A Nashville torna l’Indycar per il dodicesimo appuntamento stagionale. Mentre il mondo sarà collegato con New York per la finale dei campionati del mondo di calcio, gli appassionati di motori avranno come unico pensiero la bandiera verde che darà inizio al Borchetta Bourbon Music City Grand Prix. L’anno scorso sull’ovale del Tennessee, tornato nel 2024 nella serie come ultimo appuntamento stagionale, aveva visto il trionfo dello specialista Newgarden su Penske. La scuderia del capitano saprà approfittare del layout amico per tornare sul gradino più alto del podio?
Un appuntamento preceduta da incontri “istituzionali” per Roger Penske ed Indycar
Nella settima precedente al ritorno delle Dallara DW12 in pista la serie ha deciso di celebrare l’organizzazione del Freedom 250 Grand Prix, una corsa che si snoderà tra le strade della capitale federale Washington D.C. e fortemente voluta dall’amministrazione per festeggiare i 250 anni dell’indipendenza dello stato americano. Tanto che lunedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accolto alla Casa Bianca una delegazione formata tra gli altri dal quattro volte campione Indycar e attuale capoclassifica Alex Palou, il vincitore della 500 miglia di Indianapolis 2026 Felix Rosenqvist ed il pilota Penske David Malukas.
Alla presenza del grande capo della categoria Roger Penske i presenti hanno potuto assistere ad un pit stop speciale con una monoposto con livrea patriottica e con alla guida lo stesso numero 12 di casa Penske. Un’occasione per celebrare un gran premio che sicuramente farà parlare di sé.

Penske, un’occasione per tornare al successo
I pensieri per la scuderia del grande Roger sono invero focalizzati sulla pista, tallone d’Achille (incredibile solo pensarlo qualche anno fa) della gloriosa struttura automobilistica. Per sua fortuna il fine settimana offre la possibilità di correre su un circuito favorevole a Penske. Oramai al top assoluto solamente sui tracciati ovali, anche se oramai insidiata da vicino anche qui McLaren, Ganassi, Meyer Shank o Ed Carpenter.
Nonostante queste considerazioni il catino del Tennessee rappresenta, insieme al doppio appuntamento in Iowa di agosto, forse una delle migliori occasioni per tornare a vincere in una stagione altrimenti avara di soddisfazioni. Ad oggi sono solo due le affermazioni nel 2026: a Phoenix e Gateway e sempre con Newgarden, oltre alla posizione d’onore alla Indy 500. Fattore comune il circuito, sempre e solo un ovale.
Proprio il nativo di Nashville punterà al terzo successo stagionale e risollevarsi in campionato che lo vede ora al sesto posto in graduatoria, distante più di centotrenta punti da Palou. Sono lontani i tempi nel quale il due volte campione lottava per il campionato, anche a causa del crollo della competitività del team Penske. Rimangono solo i successi di tappa per lenire la frustrazione.
Peggiore addirittura la situazione per McLaughlin. Il neozelandese manca l’appuntamento con la vittoria da quasi due anni, quando si impose a Milwaukee. Da quel momento solo delusioni, intervallata da qualche podio (due soli nel 2026); assorbito dalla crisi Penske, da tre anni non più in grado di esprimersi al massimo. Per una squadra sinonimo di successo e competizione, il digiuno dai vertici rischia di diventare sempre più insopportabile.
Penske rimane aggrappata in questo 2026 al solo Malukas. Un successo sfiorato a Indianapolis e unico davvero in grado di battersi con costanza per le posizioni di vertice.

McLaren, un’occasione per riavvicinarsi a Ganassi. Ma attenzione a Palou
Dopo Penske, l’altro grande team da tenere d’occhio in Tennessee sarà sicuramente Arrow McLaren. I papaya vivono forse il loro periodo di maggiore forma con due successi consecutivi con Lundgaard a Road America e con O’Ward a Mid-Ohio, con la scuderia di Zak Brown capace addirittura di conquistare una doppietta.
L’appuntamento di Nashville rappresenta l’occasione per allungare la striscia positiva e forse un’occasione per riaprire un campionato altrimenti chiuso. Soprattutto per Lundgaard, che dovrà dimostrare che anche su un circuito ovale di essere della partita, rispondendo con le prestazioni ad un team che ha deciso incredibilmente di non puntare su di lui per il futuro.
Realisticamente invece, tutte le speranze di Arrow McLaren saranno puntate su O’Ward, insieme a Newgarden il miglior specialista su questa tipologia di circuiti. Il numero 5 punterà a fare bene su questa tipologia di circuito. Obbiettivo: provare a McLaren che ha fatto bene a puntare su di lui anche per il 2027 e di essere il vero faro del team.
Penske, McLaren… tutte possibilità come possibile l’occasione di vedere vincere un outsider. Ed alla fine potrebbe emergere lo stesso Palou, che dal 2025 ha mostrato di aver superato la maledizione dei catini americani. E se fosse proprio il numero 10 di Ganassi a sorprendere tutti?
Fonte immagine di copertina: indycar.com


