui vantaggio sul secondo arriva ad oltre sette secondi. Una fase di gara dove l’azione è carente, con il solo pilota Penske #2 che prova con qualche azione a recuperare grazie alle gomme nuove. Buon protagonista è Lundgaard, risalito fino al nono posto ma che non riesce in pista ad aver ragione della Ganassi #8 di Simpson.
Il secondo giro di soste parte dopo il cinquantesimo giro. Tra i piloti in top10 Lundgaard decide di fermarsi al giro 55. La sua scelta di anticipare la fermata gli permetterà di sopravanzare Simpson, che rientrerà solamente al giro 61, dietro al danese che supererà poi al giro 65 con un ardita manovra all’esterno.
Ericsson e McLaughlin si fermano al giro 56 mentre al passaggio successivo tocca a Palou. Nonostante qualche incertezza, lo spagnolo mantiene agevolmente la testa virtuale della corsa anche dopo la sosta del vincitore della 500 miglia di Indianapolis, che decide di montare gomme soft per ridurre il gap dal #10. Palou torna primo dopo la sosta di Newgarden, che scivola in P8.
In questa fase di gp Rosenqvist si mostra maggiormente incisivo, riducendo progressivamente il gap da un Palou rallentato dal traffico dei doppiati, in particolare Rahal. Il distacco tra primo e secondo si riduce a poco meno di due secondi, che diventa meno di uno al giro 81 quando il campione di Ganassi rischia il contatto con un’auto che usciva dai box. Un’occasione per Rosenqvist per effettuare l’ultima sosta.

Alex Palou trionfa a Portland
Il terzo ed ultimo giro di rifornimenti era già iniziato per i piloti davanti al giro 79, con la sosta di Kirkwood. Rosenqvist decide di farla al giro 81, scommettendo sull’undercut e sul traffico che stava rallentando Palou. Ma la fermata si rivela troppo lenta ed unita a quella perfetta del campione spagnolo permette al #10 di Ganassi di tornare con tranquillità davanti allo svedese. A parità di gomme, dure per entrambi, non c’è gara e Palou scompare presto dalla vista di Rosenqvist, che ben presto avrà altri problemi da gestire.
Intanto al giro 84 si ferma Lundgaard, mentre al passaggio 86 tocca a Newgarden, Dixon ed uno spento Malukas. Chi prova a rischiare è Power, che decide di allungare lo stint per avere gomme più fresche nel finale ed attaccare i rivali. Richiamato al box al giro 87, la sua scelta di effettuare un giro in più si rivela un boomerang per il traffico di Robb appena uscito dal box.
Il due volte campione Indycar, grazie alle gomme soft riduce velocemente il distacco dalla Meyer Shank #60 portandosi nei suoi scarichi a quindici giri dalla fine. Ma non riesce ad attaccarlo ed anzi inizia a perdere velocemente terreno, accontentandosi infine di conservare il terzo posto. Anche Ericsson si riporta sul compagno Kirkwood, ma non riesce a sopravanzarlo. L’unica manovra la effettua Lundgaard, che supera Simpson a tre giri dalla fine e sale nono.
Vince Palou, al secondo successo consecutivo dopo Nashville ed il sesto in campionato. Completano il podio Rosenqvist, al terzo podio stagionale e Power, che torna in top3 dopo la P3 di Road America. Completano la top10 un ottimo VeeKay (terzo quarto podio stagionale), Kirkwood, Ericsson, McLaughlin, Newgarden, Lundgaard e Simpson. Solo undicesimo O’Ward e dodicesimo Malukas.

Palou, quinto titolo (quasi) ipotecato
Lo spagnolo di casa Ganassi approfitta al massimo del circuito amico, dove qui l’anno passato aveva conquistato matematicamente il quarto titolo, per allungare in classifica approfittando delle difficoltà degli avversari. 110 punti di vantaggio, quasi due gare, rappresentano un gruzzolo che difficilmente l’iberico dissiperà per un dominio sempre più tirannico sulla categoria. Dal weekend in Oregon escono bene Rosenqvist (P2) e Andretti (P3-P5-P6), veloci ma mai in grado di impensierire seriamente il leader del campionato.
Male i rivali diretti di Palou in classifica. Kirkwood a Portland è il migliore tra questi, ma ben lontano da Palou e mai in lotta per il podio. Lundgaard rimedia al disastro in qualifica con il nono posto, ma McLaren non è mai apparsa in grado di lottare seriamente per le prime posizioni, scontrandosi con mille difficoltà. Difficoltà per Penske, che tornata su un impianto permanente si dimostra incapace di replicare le prestazioni sugli ovali. Stavolta è Malukas il pilota in maggiore difficoltà, lontano dai suoi compagni (almeno in top10) e dietro anche alle McLaren. Oramai la lotta in classifica sembra definitivamente limitata a chi sarà vicecampione dietro Palou.
Prossimo appuntamento in Ontario (Canada), già questa settimana. Stavolta non a Toronto, ma sul nuovo tracciato cittadino di Markham. Assisteremo a sorprese oppure assisteremo all’ennesimo assolo di Palou?

Fonte immagine copertina: indycar.com


