Dopo le gare sprint a Brands Hatch, la 3 Ore di Monza del GT World Challenge Europe si è trasformata in una delle gare più caotiche e distruttive viste negli ultimi anni sul tracciato brianzolo. Incidenti multipli, neutralizzazioni continue, strategie completamente stravolte e ben 23 ritiri sulle 57 vetture al via hanno trasformato il secondo appuntamento della Endurance Cup in una vera corsa a eliminazione.
A spuntarla, al termine di una gara terminata dietro Safety Car, sono stati Rocco Mazzola, Sebastian Øgaard e Ariel Levi con l’Audi R8 LMS GT3 Evo II #66 di Tresor Attempto Racing, capaci di evitare i numerosi incidenti e sfruttare al meglio una corsa in costante evoluzione.
Per il team italiano è arrivata una vittoria tanto prestigiosa quanto sofferta, ottenuta in una gara dove sopravvivere è stato quasi più importante della pura velocità.
Inferno alla Prima Variante
Il caos è esploso immediatamente dopo il via.
Scattato dalla pole position, Arjun Maini era riuscito a mantenere il comando con la Ford Mustang GT3 di HRT, ma alle sue spalle Maxime Martin ha tentato una manovra estremamente aggressiva sul lato destro del rettilineo principale. Il pilota della Mercedes GetSpeed ha superato il limite della linea bianca prima di rientrare improvvisamente verso il centro della pista mentre il gruppo si restringeva verso la Prima Variante.
L’impatto è stato inevitabile.

Ne è nata una gigantesca carambola che ha eliminato immediatamente diversi protagonisti della classe Pro. Fuori gara la Ferrari AF Corse #51 di Alessio Rovera, entrambe le Ford HRT, la Porsche Lionspeed #80, la Porsche Boutsen VDS #10, la McLaren Garage 59 #59 e l’Aston Martin Comtoyou #007. Coinvolte anche numerose altre vetture, tra cui l’Audi Tresor #99 di Lorenzo Ferrari, precipitata nelle retrovie.
L’incidente ha obbligato immediatamente la Direzione Gara a neutralizzare la corsa con l’ingresso della Safety Car. Da Ford è arrivato anche un commento molto duro dopo il contatto iniziale:
Monza sa essere terribile. Avevamo conquistato il nostro miglior risultato di sempre in qualifica e ora ci ritroviamo con due vetture talmente malmesse da non riuscire nemmeno a caricarle sul camion. Alcuni avversari dovrebbero farsi un esame di coscienza.
Il ritiro di Valentino Rossi e la penalità a Martin
La prima neutralizzazione ha spinto gran parte del gruppo a effettuare subito una delle tre soste obbligatorie, nel tentativo di giocare d’anticipo sulle strategie.
Tra coloro che si sono fermati immediatamente c’era anche la BMW M4 GT3 Evo #46 del Team WRT con Valentino Rossi al volante. La gara del “Dottore”, però, è terminata poco dopo. Un problema alla frizione ha bloccato la vettura all’uscita della pit lane, costringendo l’equipaggio al ritiro.
Alla ripartenza, avvenuta al sesto giro, Maxime Martin si è ritrovato addirittura al comando con la Mercedes GetSpeed #17, ma la Direzione Gara è intervenuta rapidamente assegnando al belga uno Stop&Go di tre minuti per aver causato l’incidente iniziale. Una penalità pesantissima che ha compromesso definitivamente la sua gara prima del successivo ritiro per problemi tecnici.
Safety Car, Full Course Yellow e strategie stravolte
Da quel momento la gara non è praticamente più riuscita a trovare continuità.
Sul finire della prima ora James Kell è finito fuori pista all’Ascari con la McLaren CSA Racing #111, provocando un nuovo Full Course Yellow. Poco dopo è stata invece la Mercedes #3 del Verstappen Racing / 2 Seas Motorsport di Chris Lulham a fermarsi in pista dopo un guasto, causando un’ulteriore neutralizzazione.

