Arrow McLaren ha annunciato il roster di piloti che prenderanno parte al campionato 2027. E sono sorprendenti. Siegel e soprattutto Lundgaard, attualmente terzo ed in lotta per il campionato, non sono stati confermati. Accanto al veterano McLaren Pato O’Ward arriverà l’uomo che non ti aspetti: “Iceman” Scott Dixon in un affare storico per il campionato a stelle e strisce con la leggenda Ganassi che accetta la sfida papaya dopo un’intera carriera con Chip. Torna all’ovile anche Felix Rosenqvist. Il fresco vincitore della 500 miglia di Indianapolis abbandona Meyer Shank per tornare nel team dove ha corso tra 2021 e 2023. Senza dimenticare Ryan Hunter-Reay, direttore sportivo del team che scenderà in pista su una quarta McLaren nell’iconica corsa dell’indiana.
L’obbiettivo dichiarato è uno solo, realizzabile solo da McLaren: conquistare (di nuovo) la tripla corona vincendo a Montecarlo, la 500 miglia di Indianapolis e la 24 ore di Le Mans.
Dixon in Arrow McLaren come Hamilton in Ferrari?
La notizia dell’addio di Dixon a Ganassi aveva fatto tremare tutta la categoria. Una storia fatta di vittorie e gioie che sembravano non dovesse avere mai fine e concludersi con il ritiro del neozelandese all’interno della sua iconica auto numero #9. Invece niente finale romantico per la scelta di “Iceman” di accettare l’offerta pluriennale McLaren e cambiare casacca.
Una sfida affascinante ed un trasferimento che alcuni negli Stati Uniti hanno paragonato a quello di Lewis Hamilton in Ferrari nel 2024 per impatto del protagonista in esame. Dixon ha legato la sua carriera ad un solo team e vettura, col quale ha vinto tutto in Indycar e non solo. Passare a McLaren gli permetterà non solo di allungare ancora la sua carriera, ma di guardare anche ad altre categorie.
La domanda è: il rapporto Dixon – McLaren porterà al successo? La scuderia di Zack Brown ha deciso di ingaggiare l’ex #di Ganassi non solo per il profilo di driver ma per la sua esperienza vincente, la capacità di lavorare in un ambiente di vertice e portare anche un po’ di mentalità acquisita con Ganassi. Tutti fattori richiesti da McLaren, che punta nell’immediato ad insidiare il team del grande Chip. Ma l’età è un fattore che rischia di limitare Dixon. Quarantasei anni a fine luglio e prestazioni in calo fanno temere difficoltà nell’ottenere risultati nel lungo periodo.
Non solo esperienza ma anche tradizione. Nelle dichiarazioni rilasciate ai media McLaren Scott sottolinea il legame che potrà avere da neozelandese col team papaya poiché:
“Da neozelandese, far parte dell’eredità di Bruce McLaren sarà speciale; il suo spirito e la sua grinta sono ancora profondamente radicati in quel team, e sono entusiasta di portarli avanti.”
Ricreare un legame col fondatore per una storia che mira a creare un nuovo romanticismo.

Una scelta che privilegia l’esperienza alla giovinezza
La decisione di McLaren di rinunciare a due piloti ancora giovani come Siegel e Lundgaard ha lasciato in molti sorpresi. Lo statunitense era arrivato nel 2024, ultimo pilota ingaggiato da McLaren dopo la sostituzione ed il successivo allontanamento di Dave Malukas. Arrivato a metà stagione sulla #6 lasciata da Illot e Pourchaire direttamente dalla Indy NXT, il californiano ha faticato a trovare prestazione nei due anni e mezzo in arancione; solo cinque arrivi in top10 ed una McLaren oramai stanca di aspettare una sua esplosione ha portato alla scelta di separarsi.
Ma se la decisione di non confermare Siegel era prevedibile, a sorprendere è invece la decisione di separarsi su Lundgaard. Il danese sta vivendo una progressiva crescita in McLaren, rendendosi sempre più centrale. Dopo i buoni risultati in Rahal Racing, con tanto di successo a Toronto nel 2023, l’avventura in McLaren stava portando soddisfazioni. Un buon 2025 terminato al quinto posto finale con sei podi totali, non distante dal terzo posto finale. Soprattutto una crescita sempre maggiore nel 2026, con due vittorie e tre podi complessivi oltre che grandi prestazioni sui circuiti stradali. Rimanevano ancora difficoltà sugli ovali, ma le prestazioni sempre più convincenti lo stavano rendendo anche un papabile contender per Palou.
Invece le strade si separeranno, con l’amaro in bocca di non aver saputo aspettare. Lundgaard sta dimostrando di avere tutte le carte in regola per puntare ad un futuro da protagonista. L’errore di non puntare su di lui sarà rimpianto da Arrow McLaren nei prossimi anni?

