Dopo il via spettacolare della stagione con la 24 ore di Daytona, l’IMSA WeatherTech SportsCar Championship rimane in Florida per il secondo appuntamento del calendario. Il teatro è uno dei più iconici e impegnativi al mondo, ovvero Sebring, con la sua celebre 12 Ore. Sul tracciato dell’ex base aeronautica, iconico per l’asfalto irregolare e le condizioni estreme, tornano le quattro categorie partecipanti dopo lo spettacolo offerto a gennaio. Porsche si presenta nuovamente come il team da battere, dopo il trionfo a Daytona con la #7 di Felipe Nasr, Julian Andlauer e Laurin Heinrich. Cadillac, BMW e Acura inseguono con ambizioni concrete di riscatto, pronte a colmare il gap in uno dei test più severi dell’intero campionato.
Come arriviamo a questo weekend e le caratteristiche del tracciato
La 24 ore di Daytona 2026 ha fornito indicazioni importanti sugli equilibri iniziali del campionato. In primis mettendo in luce una Porsche efficace come lo scorso anno, soprattutto nella gestione delle fasi chiave della corsa. La #7 ha costruito il successo praticamente rimanendo davanti per gran parte della corsa, capace di difendersi più volte dalla Cadillac #31 di Aitken, Bamber e Vesti. Sia il team americano che la BMW #24 di Frijns, Rast, Van Der Linde e Vanthoor hanno mostrato interessanti spunti di performance, soprattutto sul giro secco. In compenso, hanno pagato abbastanza sul passo gara. Sempre la BMW rispetto allo scorso anno ha dimostrato una grande crescita, pur restando leggermente indietro.
Sebring, rispetto a Daytona, è una pista completamente diversa. Il tracciato, lungo 6,02 km, è noto per essere uno dei più severi dal punto di vista tecnico. L’asfalto irregolare mette davvero a dura prova sospensioni, impianto frenante e trasmissione. In particolare come curva 1 e la 17 richiedono grande stabilità in frenata e tanta trazione in uscita. Le zone medio-veloci e i lunghi rettilinei richiedono un compromesso aerodinamico molto delicato. Ultima ma non per importanza la gestione degli pneumatici, soprattutto nelle ore diurne, cercando di sopravvivere in quelle notturne. A trionfare lo scorso anno è stata sempre Porsche con una doppietta di forza davanti all’Acura. In LMP2 AO Racing, in GTDPRO la “Rexy” #77 di Heinrich e in GTD la #57 con Ellis alla guida.

Le qualifiche: Aitken piazza la Cadillac in pole, solo P4 e P6 per le Porsche
La sessione di qualifiche della 12H di Sebring ha confermato quanto la griglia sia estremamente competitiva, soprattutto sul giro secco, con diversi costruttori capaci di interrompere l’egemonia Porsche vista fin ora.
Nella classe regina GTP, la pole position è andata a Cadillac, con una prestazione di altissimo livello di Jack Aitken, capace di fermare il cronometro sull’1:46.153. Il pilota britannico è riuscito a piazzare la propria #31 davanti all’Acura #60 di Blomqvist e alla Cadillac gemella di Albuquerque (#10). Delude invece Porsche, dati per favoriti assoluti. Il team tedesco infatti posiziona i suoi tre prototipi solamente quarti, sesti e ottavi con Estre, Frederick e Nasr. In LMP2 la pole va a Goikhberg con Bryan Herta Autosport, capace di precedere di appena 7 centesimi Goldburg su United Autosports. In quarta posizione la “Spike” di AO Racing, a conferma di una categoria sempre molto agguerrita.
Nella classe GTDPRO è la Vasser Sullivan Racing #14, motorizzata Lexus a conquistarsi il primo posto, guidata da Hawksworth. A quasi 3 decimi la Mercedes #48 di Stolz. Solo nona la Porsche “Roxy” di King, molto più staccata rispetto alla testa. Infine nella classe GTD a conquistare la pole è il figlio d’arte di Rubens “Dudu” Barrichello, davanti alla #57 di Ellis e alla #96 di Foley.

La corsa: Porsche vince e fa doppietta, 1-2 United in LMP2 e magico Fuoco in GTD
Una favolosa 12H di Sebring ha visto trionfare nuovamente Porsche, siglando una doppietta e portando oltre a cento i punti di vantaggio nella classifica piloti. E’ stata una gara che ha regalato spettacolo, confermando il dominio atteso al via del weekend.
Al via Estre è riuscito a sorpassare l’Acura e la Cadillac, passando al secondo posto. Il primo colpo di scena arriva dopo 2 ore dallo start. La Chevrolet Dragonspeed #81 di Hedman è ferma in una via di fuga, dopo un violento contatto con la #52. Questo incidente ha portato alla FCY. Un altro brutto scontro è arrivato al culmine della terza ora coinvolgendo War, Priaulx e Pier Guidi. I piloti per fortuna illesi e l’ingresso immediato della Safety Car. Un importante svolta alla corsa è arrivata nelle GTP con il contatto tra la Inception #70 e la BMW #25.
Le ultime ore di gara sono state spettacolari. Durante la notte, le 2 Porsche hanno lottato duramente per il successo della corsa. Il vero spavento arriva a 1 ora e mezza dal termine, quando la Ford #16 di Altzman si ritrova parzialmente disintegrata dall’altra parte del tracciato, preparando i team a un’ultima fase di gara infuocata. A mezz’ora dal termine finisce in ghiaia Riccardo Pera sulla #912, permettendoci di assistere a un finale thrilling. Sul traguardo però è Nasr a imporsi su Kevin Estre. Cadillac che invece piazza tutte e 3 le auto in top 5. Il vero capolavoro però lo fa Fuoco che approfitta di un errore di Gamble all’ultimo giro e trionfa in GTD. Doppietta invece United Autosports in LMP2 con Jensen e Di Resta, Preining vince in GTDPRO. Appuntamento dunque in California a Long Beach tra meno di un mese.

fonte immagine di copertina: profilo ufficiale IMSA via X


