Le Mans, dove questo fine settimana si terrà la più famosa 24 ore del mondo del Wec, non è soltanto la gara più importante dell’anno. Da sempre rappresenta anche il momento in cui ACO, FIA e IMSA disegnano il futuro dell’Endurance. L’edizione 2026 della tradizionale conferenza pre-24 Ore non ha fatto eccezione: il focus è stato tutto sulle Hypercar del 2030, una generazione di prototipi destinata a chiudere definitivamente l’era della convivenza tra LMH e LMDh e sul calendario del prossimo anno.
L’obiettivo è chiaro: conservare il successo dell’attuale età dell’oro del WEC, riducendo però le complessità tecniche e i costi che inevitabilmente sono emersi negli ultimi anni. Una sfida delicata, perché il rischio di spegnere l’entusiasmo dei costruttori è concreto.
Una piattaforma unica, ma senza auto fotocopia
La parola chiave è convergenza. Dal 2030 sparirà la distinzione tra Hypercar LMH e LMDh, sostituita da un regolamento comune valido sia nel FIA WEC sia nell’IMSA. A differenza di quanto si temeva nei mesi scorsi, però, i costruttori non saranno obbligati a utilizzare un telaio standardizzato fornito dai quattro costruttori autorizzati LMDh.
Ferrari, Toyota o chiunque voglia continuare a sviluppare una propria vettura potrà quindi mantenere un elevato grado di libertà progettuale. Saranno disponibili elementi comuni e fornitori condivisi, ma resterà aperta la possibilità di realizzare telai e sistemi ibridi proprietari, purché rispettino i parametri tecnici fissati dal regolamento.
È probabilmente il compromesso più importante raggiunto tra le diverse anime del paddock.
Addio trazione integrale
La novità tecnica più significativa riguarda la trasmissione. Le Hypercar del futuro saranno esclusivamente a trazione posteriore. Anche i sistemi ibridi potranno recuperare e rilasciare energia soltanto sul retrotreno, eliminando di fatto la trazione integrale che oggi caratterizza vetture come Ferrari 499P o Toyota GR010 Hybrid. Una scelta che semplifica il regolamento e avvicina definitivamente le attuali LMH alla filosofia LMDh.
Per i costruttori significherà ripensare completamente l’architettura delle future vetture, ma anche ridurre costi e complessità nello sviluppo.

Più potenza, ma anche più peso
Le nuove Hypercar guadagneranno circa 20 kW rispetto all’attuale limite massimo di 520 kW, arrivando quindi vicino ai 725 cavalli complessivi.
Il peso minimo salirà infatti da 1030 a 1040 chilogrammi, una decisione che ha già generato qualche perplessità tra gli appassionati e gli addetti ai lavori, molti dei quali speravano in vetture più leggere e vicine alla filosofia delle vecchie LMP1.
Aerodinamica sotto controllo
Altro punto centrale del nuovo regolamento riguarda l’aerodinamica.
ACO e FIA intendono limitare ulteriormente le aree di sviluppo, introducendo un fondo e un diffusore molto più standardizzati rispetto a oggi. Parallelamente, verrà lasciata maggiore libertà nella carrozzeria superiore per consentire ai marchi di esprimere meglio la propria identità stilistica.
Niente Evo Joker: chi sbaglia paga
Uno degli aspetti più severi della futura normativa riguarda lo sviluppo. Le omologazioni avranno una validità minima di cinque anni e non saranno previsti aggiornamenti prestazionali durante il ciclo di vita della vettura, salvo interventi legati a sicurezza, affidabilità o evidenti deficit tecnici.
Per i costruttori significa una sola cosa: arrivare pronti al debutto. Un errore progettuale potrebbe accompagnare una vettura per molte stagioni.
L’idrogeno entra finalmente nel progetto
Se il 2030 rappresenta l’inizio della nuova era Hypercar, sarà anche l’anno in cui l’idrogeno entrerà ufficialmente nella classe regina.
ACO e FIA hanno confermato un regolamento dedicato alle vetture H2, sia fuel-cell sia con motori endotermici alimentati a idrogeno liquido. Le vetture avranno trazione posteriore, peso minimo di 1200 kg e saranno bilanciate rispetto alle Hypercar tradizionali attraverso un sistema di Equivalence of Technology.
Toyota, che già sta testando il prototipo TR LH2, resta il principale promotore della tecnologia, ma per ora non esistono conferme sulla presenza effettiva di programmi ufficiali al debutto del nuovo regolamento.