Rosenqvist per trovare l’apogeo in McLaren
Non solo il ritorno di Dixon. Infatti McLaren ha deciso anche di “riprendersi” Felix Rosenqvist. Lo svedese, passato in Formula E con Mahindra e da anni in azione in Indycar prima con Ganassi (la #10 di Palou era prima sua) e poi proprio con McLaren. Eppure i risultati col team papaya non si sono rivelati granché, nonostante le elevate aspettative. Tre podi in tre anni, così come le pole position e risultati mai avvicinatisi a quelli di O’Ward.
Il passaggio in Mayer Shank racing sembrava un passo indietro nella sua carriera ma l’attuale stagione lo ha visto raggiungere il trionfo massimo negli Stati Uniti: quello nella 500 miglia di Indianapolis in un finale da leggenda. Proprio il successo nel catino dell’indiana ha probabilmente portato Arrow McLaren verso la scelta di riaprire la collaborazione con lo svedese. L’obbiettivo sarà uno solo: vincere la 500 miglia di Indianapolis per Arrow McLaren e saldare antichi debiti.
“Sono entusiasta di tornare all’Arrow McLaren la prossima stagione e di ritrovare Pato, ovviamente, ma anche Tony, Zak e tutta la squadra e gli ingegneri con cui ho lavorato in passato. Ci sono molti volti familiari e abbiamo una formazione incredibile con l’arrivo di Scott e il ritorno di Ryan per la 500 Miglia. Credo che la nostra esperienza collettiva sarà un enorme vantaggio. Ho ancora del lavoro da fare per concludere al meglio questa stagione, ma non vedo l’ora di scoprire cosa mi riserva il futuro all’Arrow McLaren.”

Hunter-Reay e la speranza di rompere la maledizione di Indianapolis
Un ulteriore tassello nella formazione Arrow McLaren riguarda Hunter-Reay. Lo statunitense, campione nel 2012 e vincitore nell’indiana nel 2014 è stato nominato di recente direttore sportivo del team formando insieme a Tony Kanaan (TP Arrow McLaren) una coppia dirigenziale totalmente racing.
Ma Ryan non rinuncerà a scendere in pista e nel 2027 proverà anche lui l’assalto alla 500 miglia di Indianapolis, obbiettivo inseguito ma sempre sfuggito negli ultimi anni alla scuderia di Zack Brown. Come dichiarare lo stesso interessato:
“Ho ancora dei conti in sospeso con la 500 Miglia, e lo stesso vale per il team. Il nostro obiettivo è Indy; imparare dal passato, e la nostra priorità assoluta è vincere la Indy 500. Abbiamo tutto il tempo necessario per prepararci al meglio in vista del grande mese di maggio del 2027, quando correremo al fianco di Pato, Scott e Felix. Noi quattro conosciamo bene l’autodromo. Nel frattempo, lavorare a tempo pieno con il team come Direttore Sportivo mi offre un’opportunità unica per avere un impatto diretto sui nostri ambiziosi piani di sviluppo per la stagione 2027, la Indy 500 e oltre.”

O’Ward. Il pilota chiamato a lottare per campionato e 500 miglia di Indianapolis
Una rivoluzione quindi. Con un unico punto fermo: Pato O’Ward. Il messicano, veterano del team e recentemente tornato al successo a Mid-Ohio sarà il vero uomo di punta McLaren col team che con lui punta non solo a vincere la 500 miglia di Indianapolis ma anche il campionato. Un obbiettivo spesso dimenticato ma che il numero #5 di Arrow McLaren ha già sfiorato nel 2021, mentre nel 2025 è riuscito a concludere in seconda posizione.
In una squadra attraversata da un rinnovamento quasi totale, toccherà a lui cercare di finalizzare il lavoro del team e portarlo, come ci si aspetta, al successo.
Fonte immagine di copertina: Arrow McLaren IndyCar Team via X


