Filming day al Madring: la trovata di una Ferrari sempre più furba
Lo scorso giovedì 9 luglio la Ferrari ha compiuto sul circuito cittadino di Madrid una serie di prove private fatte sfruttando i km concessi ogni anno dai filming day. Essi sono pensati per gli sponsor, ma è risaputo che tutti ne approfittino per provare soluzioni in assenza di test liberi. Due piccioni con una fava: si fa uno spot potente della Rossa sul Madring e al contempo si studiano alcune criticità attuali della SF-26. In particolare quelle legate al motore e all’ala Macarena, la quale dopo gli incidenti recenti della Red Bull rischia di essere bandita dalla FIA. Ovviamente i riscontri non sono tutti affidabili, anche perché alcuni dati risultano inevitabilmente falsati dall’uso obbligatorio di gomme da esibizione.
L’alettone posteriore in questa sua ultima evoluzione sarebbe un vero step in avanti, garantendo fino a 11 km/h in più sul dritto stando alle indiscrezioni. E la velocità in rettilineo è un fattore determinante in particolare sul tracciato madrileno, che promette punte altissime. Ovviamente non sarà l’unica variabile, ma come hanno sottolineato Lewis Hamilton, Charles Leclerc e in precedenza pure Carlos Sainz questa sarà una pista dalle punte altissime e difficilissima. In tutto questo, il Madring presenta pure criticità che sono state sottolineate dai due piloti Ferrari. E sebbene siano state minimizzate dagli organizzatori stessi in realtà non sono da poco.

Hamilton e Leclerc non stroncano il Madring, ma avvertono sulla sua pericolosità
Durante il filming day Ferrari Hamilton e Leclerc hanno potuto saggiare per la prima volta il circuito della capitale spagnola – che avrà tra l’altro ben due feature race di F3 –. Non si è trattato solo di una serie di giri promozionali, ma di un vero e proprio test sia degli aggiornamenti che del tracciato stesso. E se da un lato questo permetterà indubbiamente di migliorare la correlazione dati a Maranello dall’altro ha fatto sorgere ai piloti alcuni dubbi sul Madring.
Sebbene non l’abbiano definitivamente bocciato, entrambi hanno espresso forti perplessità su questo percorso, celebrato da Liberty Media come un emblema della sua F1 “pop”. Hamilton, generalmente favorevole alle politiche di Stefano Domenicali e soci, non ha nascosto le sue perplessità legate alla sicurezza della pista. In particolare, come da ammissione al Mundo Deportivo dello stesso direttore del circuito Garcia Abad, Sir Lewis si è detto preoccupato dalla compressione generata dalla Monumental, la gigantesca curva sopraelevata lunga 550 m. Roba quasi più da IndyCar o NASCAR che da F1.
La soluzione proposta al sette volte iridato da Abad, però, lascia decisamente perplessi:
“Si è lamentato della compressione. Io gli ho detto che la soluzione migliore per evitarla era quella di andare un po’ più piano, così non ci sarebbero stati problemi.”
Anche Leclerc ha dichiarato che al Madring sarà complicato girare in qualifica con muretti così vicini ad alte velocità. Lamentele che fanno il paio con quelle del compagno di squadra, e confermano l’idea di un circuito sì più interessante del previsto, ma comunque rischioso.

La spettacolarizzazione ad ogni costo è davvero la scelta migliore?
Nonostante in tante simulazioni il Madring non avesse convinto, la prova sul campo sarà l’unica cosa che determinerà davvero la sua promozione o bocciatura. Sicuramente ai puristi la location e il layout faranno storcere il naso, e a ragione. Il fatto che i piloti ne abbiano promosso, seppur con forti riserve, il livello di sfida non significa tuttavia che automaticamente regalerà belle gare. C’è una grandissima differenza tra difficoltà alla guida e bellezza della competizione.
Inoltre sorge un grosso problema, ovvero che il Madring altro non è che l’ennesimo percorso che vuole spingere i piloti al limite del loro fisico. Una linea esaltata da Domenicali sin dal Gran Premio del Qatar 2023, quando espresse orgoglio immenso nel vedere i corridori lottare nonostante fossero distrutti dal caldo torrido ai limiti dello svenimento, suscitando grandissimo sdegno tra tanti tifosi e la FIA stessa. La Federazione da allora, non a caso, impose linee guida come gli impianti di refrigerazione interni alle vetture e alle tute.
Questo porta nuovamente a chiedersi se la linea della spettacolarizzazione pura sia quella giusta da compiere, o se sia un passo falso. Sì, garantisce ampi profitti e il seguito del pubblico occasionale, ma al tempo stesso mette seriamente a rischio i piloti. E la storia, senza dover fare nomi, ci ha fatto spesso vedere le estreme conseguenze di questa linea di pensiero applicata alla F1.
Fonte immagine di copertina: Scuderia Ferrari HP via X