E per il calendario del 2027?
Per anni il FIA WEC ha seguito una linea chiara: crescere sì, ma senza correre il rischio di allargare troppo il calendario. Ora qualcosa è cambiato.
L’annuncio del programma 2027 segna infatti una svolta importante per il mondiale Endurance. Non soltanto per il ritorno di Silverstone, assente dal 2019, ma perché per la prima volta dall’esplosione dell’era Hypercar il campionato decide di aumentare il numero degli appuntamenti, passando da otto a nove gare.
Dietro una semplice aggiunta al calendario si nasconde in realtà un messaggio molto più ampio.

Il WEC non è più in modalità sopravvivenza
Negli anni successivi alla pandemia, ACO e FIA hanno adottato una strategia prudente.
Prima sei gare, poi sette, infine otto. Ogni espansione è stata accompagnata dalla necessità di contenere costi logistici e investimenti per team e costruttori. Anche nel pieno dell’attuale boom di iscritti, i vertici del campionato hanno spesso ribadito che la sostenibilità economica restava una priorità.
La decisione di introdurre una nona prova rappresenta quindi una sorta di certificato di maturità per il campionato.
Oggi il WEC può permettersi di crescere perché dispone di una griglia stabile, di un numero record di costruttori ufficiali e di un interesse commerciale che non si vedeva dai tempi d’oro delle LMP1.
Silverstone era il tassello mancante
Tra tutte le possibili candidate, Silverstone era probabilmente la scelta più logica.
Non soltanto per la storia del circuito all’interno del WEC, ma anche per il peso specifico che il Regno Unito continua ad avere nel motorsport mondiale. Il ritorno della gara britannica arriva in un momento particolare, con marchi come Aston Martin già presenti nella classe Hypercar e l’arrivo di McLaren previsto nei prossimi anni.
Inoltre, il mercato britannico resta uno dei più importanti per l’Endurance, sia dal punto di vista degli appassionati sia da quello industriale.
Non sorprende quindi che la categoria abbia insistito per anni nel tentativo di riportare una prova sul suolo inglese.

Un calendario che resta equilibrato
L’aspetto forse più interessante è che il campionato ha evitato la tentazione di rivoluzionare la propria geografia.
Nonostante le numerose candidature emerse negli ultimi mesi, il WEC ha scelto di mantenere tutte le sedi già presenti e di aggiungere un solo evento. Qatar, Imola, Spa, Le Mans, Interlagos, Austin, Fuji e Bahrain restano infatti confermati.
È una scelta conservativa ma sensata.
Molte serie internazionali tendono a inseguire nuovi mercati sacrificando circuiti storici. Il mondiale Endurance sembra invece voler consolidare prima la propria identità e soltanto successivamente valutare ulteriori espansioni.
Le Mans resta il centro del mondo
Anche con una gara in più, la struttura della stagione continua a ruotare attorno alla 24 Ore di Le Mans.
Silverstone viene inserita prima della classica francese, creando una lunga fase europea che comprende Imola, Silverstone e Spa prima dell’appuntamento più importante dell’anno.
Una scelta che facilita la logistica delle squadre e consente ai costruttori di prepararsi gradualmente alla sfida della Sarthe.
Di fatto, Le Mans continua a essere il vero punto di riferimento dell’intero campionato.
E ora?
La domanda inevitabile riguarda il futuro. Negli ultimi mesi si è parlato di nuove candidature provenienti da diversi mercati, tra cui il Sud America e altre aree interessate a ospitare una gara del mondiale Endurance.
L’impressione è che il calendario 2027 rappresenti soprattutto un test.
Se l’aggiunta di Silverstone si dimostrerà sostenibile sotto il profilo economico e logistico, il passo verso una decima gara potrebbe diventare una possibilità concreta entro la fine del decennio.
Per il momento, però, il messaggio è già chiaro: il WEC non sta più cercando di difendere il proprio successo. Sta iniziando a costruire la fase successiva della sua crescita.
Immagine in copertina: Fonte: FIAWEC su X