A metà gara, la Porsche Razoon More Than Racing #914 di Stylianos Kolovos è finita nella ghiaia alla Lesmo 1, dando vita al terzo FCY seguito dall’ingresso della Safety Car.
Ogni neutralizzazione ha completamente rimescolato le strategie, permettendo a molte vetture di anticipare le soste e modificare la gestione degli stint.
Alla successiva ripartenza, la BMW WRT #32 guidata da Jordan Pepper si è ritrovata al comando grazie a una strategia perfettamente sincronizzata con le neutralizzazioni. Alle sue spalle, però, il gruppo era ormai completamente mescolato, con vetture Silver Cup e Bronze Cup inserite nella lotta per le posizioni assolute.
Finale folle del GTWC a Monza
Ma il caos più grande doveva ancora arrivare.
A venti minuti dalla conclusione Tomas Pintos è finito nella ghiaia alla Lesmo 2 con la McLaren Greystone GT #44, mentre quasi contemporaneamente la Mercedes 2 Seas #222 di Kiern Jewiss si è fermata alla Prima Variante in una spettacolare nuvola di fumo dopo la rottura del motore.
La conseguente neutralizzazione ha provocato un’ultima tornata di pit stop che ha cambiato nuovamente gli equilibri della corsa.
Alla ripartenza finale, con appena sette minuti ancora da disputare, al comando si è ritrovata l’Audi #66 di Tresor Attempto Racing.
Ma dopo appena un giro è arrivato l’ennesimo incidente clamoroso del weekend.
Alla Prima Variante Kelvin Van Der Linde, sulla BMW WRT #32, ha tamponato violentemente la Porsche Pure Rxcing #9 di Alexei Nesov, innescando un impressionante incidente che ha coinvolto anche l’Audi Saintéloc #25, la Porsche Rutronik #97 e soprattutto la Mercedes Winward #87, che in quel momento occupava la seconda posizione assoluta prima di ribaltarsi dopo il contatto.
L’incidente ha costretto la Direzione Gara a congelare definitivamente la classifica dietro Safety Car fino alla bandiera a scacchi.
Audi-Tresor vince, Mercedes trionfa in Pro
A conquistare il successo assoluto è stata quindi l’Audi #66 di Tresor Attempto Racing con Rocco Mazzola, Sebastian Øgaard e Ariel Levi, capaci di vincere anche la Silver Cup al termine di una gara praticamente perfetta dal punto di vista strategico.
Seconda posizione assoluta per la Mercedes AMG GT3 #48 del Team Winward con Lucas Auer, Maro Engel e Luca Stolz, che ha comunque conquistato il successo nella classe Pro.
Completa il podio assoluto la McLaren CSA Racing #555 di Guillaume Moulin, Andriolo e Lorens Lecertua, anch’essa iscritta in Silver Cup.
Quarta posizione per la Porsche Boutsen VDS #2 di Morris Schuring, Dorian Boccolacci e Alessio Picariello, davanti alla BMW Rowe Racing #98 di Augusto Farfus, Jesse Krohn e Raffaele Marciello.

Le altre classi
Nella Bronze Cup il successo è andato alla Ferrari Kessel Racing #74 di Patrese, Blattner e Marschall, davanti all’Aston Martin Ecurie Ecosse Blackthorn #56 e alla BMW WRT #42.
In Gold Cup vittoria invece per la Ferrari AF Corse #71 di Schandorff, Birch ed Ebdrup, che ha preceduto la McLaren Garage 59 #58 e la Corvette Steller Motorsport #24.
Monza lascia così in eredità una delle gare più dure e imprevedibili della recente storia del GT World Challenge Europe: una corsa dove errori, contatti e strategie hanno avuto un peso persino superiore alla velocità pura.
Prossima tappa, Spa dove senza dubbio ci attenderà una 24H mozzafiato.
Fonte immagine copertina: www.gt-world-challenge-europe.com SRO/JEP


